Dylan Dog «La mano sbagliata» sul Corriere della Sera

La mano sbagliata continua a far parlare di sé sulla carta stampata. Sull’edizione bolognese del Corriere della Sera il 1 settembre è uscita un’intervista in cui parlo del mio rapporto con il personaggio creato da Tiziano Sclavi e delle suggestioni che mi hanno portato a scrivere la storia. Secondo Massimo Marino, l’autore dell’articolo: «Baraldi e Dylan Dog è un’unione felice».

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Dylan Dog «La mano sbagliata» oggi su La Repubblica!

«Il mio Dylan Dog siamo noi, è un uomo con dei limiti, che affronta situazioni più grandi di lui. Ed è la sua normalità inquieta che racconto in “La mano sbagliata” coi disegni di Nicola Mari». Oggi su La Repubblica Bologna una lunga intervista in cui racconto… “Io e Dylan Dog”. Articolo di Alberto Sebastiani.

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Questo mese su Fumo di China: i nuovi volti di Diabolik… e non solo

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È uscito il numero 232 di Fumo di China, la più autorevole rivista italiana sul fumetto: 32 pagine tutte a colori di anticipazioni e approfondimenti sul mondo delle nuvole parlanti. Questo mese ci sono anch’io, con un’intervista in cui parlo della mia esperienza con Diabolik e qualche anticipazione sui progetti futuri (si parla, naturalmente, anche di Dylan Dog, ma anche di un nuovo romanzo di cui non ho ancora parlato con nessuno). La splendida copertina di Gabriele Dell’Otto rende questa uscita un numero da collezione assolutamente imperdibile. La trovate in edicola a 3,80 euro.

baraldi-fumo-di-chinaE a proposito di Diabolik… l’avete visto il trailer dell’imminente serie tv per Sky?

 

La Gazzetta di Modena: Barbara, la “regina del gotico”

Oggi su La Gazzetta di Modena sono ospite della giornalista Laura Solieri per parlare dei miei romanzi, del mio amore per l’Emilia e, per la prima volta, di un nuovo progetto che vedrà la luce il prossimo anno. L’articolo fa parte della rubrica Una foto, una storia. Mi è stato chiesto di presentare alcuni scatti di momenti significativi della mia vita, da cui è stato sviluppato l’articolo. Potrete vedere quindi alcune foto inedite che non avevo mai avuto il coraggio di pubblicare. When I was just a little girl…

la Gazzetta di Modena

 

Oggi sul Corriere: Baraldi, “la regina del gotico italiano” firma un Diabolik

Oggi, nell’edizione bolognese de Il Corriere della sera è uscito un bell’articolo in cui si parla de Il regalo, il mio primo soggetto scritto per Diabolik, in collaborazione con Andrea Pasini e Mario Gomboli. L’articolo è firmato Massimo Marino.

Articolo Corriere Diabolik

 

Su Lo Spazio bianco: Una regina per il Re del Terrore

baraldi_coverVi segnalo questa intervista uscita su Lo Spazio bianco in cui parlo, incalzata dalle domande mai banali di Marco D’Angelo, del mio esordio come autrice del Re del terrore, di Dylan Dog e della Fase due, della differenza tra scrivere romanzi e fumetti con anticipazioni e qualche retroscena.

Vi lascio con un piccolo assaggio. Per leggere l’intervista completa, cliccate qui.

