Solo fango: intervista a Giancarlo Narciso
9 apr

Solo Fango (Verdenero)
Chi ha ucciso chi e perché. Questi gli interrogativi che dominano l’ennesima indagine di Butch Moroni, nello scenario apparentemente rassicurante di Arco e Riva del Garda. Incaricato di ritrovare una persona scomparsa, Butch deve ben presto fare i conti con una catena di omicidi in cui niente è come sembra. Attivisti ambientali impegnati a scongiurare disastri ecologici, presunti colpevoli e colpevoli dichiarati, vecchi amici e nuovi arrivi, politici corrotti e protagonisti dal colposo passato. E al centro, una discarica di rifiuti in procinto di spazzare via interi paesi. Un’indagine serrata che svela un Trentino differente, anch’esso risucchiato nella melma della criminalità ambientale e degli interessi politici, che sembra aver dimenticato duecentosessantotto persone morte venticinque anni fa. In uno scenario tragicamente reale, tra sospettati eccellenti e inquirenti poco interessati a scoprire la verità. Perché «la verità è la fuori, di fronte agli occhi di tutti. Basta volerla vedere». Oggi parliamo con Giancarlo “Jack” Narciso, autore di “Solo fango”, noir di ecomafia appena uscito per Verdenero.
Ciao Giancarlo, benvenuto. Giancarlo Narciso e Jack Morisco: due facce della stessa medaglia o due scrittori in antagonismo?
Bella domanda. Mi sembra che col tempo si stia scavando un solco sempre più marcato fra Jack Morisco e Giancarlo Narciso. Hanno sempre meno in comune sia come temi che come scrittura.
Vorrei entrare nel vivo di Solo fango, il tuo ultimo noir di ecomafia per i tipi di Verdenero. Puoi introdurci la tematica?
Le tesi del romanzo sono due: a) il Trentino non è la felice oasi ecologica che la propaganda provinciale si sforza di contrabbandarci; scempi ambientali avvengono in continuazione, dalle discariche di rifiuti tossici in questo periodo così attuali alle colate di cemento che minacciano lo stesso posto che ho scelto per viverci, uno dei più belli d’Italia. b) le cause del degrado vanno ricercate proprio nella autonomia della provincia, ovvero nello scandaloso fiume di denaro che, senza alcuna giustificazione, ogni anno il governo centrale riversa nelle casse provinciali, sottraendolo ai bisogni della nazione. Paradossalmente, avessero meno soldi, le cose da un punto di vista ambientale andrebbero meglio. (continua…)

Negli ultimi anni l’opinione pubblica italiana è stata colpita dalle vicende di Hina e Sanaa, uccise dai familiari in provincia di Brescia e di Pordenone, con l’accusa di non aver rispettato le leggi dell’Islam. E’ da questo fatto che nasce la riflessione di Paolo Grugni e il suo nuovo romanzo “Italian Sharia” (PerdisaPop), e da qui voglio partire da qui per introdurre l’autore: un autentico combattente della parola, come solo gli idealisti sanno essere. L’ho incontrato ieri alla Fiera Book di Modena, in cui presentava il suo romanzo (che, pur essendo stato scritto prima che avvenisse, si apre con la morte di Michael Jackson!), e ne ho approfittato per una chiacchierata che abbracciasse un po’ tutta la sua produzione, a partire da “Let it be”, thriller ispirato alla canzone dei Beatles uscito per Mondadori e rivelatosi un autentico long-seller, al punto di essere più volte ristampato.

1918, campagna toscana. Per non partire soldato nella Prima guerra mondiale, un uomo nasconde suo figlio di nove anni e sua moglie in un buco scavato nel bosco. A volte il cibo non si trova e allora bisogna affondare le dita nella terra umida per vedere se salta fuori un baco o una radice da masticare, oppure rassegnarsi a mangiare carne umana. Inizia così l’avventura di Bastiano, che cerca di riscattare la sua vita solitaria e animalesca innamorandosi di Sara, la figlia del padrone per cui va a lavorare come aiutante stalliere. Ma il fango quasi mai incontra la luce, e allora finirà per sporcarsi totalmente… “I Cariolanti” è una favola nera in tredici istantanee dove si respirano atmosfere che vanno da Truffaut a Stephen King, alle Fiabe italiane di Calvino. Ma lasciamo la parola all’autore!

Oggi ho incontrato Mauro Smocovich, scrittore, sceneggiatore, webmaster infaticabile nonché co-autore della serie a fumetti “Cornelio – delitti d’autore” per l’editore Star comics. Per chi ancora non lo conoscesse, Cornelio è l’alter ego fumettistico dello scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli, alle prese con una tremenda crisi di ispirazione che lo porta suo malgrado a rimanere coinvolto in casi di omicidio che solo la sua grande capacità deduttiva riesce a risolvere.
otta contro il Male. Ai pennelli gli straordinari Davide Furnò e Paolo Armitano, due artisti in ascesa di cui, se siete appassionati di nuvole parlanti, sentirete parlare sempre più spesso. Li ho incontrati alla Fiera del fumetto di Lucca e ne ho approfittato per fare loro qualche domanda.

