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	<title>Barbara Baraldi &#187; Interviste</title>
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	<description>Sito ufficiale della scrittrice Barbara Baraldi</description>
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		<title>101 misteri di Bologna. Rassegna stampa</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 09:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-rassegna-stampa.html" title="101 misteri di Bologna. Rassegna stampa"></a>CondividiDa «Il resto del Carlino» del 21 ottobre 2011: In 101 capitoli la Bologna che fa paura Si comincia dall&#8217;inizio (ovvero dagli enigmi di quella pacifica civilità villanoviana per molti versi ancora sconosciuta «che usava però strani simboli come la <a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-rassegna-stampa.html#more-1974'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-rassegna-stampa.html" title="101 misteri di Bologna. Rassegna stampa"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-rassegna-stampa.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-rassegna-stampa.html"></g:plusone></div><p><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/10/101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER1.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1974" title="101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER"><img class="alignleft size-medium wp-image-1969" title="101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/10/101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER1-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Da «Il resto del Carlino» del 21 ottobre 2011:</p>
<h3>In 101 capitoli la Bologna che fa paura</h3>
<p>Si comincia dall&#8217;inizio (ovvero dagli enigmi di quella pacifica civilità villanoviana per molti versi ancora sconosciuta «che usava però strani simboli come la svastica») e si arriva ai nostri anni Novanta (per ricordare ad esempio il tentato sequestro alla Capannina di Luca Pazzaglia). E in mezzo c&#8217;è di tutto e di più: la vicneda dell&#8217;astrologa Gentile Budrioli, bruciata come strega nel quindicesimo secolo davanti a San Domenico; il sospetto che Mary Shelley abbia scritto<strong>Frankenstein</strong> grazie alla descrizione che Lord Byron le avrebbe fatto degli esperimenti sulle rane di Luigi Galvani; la leggenda del pittore delle agonie descritto da Pupi Avati nel film <strong>La casa dalle finestre che ridono</strong>. Tutti gli enigmi inspiegabili (compresa l&#8217;invenzione del tortellino) e i delitti insoluti della città oscura trovano una ribalta dunque in 101 misteri di Bologna di Barbara Baraldi. L&#8217;autrice, nata a Mirandola ma bolognese d&#8217;adozione, ha già scritto otto romanzi spaziando dal noir al dark fantasy. E, quindi, è una scrittrice che al mistero dà del tu.</p>
<p><strong>Come è nato in lei questo interesse per l&#8217;ignoto all&#8217;ombra delle Due torri?</strong></p>
<p>Fin da bambina, quando il sabato pomeriggio venivo a Bologna a trovare i parenti, preovavo una curiosità morbosa per le chiese, le lapidi, gli antichi palazzi. Erano le zie a raccontarmi i fatti di cronaca di allora che la mia mente viveva in una luce particolare. Mi ricordo il caso dello strangolatore di prostitute e quella sua vittima sola e gentile soprannominiata la Giraffa. E l&#8217;assassinio di Nino D&#8217;Alfonso, morto senza che si sia mai trovata una spiegazione.</p>
<p><strong>I 101 casi che lei racconta sono quindi romanzati ma assolutamente veri?</strong></p>
<p>Certo, sono frutto di una documentazione attenta a cui io do più chiavi di lettura. L&#8217;ultima parte del libro è dedicata in particolare agli edifici infestati da presenze inspiegabili. Cito quanto accadde negli anni 50 in una scuola alla Croara dove morì un bambino precipitato dalle scale mentre giocava a pallone. Lì c&#8217;erano improvvisi allagamenti, porte che si chiudevano da sole, voci infantili sussurranti. Alla fine la scuola è stata abbattuta.</p>
<p><strong>Lei parte da episodi storici lontanissimi nel tempo, citando addirittura la visita di Nerone a Bologna&#8230;</strong></p>
<p>Sembra che l&#8217;imperatore sia stato chiamato qui nel 60 dopo Cristo per assistere alla ricostruzione di Bologna dopo l&#8217;incendio. Da lì gli sarebbe nata l&#8217;idea di appiccare fuoco a Roma per ricostruirla più bella.</p>
<p><strong>A proposito di fantasy, anche qui si sarebbe cercato il tesoro dei Templari?</strong></p>
<p>Molte chiese furono spazzate via proprio per questo motivo. Un episodio curioso riguarda Santa Maria della Magione in strada Maggiore: era rimasto in piedi solo il campanile alto 16 metri e Achille Malvezzi decise di correggerne l&#8217;inclinatura. Non si sa come Aristotele Fioravanti, l&#8217;uomo che costruì il castello di Budapest, riuscì a spostare quel campanile.</p>
<p><strong>Sostiene anche che questa è terra di vampiri&#8230;</strong></p>
<p>Mi ha colpito che durante i lavori dell&#8217;Alta velocità sia venuta alla luce una necropoli antica di 200 tombe, in cui si sono scoperte 44 sepolture anomale. Ad alcuni giovani sono stati staccati gli arti e inchiodati i piedi alla testa. Sono le pratiche che si usavano con i revenant, quelli che, secondo la leggenda, tornano dalla morte per vendetta.</p>
<p><strong>C&#8217;è una cosa che l&#8217;ha colpita più di altre?</strong></p>
<p>Che qui vivesse il più grande esorcista di tutti i tempi, Girolamo Menghi. Era un monaco francescano che trattava di sabba e di streghe. I suoi libri sono finiti all&#8217;Indice.</p>
<p><em>Claudio Cumani</em></p>
<div><em><br />
</em></div>
<p>Da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/dalla-strega-budrioli-al-delitto-alinovi-i-101-misteri-di-bologna-nel-libro-di-barbara-baraldi/165428/" target="_blank">«Il fatto quotidiano»</a> del 20 ottobre 2011:</p>
<h3>Dalla strega Budrioli al delitto Alinovi, i 101 misteri di Bologna nel libro della Baraldi</h3>
<div id="testoarticolo">
<p>C’è la storia di <strong>Carlo Nigrisoli</strong>, il medico bolognese condannato nel 1965 a 24 anni di carcere per avere ucciso la moglie <strong>Ombretta</strong>, con una iniezione di curaro. Quella di <strong>Francesca Alinovi</strong>, 35enne critica d’arte e ricercatrice del Dams, trovata morta nel 1983 nel suo appartamento di via del Riccio, nel centro storico di Bologna. E quelle più antiche, sospese a metà tra cronaca e leggenda. Come quella di <strong>Gentile Budrioli</strong>, chiamata anche <strong>Strega Enormissima</strong>,<strong> </strong>vittima alla fine del 1400 del tribunale dell’inquisizione. Delitti feroci ed enigmi indecifrabili nascosti tra i portici. E raccolti dalla scrittrice <strong>Barbara Baraldi</strong> in un libro intitolato “<strong>101 misteri di Bologna che non saranno mai risolti</strong>”.</p>
<p>Il volume ripercorre la vita di Bologna dalla preistoria fino ai giorni nostri, tratteggiandone il volto noir. Si parte da lontano, anzi lontanissimo, con il mistero della <strong>società villanoviana</strong>, spazzata via mille anni prima di Cristo probabilmente perché incapace di costruire armi e fare la guerra. E con un salto di oltre 2mila anni, si arriva davanti al monastero del Corpus Domini, in via Tagliapietre. Dove è conservata <strong>Santa Caterina</strong>, badessa considerata dotata di poteri divini e santificata tre secoli dopo la sua morte, nel 1712. Ancora oggi il suo corpo si trova intatto, posizionato sopra un seggio, proprio come se fosse in vita. E c’è chi narra che, quando le vengono cambiati i vestiti, dalla sua pelle scura, perfetta e incorrotta esca un olio miracoloso.<span id="more-1974"></span></p>