diabolik05LSB: Nel preparare l’intervista, mi sono ricordato che uno dei personaggi principali dei tuoi romanzi gialli, La bambola dagli occhi di cristallo e Bambole pericolose, si chiama Eva ed è un personaggio molto forte come la compagna di Diabolik. Un caso o… sei sempre stata una lettrice del “re del terrore”?
BB: Mi sono innamorata di Eva Kant fin da bambina, leggendo i Diabolik di mio padre. Ero una ragazzina particolare, affascinata dal lato oscuro delle cose, che a 12 anni già divorava Dracula di Bram Stoker e Frankenstein di Mary Shelley. Diabolik mi piaceva per la sua estetica: quel muoversi furtivo, di notte, vestito di nero come una pantera… Ma adoravo soprattutto la sua compagna, così bella e così forte da tener testa al re del Terrore.
Quanto all’Eva dei miei romanzi, credo sia accaduto a livello inconscio, ma sì, è probabile che nel trovarle un nome – che mi piace molto – abbia pensato a Eva Kant. Tra l’altro anche il mio personaggio è bionda e con gli occhi azzurri… Grazie per questo collegamento, a volte un autore non si rende nemmeno conto di come le cose che ama – una scena di un film, il personaggio di un fumetto o la strofa di una canzone – diventino parte dell’ispirazione.

 
LSB: Diabolik ed Eva: due icone fortissime… dei cult, dei classici. In sede creativa come si fa a evitare che il rispetto si trasformi in reverenza?
BB: La passione di lettrice per la serie, e per le sue autrici (le leggendarie sorelle Giussani), Una regina per il Re del Terrore: intervista a Barbara Baraldi Dylan Dog Diabolik Barbara Baraldi mi ha dato la chiave per avvicinarmi ai personaggi con rispetto. Sono entrata in punta di piedi, ma poi ho cercato di metterci del mio. In fondo, quello che un nuovo autore può infondere di originale a un personaggio consolidato – con tante specifiche – come Diabolik, sono la sua personalità, le sue passioni, i suoi temi.”

Continua qui.

 

 

Striges – La voce dell’ombra su Repubblica.it

Foto di Ilaria PalumboOggi vi parlo di un bellissimo articolo uscito nella rubrica Caffè letterario.bo  e firmato dal giornalista Alberto Sebastiani, sul blog di La Repubblica.

L’articolo “Barbara Baraldi, scrittrice-medium per storie di streghe” ripercorre la presentazione del volume che si è tenuta lo scorso giovedì 13 marzo alla Libreria IBS di Bologna. Si parla di streghe, di scrittura e di memoria, di generi letterari e della magia della parola.

Ma vi lascio alle parole di Alberto Sebastiani: “Il libro è uscito la mattina, ma alle 18 c’è chi l’ha già divorato. Le lettrici fedeli non mancano a Barbara Baraldi, e sono tante/i ad aspettarla giovedì alla libreria Ibs («che quando ancora si chiamava Mel fu la prima libreria bolognese a ospitare le mie presentazioni») per scoprire in che problemi si trovi Zoe, giovane strega che in La voce dell’ombra, secondo volume di Striges (Mondadori), dopo un incidente resta in coma sei mesi e si risveglia in un luogo sconosciuto, prigioniera. E sola. « La vita è sempre un ricominciare – dice la Baraldi – Io a Zoe tolgo tutto, a partire dai ricordi che deve ricostruire, dalle sicurezze, e la metto in una situazione nuova, tanto che non è necessario leggere il primo Striges per seguire la storia. Anche a me, come dice Stephen King, piace mettere in difficoltà i miei personaggi».
Foto di Sonja SilvanoIl ricostruire non è un tema da poco per chi, come la Baraldi, vive nelle zone colpite dal terremoto nel 2012. «Il primo Striges l’ho finito nei giorni delle scosse, chiusa in automobile con il mio portatile, mettendoci tutte le emozioni che vivevo. E ora questo secondo volume lo dedico proprio agli emiliani che hanno sofferto. Per me la cosa più dolorosa è stato perdere le mie abitudini, i luoghi dei miei ricordi, ma come Zoe bisogna ricostruire. Per questo è un romanzo di malinconia, dolore, ma anche sul continuare a crederci». Anche in un mondo come quello in cui si trova Zoe, «fantastico, soprannaturale, cioè con quegli elementi che ho sempre amato mettere nei miei romanzi, sia nel primo, di formazione, ambientato a Bologna e nei suoi centri sociali, sia nei gialli Mondadori, sia ora che scrivo romanzi definiti “dark fantasy”. Ma non ho mai scelto un genere. Che definiscano pure miei lettori young adult o adulti, non penso a un “target”, racconto le storie che vorrei leggere, mescolo tutto quello che ho dentro, pescando anche tra cinema, tv, letteratura, arte, musica, e seguendo la mia voce che ama togliere certezze ai personaggi. E sembra che la mia sensibilità parli a tanti»”.
Infatti Zoe ha molti “fan”. Ha un caratteraccio, «è un personaggio forte, e mi ha permesso di scrivere il romanzo che avrei sempre voluto fare: sulle streghe». Cioè una passione per la Baraldi, che ne studia la storia fin dall’adolescenza, e che in Misteri, crimini e storie insolite di Bologna (Newton Compton) ha raccontato il rogo di Gentile Budrioli in piazza San Domenico nel 1498. E la strega Zoe è una giovane donna saggia, ma «zuccona come un’adolescente e piena di paure. Anch’io lo ero, e alle medie avevo uno smalto nero che ho usato anche per scrivere sui muri della mia camera “Le più grandi prigioni ce le costruiamo con le nostre paure”. Volevo leggere quella frase tutti i giorni per uscire dalla mia gabbia». E per riuscirci, per i suoi personaggi, l’amore è centrale, «in tutte le sue forme, in tutte le sue sfaccettature, spinto all’estremo, fino all’odio», e questo appassiona il lettore della Baraldi, che non si considera una scrittrice distaccata, «anzi: partecipo alle storie che scrivo, alle sofferenze dei personaggi, a volte mi spavento o mi emoziono con loro, tanto che in alcune scene di Striges mi sono commossa. Forse perché ho un’idea romantica della scrittura: credo che i libri esistano già da qualche parte, e lo scrittore è il medium che li porta tra noi».