Per prima cosa ciao Adriano e benvenuto su Sick girl. Come prima cosa ti chiederei di descriverti in tre aggettivi.
Corpi estranei (Gruppo Perdisa editore) è il primo romanzo di Paola Ronco. Un esordio importante, per una collana ideata da Luigi Bernardi, scopritore di talenti quali Lucarelli, Fois, Vallorani. La prosa è tirata, l’intreccio sorprendente, personaggi di confine che non riescono a chiedere aiuto e un finale tutt’altro che consolatorio. “Tre esistenze, un filo sanguinoso che le unisce, otto giorni che potrebbero cambiarle per sempre, in una Torino che assiste immobile ai crimini di una banda inafferrabile” recita il comunicato stampa. Ma Corpi estranei è molto di più: è un testo di spessore che procede attraverso scelte stilistiche raffinate, un vero e proprio ritratto impietoso dell’Italia contemporanea. Ho incontrato Paola, torinese che vive a Genova, per una sick-intervista.
E’ con grande gioia che vi presento una giovane scrittrice bolognese che ha appena pubblicato il suo primo romanzo con l’editore Perdisa. Il suo nome è Marilù Oliva e sono certa che sentiremo parlare di lei a lungo, anche grazie a questo suo romanzo, Repetita, che è già stato definito “scioccante, nero, impietoso. Un romanzo raffinato sull’ineluttabilità del male”.
“Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi. Cosa facevano quando non erano nessuno” (Aliberti editore) è il nuovo libro di Mariano Sabatini. Autore televisivo, giornalista professionista, critico tv, Mariano scrive di costume, cultura e spettacoli. Collabora con “Italia Oggi”, “Metro”, “Affari italiani”, i quotidiani del Gruppo Espresso, “Gioia”, “Radio-corriere”, “Film Tv”, “Il Tempo”. Tiene una rubrica la domenica mattina su Radio Capital ed è spesso ospite in Tv. In questo libro offre una carrellata di straordinarie interviste sui loro esordi e la loro gavetta ad alcuni tra i più grandi giornalisti italiani, tra cui Toni Capuozzo (vicedirettore del TG5), Vittorio Feltri (direttore de “Il Giornale”), Alfonso Signorini (direttore di “Chi” e “TV Sorrisi e Canzoni”). Per contrappasso, ho pensato intervistare Mariano a proposito del suo lavoro
È un grande onore avere ospite oggi Valerio Varesi, giornalista nella redazione bolognese di Repubblica e scrittore, creatore del personaggio del commissario Soneri, protagonista di una fortunata serie di romanzi da cui è stata tratta la serie televisiva “Nebbie e delitti” trasmessa da Rai Due con protagonisti Luca Barbareschi e Natasha Stefanenko, e che riprenderà con nuovi episodi l’autunno prossimo. Il romanzo più recente che ha per protagonista Soneri è “La casa del comandante” edito da Frassinelli. Per la collana Verdenero di Edizioni Ambiente ha recentemente pubblicato “Il paese di Saimir”, un romanzo duro sul tema dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina in Italia. Conosciamo meglio questo straordinario autore tramite l’ormai usuale sick-intervista!
“L’Italia non è mai stata innocente” recita la quarta di copertina di “Settanta”, nuovo romanzo di Simone Sarasso e seconda parte della “Trilogia sporca dell’Italia” iniziata con “Confine di Stato”. Un affresco realistico, impietoso, lucidissimo, degli anni più oscuri della nostra Storia recente. Ma “Settanta” è soprattutto un noir dal ritmo incalzante che trae spunto e prende in prestito alcuni personaggi dalle cronache (con nomi rigorosamente cambiati) per costruire una sorta di “storia parallela” e un’ipotesi di complotto che, a ben pensarci, non appare nemmeno tanto improbabile. Il progetto è ambizioso ma Sarasso mantiene ciò che promette: un romanzo dal ritmo travolgente e incessante che non perde un colpo e presenta personaggi affascinanti e realistici. Non aspettatevi monologhi prima di premere il grilletto: se si spara, è per uccidere.
“L’estate di Montebuio” è il nuovo romanzo di Danilo Arona. Per chi ancora non lo conosce, stiamo parlando di uno dei maggiori esponenti dell’horror “made in Italy”. Giornalista, scrittore, musicista, Danilo è un vero e proprio ricercatore sul campo di “storie ai confini della realtà”. E’ di questi giorni l’uscita dell’antologia da lui curata per la collana Epix Mondadori “Bad prisma”. In questo libro mescola mitologia, cronaca, gotico e modernità, realizzando una sontuosa e apocalittica rappresentazione del Male. Ambientato nel lato più oscuro dell’appennino ligure, la vicenda parte dal ritrovamento del cadavere mummificato di una ragazzina morta negli anni 60, che sembra collegata al misterioso suicidio dello scrittore e autore di best-seller Morgan Perdinka. Tra visioni allucinanti, verità nascoste, inquietanti presagi, la chiave sembra custodita negli avvenimenti legati all’infanzia dello scrittore, in particolare all’estate del ’62, anno in cui Morgan scopre nello studio dello zio una vecchia e malandata macchina da scrivere. Se state intravedendo tracce di Cronenberg, Burroughs o Lynch, siete sulla strada giusta. Ma lasciamo la parola all’autore…