<p>Quella di S.Caterina è solo una delle tante storie al femminile adottate dalla scrittrice.  “Sono i personaggi a cui mi sono affezionata di più – ammette – perché spesso si tratta di donne forti, che hanno pagato a caro prezzo la loro voglia di modernità ed emancipazione”.  <strong>Elisabetta Sirani</strong>, per esempio, riuscì a dipingere oltre 300 opere in un periodo, il 1600, in cui l’attività artistica era riservata ai soli uomini. Le cause dell’ulcera che la portò via a 27 anni non si seppero mai. Forse il veleno di una domestica, forse un amante tanto geloso da arrivare a uccidere.</p>
<p>Caso per caso il libro arriva fino ai <strong>giorni nostri</strong>, narrando di vicende ancora impresse nella memoria di molti bolognesi e non. Come l’arrivo in città dei carri armati nel ’77, la strage del 2 agosto alla Stazione e i cosiddetti delitti del Dams. “I casi di cronaca sono stati quelli più difficili da sviscerare  – spiega la scrittrice – sono quasi tutti avvolti ancora nel mistero e senza soluzione, nonostante anni e anni d’indagine. Casi da perderci notti intere per studiarli”.</p>
<p>Frutto di un anno di ricerche, il libro non si limita a inseguire le tracce dei delitti ma si sofferma anche su piccole <strong>curiosità</strong>, dove la fantasia si mescola alla realtà tanto da rendere invisibili i confini tra una e l’altra. Come la leggenda che vuole il romanzo Frankenstein di Mary Shelley ispirato alla vita del bolognese Luigi Galvani, o quella sulla presunta bolognesità della Gioconda di Leonardo da Vinci.</p>
<p>Nata e vissuta sempre nei dintorni di Bologna, Barbara Baraldi ha esordito nel 2007 con il romanzo <em>La ragazza dalle ali di serpente. </em>Oggi è autrice di gialli, noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti. Ai quali si aggiunge questa antologia del mistero. Forse la prima di una serie di raccolte tinte di nero. “Pensavo che trovare 101 storie fosse difficile, invece sono stata costretta a tralasciare molti casi. È impressionante la quantità e la varietà dei misteri che abitano le strade di Bologna”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giulia Zaccariello</em></p>
<p style="text-align: left;">Da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/dalla-strega-budrioli-al-delitto-alinovi-i-101-misteri-di-bologna-nel-libro-di-barbara-baraldi/165428/" target="_blank">«Corriere di Bologna»</a> del 21 ottobre 2011:</p>
<p style="text-align: left;">Barbara Baraldi svela «101 misteri di Bologna»</p>
<p style="text-align: left;">Bologna città nera. Leggende, crimini, sante e vampiri vengono raccontati in una guida Newton Compton, «101 misteri di Bologna (che non saranno mai risolti)». Questo viaggio nella città oscura si apre con la fondazione mitica di Felsina e si chiude con la controversa questione dell&#8217;origine del tortellino, passando per l&#8217;intervento di Nerone per restaurare la città dopo un incendio, le origini petroniane di Giovanna d&#8217;Arco, maghi, streghe, triangoli esoterici, sanguinosi fatti di cronaca, fino alla scoperta di una strana necropoli di età romana durante gli scavi per l&#8217;alta velocità con cadaveri con chiodi inflitti nel cranio o mutilazioni, per impedire il ritorno del morto. &#8220;Revenant&#8221;, vampiri, scrive l&#8217;autrice, una che di misteri e orrore se ne intende, Barbara Baraldi, incoronata dalla critica «regina del romanzo gotico italiano».</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>In ogni fiaba, nel bene e nel male, c&#8217;è un prezzo da pagare. Scarlett su Maxim di settembre</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 15:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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<p><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/09/maxim-baraldi2.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1891" title="maxim-baraldi2"><img class="size-full wp-image-1893 aligncenter" title="maxim-baraldi2" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/09/maxim-baraldi2.jpg" alt="" width="400" height="562" /></a></p>
<p><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/09/maxim-baraldi-cover.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1891" title="maxim-baraldi-cover"><img class="size-full wp-image-1894 aligncenter" title="maxim-baraldi-cover" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/09/maxim-baraldi-cover.jpg" alt="" width="400" height="550" /></a></p>
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		<title>La Bologna «sporca»: La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 10:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bologna-%c2%absporca%c2%bb-la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-sul-corriere-della-sera.html" title="La Bologna «sporca»: La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera"></a>CondividiOggi, sul Corriere di Bologna, un articolo di Massimo Marino: intervista e recensione del romanzo «La bambola dagli occhi di cristallo». Un estratto dell&#8217;articolo: «Il romanzo di Barbara Baraldi ha la felicità avvincente degli altri lavori della dark lady della <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bologna-%c2%absporca%c2%bb-la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-sul-corriere-della-sera.html#more-1693'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<div id="attachment_1694" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-1694" title="Corriere-La-bologna-sporca-600" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/05/Corriere-La-bologna-sporca-600.jpg" alt="" width="600" height="623" /><p class="wp-caption-text">La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera</p></div>
<p>Un estratto dell&#8217;articolo: «Il romanzo di Barbara Baraldi ha la felicità avvincente degli altri lavori della dark lady della provincia modenese. Il thriller scoppia nella vita quotidiana di ragazze comunissime, fragili, dolci, determinate. Il crimine seriale nasce come reazione, come frutto malato di una pianta che coltiviamo tutti i giorni, quella della violenza sulle donne. Tra aspiranti pubblicitarie, fidanzate strapazzate, spacciatori, machos, poliziotti sensibili, ragazzini frustrati, ricchi più o meno annoiati, sbocciano delitti firmati da impronte di tacchi a spillo marchiate nel sangue. Intorno sta lei, Bologna»</p>
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<li><a href='http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-recensione-e-intervista-sul-magazine-fuori-le-mura.html' rel='bookmark' title='La bambola dagli occhi di cristallo: recensione e intervista sul magazine Fuori le mura'>La bambola dagli occhi di cristallo: recensione e intervista sul magazine Fuori le mura</a></li>