Cliccate qui se volete leggere l’articolo sul blog di Repubblica.it.
Le foto che corredano l’articolo sono, in ordine di apparizione, di Ilaria Palumbo e Sonja Silvano.

I misteri di Bologna sul Corriere della sera

Sabato 28 dicembre, nella sezione Cultura & spettacoli del Corriere di Bologna è uscito un bellissimo articolo che mi riguarda, firmato dal giornalista Massimo Marino. Nell’intervista si parla del volume Misteri, crimini e storie insolite di Bolognadi personaggi che hanno lasciato un’impronta nella storia di Bologna, come Girolamo Lucchini, il Diabolik bolognese, di bande criminali, di esorcisti e di streghe. E, a proposito di streghe, ne ho approfittato per dare un’anticipazione sul secondo volume di Striges, raccontare qualcosa sulla fiaba gotica Aurora – Sleeping beauty, e c’è spazio perfino per il Re del terrore, quello vero. Dimenticavo! Volete un consiglio su come passare il Capodanno? Non vi resta che leggere l’articolo 😉

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BookSoundtrack per Caffè letterario di Repubblica


foto (9)L’estate sta finendo e la malinconia autunnale comincia a farsi sentire. Ma insieme, c’è anche un nuovo fermento e tante novità che premono per essere svelate. Ne parlo con il giornalista Alberto Sebastiani che mi ha intervistata per Caffè letterario, il blog di Repubblica. Si tratta di un’intervista molto musicale e tra Johnny Cash e Zola Jesus vi regalo qualche anticipazione sulle nuove uscite. Enjoy!

“È per molti la regina del gotico italiano, e potrebbe parlare per ore del suo amore per la musica. Barbara Baraldi ne ascolta sempre, e la porta nei suoi testi fino a renderla non solo colonna sonora («sarebbe bello se i miei lettori ascoltassero le canzoni che cito, mentre leggono») ma anche parte della narrazione. In Striges, di cui sta ultimando il secondo volume, «le canzoni diventano parte del testo, sono evocate e ne sono citati alcuni versi, le parole che la protagonista non riesce a trovare. È in taxi, sua madre è morta e non ha una casa dove tornare, ed ecco le note di There is a light that never goes out degli Smiths. Grazie a quella melodia, a quel testo, riesce finalmente a piangere».

Smiths, Joy Division e altri classici della cosiddetta musica alternativa sono la colonna sonora delle giornate e dei libri della Baraldi, che quest’anno non è andata in ferie, troppo lavoro: «Sto editando Misteri, segreti e storie insolite di Bologna, che esce per Newton Compton a novembre, poi c’è il secondo Striges per Mondadori che uscirà a marzo 2014 e sono alle prese con una nuova sceneggiatura per Dylan Dog». E poi c’è una storia illustrata con Lucio Parrillo, «un progetto che mi ha preso profondamente», la riscrittura della fiaba La bella addormentata nel bosco: «immagino che Aurora si svegli, non aspetti il principe, ma si vesta da guerriera per riprendersi ciò che le è stato tolto. Un’eroina, che rivelerò al pubblico a inizio 2014».

Storie inquiete, spesso con figure femminili combattive. Non dice i titoli dei libri in arrivo, «perché potrebbero cambiare da qui all’uscita», ma quel che ascolta in questi giorni sì: nulla da ombrellone, ovviamente, ma si tratta di «quel mood che cerco di avere nei miei libri, quel romanticismo non dozzinale, quell’emozione che ti prende e ti porta via». Parla di Johnny Cash, di Sea talk di Zola Jesus,Run dei Snow Patrol, che vorrebbe portare nei suoi lavori. «Noi scrittori non inventiamo niente, troviamo storie e le portiamo ai lettori. E mi piace pensare alla musica come al respiro dei libri, a qualcosa che permette di catturare emotivamente il lettore, che lo coinvolga sensorialmente. La musica emoziona, e io voglio che il mio lettore viva il testo anche attraverso l’esperienza musicale».

Ma se esce dai suoi libri, e si chiede quale sia la colonna sonora dei nostri giorni, cioè “sociale”, allora pensa a quella del film Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, composta da Hans Zimmer e James Newton Howard. «Un suono buio ma eroico, perché sempre più persone oggi sono in questa situazione, ognuno nel suo piccolo. Vivo nella Bassa modenese, un anno fa il terremoto ci ha messo in ginocchio. I negozianti hanno aperto nei loro garage, si è lavorato dove si poteva, stringendo i denti, senza soldi. Ci siamo rimboccati le maniche, e a luglio ha aperto un centro dove i commercianti hanno potuto avere spazi. Sono storie di un periodo di crisi, oscuro, in cui tanti si fanno eroi»”.

 

La mia intervista sullo Speciale Dylan Dog di Knife n.6

foto 1Per i fan dell’Indagatore dell’Incubo, è uscito uno speciale molto ricco sul numero 6 della rivista Knife, curata da Nero Cafè.

Contiene una mia intervista esclusiva a cura di Daniele Picciuti in cui svelo come è nata la mia collaborazione con Bonelli, la genesi della mia storia Il bottone di madreperla, uscita l’anno scorso sul Dylan Dog Color Fest di giugno e tanto altro.

Nell’intervista viene ipotizzato un possibile incontro tra Scarlett e Dylan. Secondo voi, cosa succederebbe?

Striges: l’intervista su Fantasy Magazine

Al Salone del libro di Torino con Emma BranderAl Salone del libro di Torino ho incontrato la splendida Emma Brander che mi ha intervistata sull’universo di Striges ed è riuscita a scucirmi qualche anticipazione sul secondo volume della saga. Con molto piacere vi segnalo l’intervista in questione uscita su Fantasy Magazine. 

“Il libro racconta le vicende di Zoe, una ragazza che scopre di essere la reincarnazione di una strega. Il romanzo non si concentra solo sull’aspetto fantastico, ma anche sui sentimenti della protagonista. Zoe infatti vive un amore contrastato, perché il suo cuore batte per un inquisitore. Nella nostra intervista, la scrittrice ci ha svelato di essere già al lavoro sul secondo capitolo. Ci ha svelato inoltre le sue fonti di ispirazione e ci ha concesso qualche anticipazione sul prossimo volume”.