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		<title>La bambola dagli occhi di cristallo: recensione e intervista sul magazine Fuori le mura</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 06:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La componente più importante di un giallo? Sino all’ultimo non si deve scoprire chi è l’assassino. Quella di un film d’azione? I fatti si susseguono uno dopo l’altro a velocità elevata. Entrambi gli elementi pervadono le pagine del romanzo di Barbara Baraldi che, con una scrittura limpida volta a non appesantire il testo, ci immerge nelle storie di donne, perlopiù ragazze, non rispettate e tradite dai propri compagni.<p class="read-more"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-recensione-e-intervista-sul-magazine-fuori-le-mura.html">Read more &#187;</a></p>]]></description>
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<p><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/05/Bambola-cover-600-206x300.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1447" title="Bambola-cover-600-206x300"><img class="alignleft size-full wp-image-1448" title="Bambola-cover-600-206x300" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/05/Bambola-cover-600-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a>I portici  lungo le strade di Bologna, utilissimi in inverno per evitare di fare uno scivolone sulla neve, servono a poco se tra di essi vi si aggira una misteriosa killer senza scrupoli che, in tacchi a spillo, è sempre pronta a ferire a morte uomini eccitati. L’ispettore Marconi è il primo a intuire un collegamento tra gli omicidi, ma servono delle conferme, qualcuno che aiuti a capire chi sia la spietata assassina. A quanto pare l’unica persona pronta a venire in soccorso dell’ispettore è una medium, una testimone poco affidabile e con un fidanzato violento…</p>
<p>La bambola dagli occhi di cristallo, uscito nelle librerie inglesi lo scorso anno con il titolo The Girl with Crystal Eyes, era stato originariamente edito per il circuito delle edicole nella collana Giallo Mondadori. Ora, a tre anni di distanza, viene pubblicato nuovamente da Castelvecchi in una ristesura che aggiunge allo scritto originale una cinquantina di pagine andandolo a migliorare la narrazione e la completezza del testo, grazie anche alla maturata esperienza dell’autrice, Barbara Baraldi, che dal 2009 ha scritto ben cinque romanzi (di cui tre per Mondadori, uno per Castelvecchi e uno per Perdisa).</p>
<p>La componente più importante di un giallo? Sino all’ultimo non si deve scoprire chi è l’assassino. Quella di un film d’azione? I fatti si susseguono uno dopo l’altro a velocità elevata. Entrambi gli elementi pervadono le pagine del romanzo di Barbara Baraldi che, con una scrittura limpida volta a non appesantire il testo, ci immerge nelle storie di donne<span id="more-1447"></span>, perlopiù ragazze, non rispettate e tradite dai propri compagni. Ognuna ha subito un trauma, o lo sta subendo, ognuna potrebbe essere pronta ad uccidere, dalla ricca e gelosa ereditiera alla ragazza che, per sentirsi meglio, coccola un gattino.</p>
<p>La bambola dagli occhi di cristallo potrebbe essere mediaticamente avverito come la rivincita femminile su un mondo sessista dove l’uomo, anche e soprattutto per costituzione fisica, ha la meglio. Se in giro ci fosse una vendicatrice travestita da “una ragazza da una botta e via” quanti sarebbero i maschi pronti a lasciarsi abbindolare dopo una splendida serata?</p>
<p>Di seguito, l’autrice risponde ad alcune domande.</p>
<p><strong>In un’intervista dici che La bambola dagli occhi di cristallo originariamente pubblicato in edicola nei Gialli Mondadori con il titolo La bambola di cristallo è diverso da quello pubblicato oggi da Castelvecchi poiché lo hai ampliato, revisionato e migliorato, ma quello che ci interessa sapere è: da quale dei due è stato tratto il libro tradotto in Inghilterra?</strong></p>
<p>La versione uscita in Inghilterra è una versione “intermedia”. Si tratta essenzialmente della stesura uscita originariamente nel Giallo Mondadori, con alcune modifiche nell’ordine dei primi capitoli e un finale un po’ più lungo.</p>
<p><strong>La Castelvecchi si è interessata a questo romanzo solo dopo che sono venuti a conoscenza della pubblicazione estera?</strong></p>
<p>Il mio più grande desiderio era portare La bambola in libreria anche in Italia. Ho conosciuto l’editore Castelvecchi nel periodo in cui ero in trattativa con l’Inghilterra. Ovviamente, non ho nascosto la cosa durante l’incontro, ma penso l’avrebbero pubblicato comunque, perché si sono davvero innamorati del romanzo.</p>
<p><strong>Verrà poi ripubblicato anche il secondo volume, Bambole pericolose?</strong></p>
<p>Spero di sì, anche se non è ancora iniziata una vera e propria trattativa in questo senso. C’è da dire che l’uscita di Bambole pericolose in edicola è recentissima, e quindi è presto per pensare a una ristampa.</p>
<p><strong>Dopo il seguito di Scarlett, uscito in questi giorni per Mondadori, quale sarà il prossimo romanzo?</strong></p>
<p>Un romanzo a fumetti! La protagonista è Bloodymilla, una vampira che non riesce ad accettare la sua natura demoniaca, e che si trova a combattere altri demoni. È una storia a metà tra Dracula e Il mucchio selvaggio, una sorta di western gotico ambientato tra i boschi dell’appennino e vecchi manieri, con streghe, cacciatori di vampiri cannibali e… marionette! Ai pennelli, due ragazze dal talento incredibile: Elena Cesana e Roberta Ingranata. Uscirà per Delos books, in una collana curata da Gianfranco Staltari e Stefano Fantelli. La presentazione del volume è prevista in autunno al Lucca Comics.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Michele Ponte</em></p>
<p><em>Articolo pubblicato su <a href="http://www.fuorilemura.com/2011/05/02/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo/" target="_blank">Fuori le mura</a></em></p>
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		<title>La paura fa bene?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 15:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-paura-fa-bene.html" title="La paura fa bene?"></a>CondividiIn attesa delle novità di questa primavera (ce ne sarà più di una ) riporto la versione integrale della conversazione con Massimo Marino apparsa qualche tempo fa sul Corriere della Sera. La paura fa bene: conversazione con Barbara Baraldi “Vero <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-paura-fa-bene.html#more-1263'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<h3 id="titolo_articolo"><a name="&amp;lid=controscene.corrieredibologna.corriere.it/2010/08/la_paura_fa_bene_conversazione.html&amp;lpos=homearticle-box-1__link-position = 1" href="http://controscene.corrieredibologna.corriere.it/2010/08/la_paura_fa_bene_conversazione.html"></a>La paura fa bene: conversazione con Barbara Baraldi</h3>
<p><em>“Vero e fighissimo gotico. Me lo sono bevuto”: è schematico ma efficace il giudizio che una star del noir come Massimo Carlotto dà di Lullaby, uno degli ultimi romanzi di Barbara Baraldi. Nata a Mirandola, abitante a San Felice sul Panaro, questa ragazza di provincia dagli occhi verdi penetranti e dall’aria molto dark è il nuovo fenomeno del thriller italiano. Vincitrice dei più importanti premi di settore, segnalata dalle riviste specializzate ma anche da “Vanity Fair”, “Vogue” e dal “Sole 24 ore”, riesce a tenere incollati alle sue pagine insinuando il mistero e il terrore in scenari di vita normale. Nel 2010 ha pubblicato per i Gialli Mondadori Bambole pericolose, ambientato in una Bologna violenta e esoterica, Lullaby. La ninnananna della morte per Castelvecchi e Scarlett per Mondadori.</em></p>
<p><strong>Tre libri tra febbraio e maggio. Un vero record.</strong></p>
<p>“In realtà è stato un caso, dovuto a vicende editoriali. Bambole pericolose, seguito di un libro uscito anche in Inghilterra, doveva essere pronto in agosto dell’anno scorso ed è slittato. Lullaby ha avuto varie revisioni…”.</p>
<p><strong>Si riconosce nella definizione di regina del thriller gotico italiano?</strong></p>
<p>“In parte sì. Sono quelle le atmosfere che mi hanno fatto nascere la voglia di scrivere. I primi libri che mi sono comprata da sola, a 13 anni, sono Dracula e Frankenstein”.</p>
<p><strong>Ho letto che Morticia Addams è un suo modello…</strong></p>
<p>“Sin da quando ero piccola mi è sempre piaciuto il lato oscuro. Invece dei cartoni più solari guardavo La famiglia Addams. Ho smesso di mangiarmi le unghie per averle lunghe come quelle di Morticia. A 11 anni avevo chiesto il mio primo smalto nero, e sono riuscita ad averlo a 13”.</p>
<p><strong>È vero che lo usava per scrivere sul muro della sua stanza?</strong></p>
<p>“Sì. Ho sempre avuto il feticismo della parola. Certe frasi che mi piacevano dovevo scriverle sul bianco della parete per averle sempre davanti, quando mi alzavo al mattino, quando andavo a letto la sera”.<span id="more-1263"></span></p>
<p><strong>Sua madre era contenta?</strong></p>
<p>“Non molto. Ha fatto ridipingere la stanza due volte. Poi ha rinunciato”.</p>
<p><strong>Si legge che è anche modella e fotografa…</strong></p>
<p>“Ho fatto la modella per pagarmi un corso sulla fotografia in movimento che costava 250.000 lire al giorno. Era a Bologna. Poi ho continuato a sfilare”.</p>
<p><strong>E con la fotografia?</strong></p>
<p>“Ho esposto nell’ambiente alternativo bolognese, al vecchio Link di via Fioravanti e al Cassero. Ho fatto una mostra in occasione del mio primo romanzo, pubblicato con lo pseudonimo di Luna Lanzoni, La ragazza dalle ali di serpente, nel 2007. Mi piaceva l’idea di parlare un unico linguaggio con le immagini e la scrittura”.</p>
<p><strong>Continua a fotografare?</strong></p>
<p>“Ho molto meno tempo, ma appena posso lo faccio. Le foto mi ispirano scene dei romanzi. Prima di iniziare a scrivere Scarlett, che è ambientato a Siena, ho scattato immagini della città. Ho scelto scorci non turistici, atmosfere che mi piacevano. A partire da quelle foto ho costruito alcune scene della storia. È bello e molto immediato unire i due linguaggi”.</p>
<p><strong>Con Bologna ha avuto molti altri rapporti. Ha pubblicato due romanzi brevi nella collana PerdisaPop.</strong></p>
<p>“Bologna la considero la mia città. Io sono nata in provincia di Modena: da ragazzina prendevo il treno del Brennero per venirci. Mi ha ispirato in tutto e per tutto. Mi piaceva perdermi nelle sue strade. Nel primo romanzo appare la finestra di via Piella che dà sul canale di Reno. Vi ho ambientato i due romanzi per i Gialli Mondadori, La bambola dagli occhi di cristallo e Bambole pericolose&#8221;.</p>
<p><strong>Come la vede?</strong></p>
<p>“In un’intervista alla Bbc sul noir italiano (rispondevano anche Carlotto, Lucarelli e pochi altri), ho sfatato una certa immagine di città mangereccia, tutta tortellini. Bologna ha un lato oscuro fortissimo. È una dama vestita di veli e merletti. Ha luoghi misteriosi come il portico della Morte, le sette chiese edificate su un tempio di Iside, la chiesa dove si conserva da quattrocento anni il corpo intatto di Santa Caterina de’ Vigri… È proprio magica e gotica”.</p>
<p><strong>La pubblicazione nei Gialli Mondatori la considera una consacrazione?</strong></p>
<p>“È stata una grandissima emozione. Avevo vinto il premio del Gran Giallo e mi contatta l’editor di Mondadori. Mi ha chiesto se avevo qualcosa di pronto, gli ho fatto leggere un romanzo e dopo sei mesi l’ha pubblicato. Nei Gialli Mondadori, che escono dal 1929! Mia madre ne ha un sacco a casa”.</p>
<p><strong>Possiamo definire i suoi romanzi fiabe oscure che esplodono nella tranquillità della provincia italiana?</strong></p>
<p>“Sì, perché niente è violento come la fiaba. Nella versione originale di Biancaneve la matrigna è uccisa facendole calzare scarpette di metallo roventi… Da bambina rimanevo scioccata di fronte a quella violenza, che apriva però le porte della percezione, perché di fronte agli orrori il bambino vuole sapere, andare avanti. Per i miei romanzi mi sono ispirata all’atmosfera delle fiabe, dove c’è sempre una venatura romantica che irrompe violenta in una realtà per certi versi quotidiana, per altri fantastica”.</p>
<p><strong>In Lullaby la storia si svolge in un paese. Si è ispirata al suo?</strong></p>
<p>“Non nomino il luogo. Può essere un paese qualsiasi. Tutti i paesi sono uguali, come nella Casa delle finestre che ridono di Pupi Avati: tutti conoscono tutti e al momento del bisogno nessuno ti aiuta. Io guardo al paese in tutte le sue angolazioni, al bello e al negativo. È un inno al paese, con tutte le dicerie, le violenze e quello che non ti fa essere te stesso perché rischi di essere giudicato. Il paese è una realtà molto dolce e molto violenta, una cosa strana, fatta di contrasti. E io li ho messi tutti nel romanzo: ci sono il bar, le passeggiate in agosto, quando pare non vi abiti nessuno, quando sembra l’ultimo posto della fine del mondo. Molti lettori mi hanno detto: è il paese dove abito io. In realtà è un luogo che non esiste, anche se ci sono parti di luoghi esistenti. La strada dell’ex acquedotto è una strada di San Felice che da piccola mi faceva paura: era l’ultima strada, poi c’era la campagna. Si vedeva il nulla e in lontananza questo acquedotto. Poi c’è la casa &#8216;della vecchia signora&#8217;, la classica casa di campagna un po’ strana su cui tutti noi abbiamo fantasticato su chi ci abitava prima. È il luogo dove si rifugia uno dei protagonisti in uno dei momenti clou del romanzo”.</p>
<p><strong>Per Scarlett ha cavalcato un po’ l’onda di Twilight?</strong></p>
<p>“Non ci sono vampiri. Mi piacerebbe scrivere una storia di vampiri, ma ora sono troppo alla moda. È un romanzo sull’amore e i suoi demoni, non solo metaforici. Ci sono atmosfere molto più horror e personaggi più profondi, reali, che in Twilight”.</p>
<p><strong>È un romanzo per adolescenti?</strong></p>
<p>“Sì, ma anche gli adulti vi si possono riconoscere. I miei lettori abituali lo hanno apprezzato. Ci sono anche accenni musicali, con testi di canzoni, alcuni inventati da me, ispirati alla musica che mi piace, a David Bowie, agli Afterhours, ai Marlene Kunz, ai Guns N’ Roses. Ci sono molte cose di me. Mi sono rifatta alla nostra Italia, mi piace parlare di quello che conosco, della musica, di storie d’amore, di famiglia. Scarlett, una ragazza di sedici anni, si trasferisce in un’altra città…”.</p>
<p><strong>Cosa ha in cantiere nei prossimi mesi?</strong></p>
<p>“Posso ufficializzarlo, ed è la prima volta che lo dico: sto preparando il seguito di Scarlett, una storia d’amore e di tradimento ancora più oscura, dove entreranno altri temi, come quello romantico dell’amor sacro e dell’amor profano, dell’amore vero e di quello passionale, che spinge a fare cose con l’istinto, non con la ragione”.</p>
<p><strong><img class="alignright" src="http://controscene.corrieredibologna.corriere.it/verticale%20senza%20sfondo-thumb-200x300.jpg" alt="" width="199" height="300" />Barbara Baraldi è così gotica come i suoi romanzi?</strong></p>