Di cosa parla Striges?

Foto di Alessandro VarrialeStriges nasce dalla mia passione per la stregoneria, che si è scatenata quando avevo diciassette anni. Si tratta di una vicenda un po’ particolare. Abito in un paesino nella campagna emiliana e la notte venivo spesso svegliata da quello che sembrava il grido di una donna. Mi sono informata e ho scoperto che, in realtà, il grido apparteneva a una civetta. Quando sono innamorate, infatti, lanciano questi versi. Lo stesso giorno sono andata in edicola. Ho un urtato un libro che è caduto a terra e sulla pagina rimasta aperta ho letto: “Strix striges: rapaci notturni, considerati la reincarnazione delle streghe”. Da lì mi sono incuriosita, pensando che non poteva essere stato un caso. Ho iniziato quindi a fare una ricerca sulla stregoneria, dal mito popolare fino al periodo più oscuro, il 1600, ovvero quello dove le persecuzioni hanno raggiunto l’apice. La mia eroina, Zoe, scopre di essere la reincarnazione di una strega. È una ragazza dei giorni nostri, ma al compimento dei 17 anni inizia ad avere violenti flash-back che la portano in un’epoca lontana e i ricordi di un’altra vita cominciano a riemergere. Nel romanzo c’è posto anche per l’amore. Zoe si innamora per la prima volta in vita sua, ma ahimé, perde la testa per un inquisitore.

Striges. Foto di Ilaria PalumboA chi ti sei ispirata per creare la protagonista del libro?

Per gli occhi di Zoe mi sono ispirata a quelli dei rapaci notturni e di certi felini. Zoe ha gli occhi gialli e questo la rende diversa da tutti e viene spesso guardata con sospetto, tenuta in disparte. Penso che tutti noi, almeno una volta nella vita ci siamo sentiti diversi, incompresi. Volevo che il simbolo di questa diversità, la mia protagonista lo portasse impresso sul volto. Volevo che fossero proprio gli stessi occhi che ci permettono di comunicare con gli altri, a complicare la sua vita. Nell’arco della narrazione, proprio come nei più classici romanzi di formazione, Zoe dovrà imparare a convivere con la sua diversità e ad accettarsi. Del resto, condividiamo gli stessi gusti musicali e in qualche modo anche a lei capita di trovare le risposte che sta cercando nei brani musicali che ama, proprio come più di una volta è capitato a me. Zoe ha un carattere introverso e, quand’ero ragazzina, anch’io ero molto timida.
Per il resto Zoe è unica, è soltanto Zoe. Ho un’idea molto romantica della scrittura. Penso che i personaggi esistano già in un mondo parallelo e che il compito di noi scrittori, al pari dei medium, sia quello di portarli qui, attraverso le pagine dei libri.

Foto di Ilaria Palumbo farfalla

Striges è un romanzo auto-conclusivo oppure fa parte di una saga?

Posso svelarvi che sono al lavoro sul suo seguito. Come dice Stephen King, perché una storia sorprenda il lettore, deve sorprendere per primo chi la sta scrivendo. E posso assicurarvi che il secondo volume di Striges mi sta sorprendendo parecchio. Sono certa che non deluderà i lettori che attendono il nuovo capitolo. Dovrebbe uscire più o meno a febbraio del prossimo anno.

Qualche anticipazione sul sequel di Striges?

Molte lettrici mi hanno confidato di aver perso la testa per Misha. Nel secondo volume, posso dirvi che prenderà molto più spazio e riserverà tante sorprese. Ci sarà una nuova ambientazione molto gotica, nuovi personaggi e persino una nuova razza di creature soprannaturali che intrecciano il loro destino con quello delle streghe.

Parlaci un po’ del lato sentimentale del tuo libro.