<p>“Mi piace la donna femminile, come Morticia, come le attrici degli anni ’30 e ’40, Greta Garbo, Lillian Gish, Louise Brooks. Il personaggio di Ofelia in Scarlett, che avrà più spazio nel seguito, con il suo caschetto è ispirato a Louise Brooks e alla Valentina di Crepax. Ho una gran passione per gli anni ’30 e per questa estetica femminile un po’ cupa, che però nasconde una sensualità non sbattuta lì. A me non piacciono le cose esplicite, alla luce del sole. Preferisco nascondere. Invito anche il lettore a scoprire un mondo nuovo. Fino a qualche anno fa non si parlava tanto del gotico, adesso si sta diffondendo grazie alle Gothic Lolitas e alla moda orientale”.</p>
<p><strong>Lei da adolescente frequentava i luoghi dark?</strong></p>
<p>“Sì, andavo nell’unica discoteca dark, il Condor a Modena, che è stata chiusa dopo 25 anni di attività. Venivano ragazzi anche dalla Svizzera e dalle Francia. Era come tornare nel medioevo: c’erano uomini con merletti bianchi, pantaloni e scarpette a punta, donne vestite da dame. Quando mi ci hanno portato, ho scoperto che quello era il mio ambiente musicale. Io non ballavo e là nessuno mi parlava: era come se le persone fossero sole con se stesse, ascoltando musica. Ho trovato una dimensione mia, dell’introspezione, che non è stare soli con se stessi. Era un luogo da cui guardare il mondo con meno confusione che in altri tipi di locali”.</p>
<p><strong>Provare paura, serve?</strong></p>
<p>“Stephen King dice: leggere della paura è come esercitarla, allenarsi alla paura per affrontarla meglio nella vita di tutti i giorni. Io la immagino come farfalle nere d’inchiostro che man mano che scrivi volano via. Scrivere di paura è il modo migliore per esorcizzarla. Qualche donna mi scrive: vorrei leggere i tuoi libri, perché il tuo personaggio mi incuriosisce molto, ma ho paura. Io rispondo: sono storie di amicizia e di amore dove entra anche la paura, quella che c’è nella vita di tutti i giorni. Appena li prendono in mano, si liberano dal timore e iniziano a collezionarli e a volerne leggere sempre di più. Sembra che in un libro tu riesci a incanalarli gli incubi. È proprio la paura che ti fa aver paura di leggere un libro di paura. E non è un gioco di parole”.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://controscene.corrieredibologna.corriere.it/2010/08/la_paura_fa_bene_conversazione.html" target="_blank"><em>Articolo di Massimo Marino</em></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Scarlett su Centritaliaonline</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 06:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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<h3>
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<p>Scarlett, il gotico italiano è ambientato a Siena</h3>
<p><strong>Le vie medievali di Siena, una ragazza costretta a lasciare tutto e tutti, una scuola costruita sulle rovine di un monastero che nasconde un segreto, e tanta musica rock. Sono alcuni degli ingredienti di  &#8220;Scarlett&#8221; (Mondadori),  il romanzo urban fantasy, scritto Barbara Baraldi e ambientato proprio nella provincia senese. Diventata la regina del nuovo gotico italiano, la giovane scrittrice racconta a Centritaliaonline perché ha scelto proprio Siena, e le sue terre, per far muovere i personaggi del libro.</strong></p>
<p>“Ho utilizzato Siena come scenario perché mi piace da sempre e mi ispira, l’ho visitata varie volte e ho fatto delle foto: alcune scene del romanzo le ho scritte proprio guardando quelle foto”.</p>
<p><strong>Chi è Scarlett, la protagonista?</strong></p>
<p>“E’ una ragazza di sedici anni, costretta per motivi di lavoro del padre, a lasciare Cremona, quindi gli amici e un nuovo amore, e andare a vivere a Siena. Frequenta una scuola, il San Carlo, costruita sulle rovine di un monastero, che conserva ancora un’ala dell’antica costruzione, in cui si trova la biblioteca. Scarlett è sola, i suoi genitori litigano sempre, e allora si rifugia tra i libri, dove incontra Edoardo, un uomo che riesce a leggere in un libro a caso la frase giusta che tira su il morale alla ragazza”.</p>
<p><strong>Ti sei ispirata a una scuola vera di Siena?</strong></p>
<p>“No, veramente l’ho creata dal nulla. Ma molti ragazzi mi hanno scritto chiedendomi informazioni sulla San Carlo perché volevano iscrivercisi!”.</p>
<p><strong>Nel romanzo c’è anche molta musica rock, ha un ruolo importante?</strong></p>
<p>“Mikael, il ragazzo che fulmina Scarlett solo con il suo sguardo di ghiaccio, è il bassista dei Dead Stones, un gruppo rock che va a suonare nella scuola. Per scrivere i testi della canzoni mi sono ispirata a David Bowie e i Cure. Nelle vene di Mikael scorre anche  sangue demoniaco: sua madre è stata rapita da un demone, come nel mito di Persefone. Lui invece è come l’arcangelo Michele, il mio preferito da piccola, perché è un guerriero con la spada in mano: è un guardiano che ferma il male”.</p>
<p><strong>Dunque un mix di fantasy e di realtà quotidiana…</strong></p>
<p>“Sì, è proprio il genere urban fantasy, in cui c’è una parte sovrannaturale, e una parte umana, di vita quotidiana, che ho voluto ambientare nel senese, come il secondo capitolo di Scarlett che uscirà a maggio”</p>
<p><strong>Ci può anticipare qualcosa?</strong></p>
<p>“Siena e il suo territorio saranno ancora di più protagonisti. Ci sarà uno spettacolare scontro tra demoni e umani nella grande chiesa scoperchiata di  San Galgano, in cui si trova la spada nella roccia: per vincere le forze del male la protagonista dovrà trovare  la vera spada del santo”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Alessia Mattioli</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Articolo pubblicato su <a href="http://www.centritaliaonline.com/journal/libri/scarlett-il-gotico-italiano-e-ambientato-a-siena.html" target="_blank">Centritalia Online</a><br />
</em></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>In attesa di Nebbia Gialla a Suzzara (MN): l&#8217;intervista su Libriblog</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 06:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/in-attesa-di-nebbia-gialla-a-suzzara-mn-lintervista-su-libriblog.html" title="In attesa di Nebbia Gialla a Suzzara (MN): l&#039;intervista su Libriblog"></a>CondividiIn occasione della mia partecipazione quest&#8217;anno alla quinta edizione del festival Nebbia gialla, che si svolgerà a Suzzara (MN) dal 4 al 6 febbraio, Camilla Biagini mi ha intervistato per uno speciale sul festival sul portale Libriblog. Per chi ha <a href="http://www.barbarabaraldi.it/in-attesa-di-nebbia-gialla-a-suzzara-mn-lintervista-su-libriblog.html#more-1179'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1180" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><strong><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/01/barbara.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1179" title="Barbara Baraldi"><img class="size-medium wp-image-1180" title="Barbara Baraldi" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/01/barbara-300x200.jpg" alt="Barbara Baraldi, foto di Rino Bianchi" width="300" height="200" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Foto di Rino Bianchi</p></div>
<p><strong>Hai già avuto modo di partecipare al NebbiaGialla Suzzara Noir Festival. Che cosa ne pensi? Credi veramente che questo festival possa essere un ottimo punto di incontro per gli amanti della letteratura gialla e noir?</strong></p>