Mi ricordo bene l’emozione che ho provato la prima volta che ho visto il film Dracula nella versione di Coppola. Quando il conte dice alla sua Mina: “Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti”, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto avrei voluto raccontare una storia d’amore altrettanto forte, contrastata e pura. Zoe è una strega che si innamora di un inquisitore. Il suo è un amore sofferto, assoluto, quel tipo di sentimento che può portare anche alla morte.

La prima foto che correda l’articolo è stata scattata al Salone del libro di Torino e mi ritrae insieme alla splendida intervistatrice. Mentre le altre foto sono dei miei lettori Alessandro Varriale (seconda immagine) e della streghetta di Benevento Ilaria Palumbo (terza e quarta immagine).

 

The making of Aurora: Intervista live su Mondo Nerd insieme a Lucio Parrillo

944628_10201274943182526_374447149_nPer tutti i lettori e gli amici che non hanno potuto partecipare alla prima presentazione ufficiale del volume The making of Aurora- Sleeping beauty (Pavesio), che si è tenuta al Florence Fantastic Festival qualche settimana fa, c’è una bella sorpresa.

Alla fine dell’evento il mitico Giac di Mondo Nerd ha fatto a me e a Lucio Parrillo una video intervista in cui parliamo della genesi del volume e diamo qualche anticipazione su Aurora- Sleeping beauty che presenteremo al prossimo Lucca Comics and games.

L’intervista è disponibile a questo indirizzo.

Appuntamento giovedì 23 maggio in streaming hangout su Google+

hangout_newGiovedì 23 maggio, a partire dalle 21, sarò ospite di Uncanny nerdz per una chiacchierata con Daze Di Martino. Sarà possibile intervenire con le vostre domande durante la diretta streaming.

Ecco il link all’evento facebook creato per l’occasione: https://www.facebook.com/events/646059438741579

L’evento sarà in streaming su Youtube qui: http://www.youtube.com/user/uncannynerdz Tramite i commenti sulla pagina youtube sarà possibile intervenire nella discussione 😉

Vi aspetto!

Striges: l’intervista su Sei Magazine (L’Arena, Il Giornale di Vicenza e Brescia Oggi)

Oggi vi segnalo una bellissima intervista uscita su Sei Magazine in allegato a L’Arena, Il Giornale di Vicenza e Brescia Oggi, firmata dalla giornalista Ilaria Rebecchi e in cui parlo di Striges, editoria, Dylan Dog e molto altro. Enjoy!

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Striges: Intervista e Giveaway su Sognando tra le righe

Oggi vi segnalo una mia intervista uscita sul blog Sognando tra le righe, ma soprattutto il Giveaway indetto dalle Book’s angels che vi permetterà di vincere una copia di Striges. Volete sapere come? Basta andare sul blog e lasciare un commento secondo le indicazioni. Il più bello ed emozionante si aggiudicherà la copia in palio.

Foto di Federica Kikka VerduzzoChi è Barbara Baraldi in tre aggettivi?
Curiosa, caparbia, leale.

Qual è il tuo libro a cui sei più affezionata e perché?
I miei libri sono come figli, scaturiscono dalla parte più pura della mia anima. Per questo li amo allo stesso modo e ognuno mi ricorda un momento particolare della mia vita e della mia crescita. A Striges tengo particolarmente perché è una storia germogliata dentro di me nell’arco di tanti anni. Sono partita dalle leggende e dai racconti popolari che mi raccontava mia nonna da bambina e le ho trasfigurate mescolando la tradizione magica italiana, alla mitologia celtica e l’antica religione. Volevo narrare la storia di un amore impossibile, ma che riesce a superare le barriere del tempo. E se una strega si innamorasse di un Inquisitore? Questa è stata la domanda da cui è scaturito il romanzo.
Inoltre è stato scritto in un momento molto difficile della mia vita. Parte della stesura, coincide infatti con il terremoto che ha sconvolto la mia terra lo scorso maggio. Ho finito il romanzo tra l’auto e la tenda e devo dire che mi ha aiutato molto. Riuscivo a fuggire da tutto quel dolore, dalla paura. Scrivere mi portava lontana. Ricordo in particolare la prima notte fuori casa, senza ancora una sistemazione. Ci eravamo accampati in auto e le scosse erano continue. Con la pioggia che batteva sul parabrezza, ho scritto fino alle prime luci di un’alba livida. Spero di essere riuscita a canalizzare tutte le emozioni forti di quei giorni nelle mie parole. Ma ora più che mai posso dirlo, la scrittura può salvarti, prenderti e portarti via.