<p>Penso sia un festival che farà sempre più parlare di sé, perché organizzato da persone appassionate e competenti. Ho partecipato all’edizione del 2009. Dovevo rimanere un giorno ma, un incontro tira l’altro, sono rimasta due intere giornate. L’incontro che mi ha colpito di più, in quell’occasione, è stato quello con Massimo Carlotto. Durante la presentazione di Perdas de Fogu, si è scatenato un acceso dibattito che ha coinvolto il pubblico e altri scrittori presenti in sala.</p>
<p><strong>Che cosa ti aspetti da questa nuova edizione del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival?</strong></p>
<p>Niente di meno che le scorse edizioni: incontri sorprendenti, libri da scoprire e ottima cucina, nella cornice di una cittadina accogliente.</p>
<p><strong>Sul blog del festival hai affermato che “la nebbia è anche una condizione mentale, perfettamente calzante per il personaggio di un noir”. Potresti spiegarci questa tua affermazione più nel dettaglio?</strong></p>
<p>La nebbia modifica la percezione del paesaggio che abbiamo intorno. Confonde, fa perdere l’orientamento. Una metafora perfetta per descrivere la condizione esistenziale del personaggio di un noir.</p>
<p><strong>Hai partecipato al documentario “Italian noir” per la Bbc insieme a Andrea Camilleri, Giancarlo De Cataldo, Massimo Carlotto e Carlo Lucarelli. Che cosa ti ha lasciato questa esperienza?<span id="more-1179"></span></strong></p>
<p>Sono rimasta colpita dalla professionalità, dalla preparazione e allo stesso tempo della giovane età del personale della BBC. Ho cercato di capire che cosa attrae il pubblico straniero che si accinge a leggere il romanzo di un autore italiano. L’immagine dell’Italia all’estero è legata ai luoghi di villeggiatura, alla buona tavola e all’atmosfera conviviale. Credo che i lettori dell’Italian noir siano affascinati dal lato oscuro di una città antica come Bologna, dai problemi quotidiani di chi affronta la microcriminalità, e siano alla ricerca di cosa si nasconde dietro i casi irrisolti. Penso che vogliano percorrere le strade e sentire la ruvida carezza della realtà.</p>
<p><strong>Che cosa pensi del noir italiano? Credi che ci siano delle voci nel panorama letterario contemporaneo davvero capaci di descriverne appieno le atmosfere?</strong></p>
<p>Il noir italiano è una realtà in divenire. Valerio Varesi e Massimo Carlotto parlano di un noir sempre più spostato verso il romanzo sociale e attento alle tematiche del territorio, ancorato ai tempi che stiamo vivendo. Aggiungo che il noir si sta arricchendo di sfumature e di contaminazioni da parte di altri generi, come il gotico e il fantastico, che stanno portando nuova linfa vitale a un genere che, nonostante abbia attraversato i decenni, sta tuttora godendo di grande popolarità.</p>
<p><strong>Qual’è il libro che ami di più e che ti senti di consigliare a tutti i tuoi lettori?</strong></p>
<p>Ho tanti libri preferiti che hanno tracciato il mio cammino e mi hanno resa quella che sono. Ogni periodo è legato a un romanzo che ho amato follemente. Posso consigliarvi l’ultimo romanzo che mi ha emozionata, l’ho finito di leggere una settimana fa: Marina, di Carlos Ruiz Zafòn. Un romanzo per ragazzi in cui l’amore si mescola alla pazzia e al desiderio di sconfiggere la morte. Una sorta di omaggio dell’autore spagnolo al “nuovo Prometeo” di Mary Shelley in cui Barcellona si veste di atmosfere gotiche e horror.</p>
<p><strong>E il libro che invece odi di più?</strong></p>
<p>Fortunatamente, tendo a dimenticare velocemente i libri che non mi sono piaciuti.</p>
<p><strong>Il tuo romanzo “Scarlett” ha avuto un successo davvero formidabile. Il seguito è previsto per il 2011. Potresti darci la data precisa dell’uscita?</strong></p>
<p>Non so ancora la data precisa, ma dovrebbe uscire prima dell’estate.</p>
<p><strong>Qualche anticipazione sulla trama del libro?</strong></p>
<p>Personaggi come Ofelia e Vincent, che in “Scarlett” erano rimasti nell’ombra, sveleranno una parte del loro passato. L’amore puro verrà messo in discussione a causa di una passione travolgente. Ci sono sogni che possono rendere vivi e sogni che possono uccidere. Amore, amicizia, tradimento. Una lama tagliente e spietata, quanto i nuovi demoni che graffieranno la città di Siena.</p>
<p><strong>Stai lavorando attualmente anche ad altri progetti?</strong></p>
<p>Sì, ma come i miei lettori sanno, sono molto scaramantica. Ne parlo ancora sottovoce, ma c’è un progetto che coinvolge <a href="http://dibiancoedinero.blogspot.com/2011/01/bloodymilla-un-cast-in-rosa-per-una.html" target="_blank">parole e immagini.</a></p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://libriblog.com/in-evidenza/intervista-a-barbara-baraldi-nebbiagialla-suzzara-noir-festival-e-i-progetti-per-il-futuro/" target="_blank">Articolo pubblicato su Libriblog</a></em></p>
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		<title>L&#8217;intervista sul portale Roma Dark</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 16:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lintervista-sul-portale-romadark.html" title="L&#039;intervista sul portale Roma Dark"></a>CondividiE&#8217; uscita sul portale Romadark un&#8217;intervista, a proposito di Scarlett: RomaDark ha avuto l’occasione di incontrare Barbara Baraldi, scrittrice poliedrica, considerata una delle realtà più interessanti del panorama gotico e noir italiano, che ultimamente sta ricevendo consensi di critica e <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lintervista-sul-portale-romadark.html#more-1174'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lintervista-sul-portale-romadark.html" title="L&#039;intervista sul portale Roma Dark"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/lintervista-sul-portale-romadark.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/lintervista-sul-portale-romadark.html"></g:plusone></div><p><em>E&#8217; uscita sul portale <a href="http://www.romadark.com/archives/898" target="_blank">Romadark</a> un&#8217;intervista, a proposito di Scarlett:</em></p>
<p><strong>RomaDark ha avuto l’occasione di incontrare Barbara Baraldi,  scrittrice poliedrica, considerata una delle realtà più interessanti del panorama  gotico e noir italiano, che ultimamente sta ricevendo consensi di critica e lettori anche all’estero. Abbiamo parlato in particolare dell’ultimo lavoro, ovvero del meritato successo ottenuto con il romanzo urban fantasy “Scarlett”, e più in generale di varie tematiche legate al mondo della scrittura contemporanea.</strong><strong> Secondo te da cosa dipende il successo che sta realizzando in questo periodo in generale la cultura gotica contemporanea, in particolare fra gli adolescenti?</strong></p>
<p>Penso che gli adolescenti e i lettori in generale abbiano voglia di provare emozioni. Il gotico è come una carezza di velluto, alimenta la fantasia e la voglia di romanticismo. Le atmosfere sono cupe, e nascondono misteri. Niente è come sembra.</p>
<p><strong>Quanto c’è di autobiografico nei tuoi romanzi, e quale personaggio ti assomiglia di più?</strong></p>
<p>Amo pensare che i miei personaggi esistessero già, da qualche parte, in un universo parallelo. Il mio compito è <span id="more-1174"></span>quello di trasferire la loro essenza sulla carta. È capitato che prendessero da me un particolare fisico come, nel caso di Scarlett, gli occhi chiari che cambiano colore a seconda del tempo e dello stato d’animo. Altre, i gusti musicali, come Giada, la protagonista di Lullaby- La ninna nanna della morte, romanzo il cui titolo è un omaggio ai Cure. I miei personaggi prendono forza mano a mano che la narrazione avanza e sono creature forti che a volte vanno al di là del mio stesso volere.</p>
<p><strong>Parliamo di Scarlett. Mi sembra di poter affermare che si tratti di un lavoro ben più maturo di quanto non si voglia far trasparire nell’estetica della copertina e nelle anticipazioni della trama.</strong><strong> I personaggi e le vicende che li riguardano, al di là di una cornice “fantasy”, mostrano una profondità psicologica importante, e riesci inoltre a far mantenere alla lettura un ritmo serrato.</strong><strong> E’ stato difficile far coesistere tutti questi elementi?</strong></p>
<p>Ti ringrazio molto per la considerazione. Ogni romanzo comporta le proprie difficoltà. Nel caso di Scarlett avevo voglia di raccontare una storia sull’amore e i suoi demoni, e ho cercato di farlo in modo avvincente. Il rischio, nel creare universi fantasy complessi, è quello di far perdere al lettore la possibilità di immedesimarsi. Per questo, penso sia molto importante la caratterizzazione dei personaggi. Quando il personaggio vive problemi giornalieri ed è ancorato a una dimensione reale e riconoscibile come, nel caso di Scarlett, la città di Siena, penso si sia portati a mantenere la sospensione dell’incredulità, anche quando la protagonista viene attaccata da una creatura infernale. E il momento in cui molti lettori mi hanno detto: “quel personaggio sono proprio io”, oppure “hai raccontato la storia della mia vita”, è stato il regalo più grande: i miei sforzi erano stati ripagati.</p>
<p><strong>Paradossalmente in Scarlett sono rimasto più colpito dalla capacità di descrivere l’universo maschile, rispetto a quello femminile. Mikael rappresenta un pò una sorta di idealizzazione dell’uomo, Umberto è una figura decisamente più aderente alla realtà. Come sei riuscita ad accostarti in maniera così realistica ad una sensibilità così diversa?</strong></p>
<p>Penso che il primo compito di uno scrittore sia quello di osservare la realtà. Inoltre, da sorella maggiore di tre fratelli maschi, sono sempre stata vicina all’universo maschile. Anche se qualcuno sostiene che femminile e maschile siano due mondi a parte, penso che ogni individuo sia un universo di sensibilità ed esperienze, che ci rendono unici e speciali.</p>
<p><strong>Hai mai pensato ad una possibile trasposizione cinematografica dei tuoi lavori? Quale ti sembra il più adatto?</strong></p>
<p>Sin dai miei esordi, critici e lettori hanno definito la mia scrittura cinematografica. Quando scrivo, procedo a visioni, proprio come se una pellicola mi passasse davanti. Da appassionata di cinema non posso che dire: sì, ci ho pensato, e mi piacerebbe molto. Vedrei bene un film tratto da Scarlett e molti lettori si divertono a segnalarmi attori e attrici che immaginerebbero vestire i panni dei protagonisti. Ma penso che anche da Lullaby potrebbe uscire un bel noir rurale a ricalcare le atmosfere de “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati o i primi film di Argento. E che dire de “La bambola di cristallo”? La mia adorata killer dai tacchi a spillo è sbarcata anche nei paesi di lingua anglosassone, nel 2010. Nelle mani di un bravo regista potrebbe uscire un bel poliziesco e con la fantasia posso immaginare Angelina Jolie nei panni della Bambola che uccide solo uomini tra le strade di una Bologna gotica e oscura.</p>
<p><strong>Una curiosità sulla tua vita privata. Sappiamo che collezioni bambole gotiche e costruisci amuleti seguendo le fasi lunari. Come sono nate queste due originali passioni?<br />
</strong></p>
<p>La luna è il mio pianeta guida, ed è in continua trasformazione. Ho iniziato in maniera del tutto naturale a creare amuleti seguendo le sue fasi. Da ragazzina indossavo gioielli con pietre dure, o piccoli specchi che tagliavo, e a volte regalavo alle persone care. Per quanto riguarda la passione per le bambole gotiche, proviene dalla mia infanzia. Mia nonna aveva una bambola antica che trovavo molto spaventosa. Aveva piccoli denti bianchi e un sorriso sottile che si affacciava dalle labbra rosse e strette. La teneva sopra il letto, così, quando mia nonna mi metteva a letto per il sonnellino pomeridiano, la bambola mi fissava con i suoi enormi occhi di vetro. E io non potevo far altro che fissarla, pregando che non prendesse vita. Per vincere la paura nei confronti delle bambole ho cominciato a collezionarle.</p>
<p><strong>Cosa ne pensi della diffusione degli e-book? Credi che possano realmente sostituire la carta stampata?</strong></p>
<p>Da feticista della carta stampata, penso che non potrà mai essere sostituita. Tuttavia, ho già cominciato, per praticità, a prendere l’abitudine di leggere saggi e manoscritti nel mio piccolo iPod.</p>
<p><strong>Puoi darci qualche anticipazione sui progetti per l’immediato futuro?</strong></p>
<p>Vi posso dire che Scarlett avrà presto un seguito, sempre per Mondadori. Ci saranno molte sorprese e un universo fantastico ancora più pericoloso. Personaggi come Ofelia e Vincent avranno più spazio e Scarlett si troverà a dover combattere, ancora una volta, per ciò che ama.</p>
<p><strong>Consigliaci un romanzo, un film e un album che sono stati particolarmente significativi nella tua vita.</strong></p>
<p>Film: “La morte corre sul fiume” di Charles Laughton, con una straordinaria fotografia in bianco e nero, perché, a volte, anche solo una canzoncina fischiettata può provocare un brivido. Libro: “Animal factory” di Edward Bunker, un romanzo per evadere dalla realtà. Album: “Unknown pleasures” dei Joy Division. Lo ascolto ogni volta che ho voglia di perdere il controllo.</p>
<p><a href="http://www.romadark.com/archives/898" target="_blank"><em>Articolo pubblicato su Romadark</em></a></p>
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		<title>Quatto chiacchiere con Matteo Grimaldi per il sito Sololibri.net</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 16:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/quatto-chiacchiere-con-matteo-grimaldi-per-il-sito-sololibri-net.html" title="Quatto chiacchiere con Matteo Grimaldi per il sito Sololibri.net"></a>CondividiMatteo Grimaldi mi ha intervistato per il portale Sololibri.net: Barbara, intanto ti do il benvenuto a quella che non sarà la solita intervista chilometrica, ma solo 4 chiacchiere contate. Prima chiacchiera: La tua biografia letteraria parla chiaro: un lunghissimo elenco <a href="http://www.barbarabaraldi.it/quatto-chiacchiere-con-matteo-grimaldi-per-il-sito-sololibri-net.html#more-1150'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/quatto-chiacchiere-con-matteo-grimaldi-per-il-sito-sololibri-net.html" title="Quatto chiacchiere con Matteo Grimaldi per il sito Sololibri.net"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/quatto-chiacchiere-con-matteo-grimaldi-per-il-sito-sololibri-net.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/quatto-chiacchiere-con-matteo-grimaldi-per-il-sito-sololibri-net.html"></g:plusone></div><p><em>Matteo Grimaldi mi ha intervistato per il portale <a href="http://www.sololibri.net/Barbara-Baraldi.html" target="_blank">Sololibri.net</a>:</em></p>