Il momento della tua carriera che ricordi con maggior affetto e gioia?
Si tratta di vari momenti. O per meglio dire, provo una gioia immensa ogni volta che un lettore mi scrive una mail per regalarmi le sue emozioni post-lettura. Questo avviene di solito quando ha appena chiuso le pagine e la storia è ancora in circolo nel suo sangue.

Personaggio fantastico o letterario preferito?
Morticia Addams, Madame Bovary, Cleopatra e Mata Hari che immagino con il volto di Greta Garbo, insieme a un libro intero di donne dall’iconografia romantica che popolano i miei romanzi e i miei film preferiti.

La tua serie Ya di Scarlett ha conquistato una grandissima fetta di lettori che non vedono l’ora di leggere la conclusione della trilogia. Puoi darci buone notizie su una sua prossima pubblicazione?
La storia è già dentro di me. Posso anticiparvi che sarà ancora più forte dei capitoli precedenti perché i personaggi sono cresciuti e le battaglie che dovranno affrontare sempre più feroci. Sarà dedicato molto spazio al personaggio di Ofelia, la ragazza pantera, e questa volta Vincent sarà messo a dura prova. Per quanto riguarda Scarlett, mai come in questo episodio dovrà combattere per salvare il suo amore e tutto ciò a cui tiene. Non c’è ancora una data di pubblicazione, purtroppo i tempi editoriali a volte possono essere titanici. E l’autore non ha voce in capitolo. Per questo approfitto di questa intervista per dire ai miei lettori: fate sentire il vostro affetto per Scarlett scrivendo all’editore o tramite la pagina fb di Chrysalide che dà la bella opportunità di comunicare direttamente con loro.

Striges è un romanzo pieno di sentimenti. Sentimenti a tutto tondo e in tante diverse sfumature. Ma soprattutto l’ho trovato pieno di messaggi”. C’è un “messaggio” che ti sta a cuore più degli altri?
Che la diversità da quella che definiamo comunemente massa e da cui a volte ci si sente giudicati è un tesoro e non una maledizione, è ciò che ci rende unici e per questo speciali e può essere il nostro punto di forza.

C’è qualche personaggio di Striges che nasconde dentro di sè un po’ più di Barbara?
Regalo a ognuna delle mie protagoniste una caratteristica che mi appartiene. Ma si tratta sempre di un piccolo dettaglio. Quando scrivo, i personaggi escono prepotentemente dalle pagine e si appropriano delle loro caratteristiche, vizi e virtù al punto che a volte penso che esistano già in una dimensione parallela e il compito dello scrittore, al pari di un medium, sia quello di portarli nella nostra realtà, tramite le pagine dei libri.

Puoi darci qualche anticipazione sul seguito di Striges la promessa immortale?
Posso assicurarvi che sarà sorprendente e avrà un’ambientazione molto diversa dalla Milano decadente del primo volume. Ci saranno nuovi personaggi tra cui nuove streghe e, a proposito di Scarlett, mezzi demoni.

Hai un consiglio per chi vorrebbe intraprendere questo mestiere?
Non c’è un trucco per essere notati dal grande editore, ma ci si può arrivare procedendo un passo alla volta e dimostrando la propria professionalità.

Per tentare di vincere la copia di Striges, andate qui: http://sognandotralerighe.blogspot.it/2013/03/intervista-barbara-baraldi.html

La fotografia è di Federica Kikka Verduzzo.