<p>Barbara, intanto ti do il benvenuto a quella che non sarà la solita intervista chilometrica, ma solo 4 chiacchiere contate.</p>
<p><strong>Prima chiacchiera: La tua biografia letteraria parla chiaro: un lunghissimo elenco di successi in pochi anni. Il momento in cui tutto cambia nella vita di un artista è quasi sempre uno e ben preciso. Qual è stato il tuo, quello in cui hai avvertito che ce la stavi facendo sul serio?</strong></p>
<p>Non credo ci sia stato un momento preciso in cui tutto è cambiato. Nella mia vita, a dire la verità, non ha mai funzionato così. Ogni traguardo, ogni cambiamento, è stato raggiunto grazie a piccoli passi, fatiche giornaliere affrontate con dedizione. All’inizio coltivavo la scrittura segretamente, come un fiore troppo delicato per essere svelato. Poi ho deciso di proporre il primo manoscritto per la valutazione. Dopo una serie infinita di rifiuti o di proposte da parte di editori a pagamento (che ero io rifiutare, confidando che prima o poi qualcuno avrebbe creduto in me senza chiedermi di sborsare soldi) è arrivata quella che aspettavo: un editore di nicchia, ma serio e reperibile, almeno su richiesta, in libreria. Ispirandomi a ciò che facevano le band musicali, ho creato una pagina promozionale su Myspace. Ho cominciato con le presentazioni. Sono arrivate le prime mail da parte di lettori che mi spronavano a continuare a scrivere, regalandomi le loro emozioni scaturite dalla lettura. Contemporaneamente, ho tentato la via dei concorsi letterari. Penso che rappresentino un ottimo modo per essere letti dai professionisti del settore. Così, è arrivata la vittoria al Gran Giallo Città di Cattolica, uno dei concorsi di “genere” più importanti in Italia. È stata una grande emozione sapere che scrittori come Carlo Lucarelli, Andrea G. Pinketts o Valerio Massimo Manfredi, avevano letto e apprezzato il mio racconto; una vera e propria botta di adrenalina. Ho continuato a scrivere con passione. Scrivevo la notte, la domenica o a volte la mattina prestissimo, prima del lavoro canonico “che mi toccava fà, pe’ campà”, come direbbe un caro amico. Penso che per proseguire in questo cammino, la passione sia necessaria quanto la determinazione, unita a una certa incoscienza. Passo dopo passo, sono arrivata alla pubblicazione con Mondadori. Ma il cammino è ancora lungo. E la strada sempre in salita.</p>
<p><strong>Seconda chiacchiera: ‘Lullaby’ racconta di vite ossessionate, che nascondono le proprie pulsioni agli occhi degli abitanti della provincia, incapaci di vedere oltre la veste di apparente normalità che mostrano. Uno scrittore che non trova l’ispirazione, una studentessa in continue crisi di autolesionismo, una famiglia modello che custodisce un segreto ancorato nel passato. Cosa può spingere una persona normale a trasformarsi in un assassino? E cos’è normale?</strong></p>
<p>Spesso mi capita che l’idea per un romanzo nasca da una visione, da cui scaturiscono delle domande. Difficilmente, al termine della stesura, mi trovo in mano le risposte; più spesso, altre domande. I personaggi di Lullaby sono in bilico tra le loro aspirazioni e la cruda quotidianità, fatta di frustrazioni e di esistenze al margine. La violenza è palpabile, nel microcosmo esistenziale del romanzo. Attraverso i resoconti dettagliati dei telegiornali, entra nelle case senza alcun filtro. Si insinua e si propaga attraverso un segreto terribile custodito gelosamente. Penso che non esista la normalità, e che ricercarla in maniera ossessiva, possa portare alla pazzia.</p>
<p><strong>Terza chiacchiera: Sul tuo sito definisci ‘Scarlett’ un libro urban fantasy/supernatural romance.<span id="more-1150"></span> Aiuto! Vieni in soccorso a chi come me non è pratico di catalogazioni. Cosa deve avere un romanzo per essere tutto questo contemporaneamente?</strong></p>
<p>Sono sempre stata in difficoltà nel definire i miei romanzi, e Scarlett non fa eccezione. E così, per fortuna, mi sono venuti in soccorso gli appassionati di fantasy. Qualcuno l’ha definito un urban fantasy perché il fantastico e il quotidiano, in Scarlett, si fondono. Niente draghi, né orchi, ma una vita ordinaria che diventa straordinaria. Altri, l’hanno inquadrato come un supernatural romance, sottolineando la storia d’amore a sfondo soprannaturale tra l’introversa Scarlett e il bassista della band più popolare del liceo, Mikael. Dove sta il soprannaturale in tutto questo? Leggete Scarlett, e lo scoprirete.</p>
<p><strong>Quarta chiacchiera: Scarlett ha sedici anni e si è appena trasferita a Siena. Nella nuova scuola conosce Mikael, un ragazzo con gli occhi chiari come il ghiaccio che nascondono il fuoco di un demone. Leggendo la trama del libro, di quest’amore impossibile provato per una creatura appartenente a un altro mondo, attratta, ma allo stesso tempo timorosa che con la sua natura possa metterla in pericolo, ho pensato a Twilight. Non hai paura che ‘Scarlett’ possa passare, agli occhi di lettori e critica frettolosi come me, come il tentativo di imitare un filone letterario fortunatissimo e niente più?</strong></p>
<p>Credo che non ci sia modo di difendersi dalla superficialità, particolarmente insidiosa se proviene addirittura dalla critica. Trovo comunque divertente il fatto che Lullaby e Scarlett, usciti in libreria a poco più di un mese l’uno dall’altro, abbiano avuto un destino clamorosamente opposto: il primo ha atteso anni per trovare un editore perché considerato difficilmente catalogabile, mentre qualcuno paragona il secondo a uno dei più grandi successi letterari dell’ultimo decennio! Scherzi a parte, in realtà, in pochissimi hanno accostato Scarlett a Twilight. C’è stata una breve discussione in merito su internet, cessata quando i partecipanti hanno cominciato a leggere il romanzo. Provengo da un diverso background e se devo citare fonti di ispirazione penso piuttosto, tra le tante, a Buffy l’ammazzavampiri. Adoravo quel serial, che comincia proprio con il trasferimento della protagonista in una nuova scuola, dove conosce nuovi amici e deve affrontare una realtà soprannaturale, per poi innamorarsi del vampiro Angel. E se vogliamo parlarne con superficialità, Twilight racconta essenzialmente la storia d’amore tra una ragazzina e un vampiro e vampiri, in Scarlett, non ce ne sono: la trama richiama creature dell’universo fantastico e dalla suggestione “manga”, per non parlare del forte ancoraggio con le tradizioni e le leggende della nostra penisola. E il retro di copertina, in questo senso, non è ingannevole: Scarlett è chiamata a scegliere tra l’amore e l’amicizia, una tematica molto forte nel libro. Devo ammettere che sono anni che coltivo il desiderio di scrivere una storia d’amore impossibile tra un essere umano e un vampiro, sulla falsariga di un film che adoro: Dracula di Francis Ford Coppola, ma l’inflazione del fenomeno mi trattiene. Scarlett appartiene a un filone del fantastico per ragazzi che all’estero ha raggiunto proporzioni interessanti ma che, inspiegabilmente, in Italia viene identificato sempre e solo con Twilight.</p>
<p><strong>Questa era l’ultima chiacchiera: non mi resta che salutarti e ringraziarti per aver accettato il mio invito, facendoti molti in bocca al lupo per il tuo futuro. Se vuoi lasciare un messaggio al mondo intero, qui puoi farlo.</strong></p>
<p>Evviva il lupo! E grazie per l’ospitalità! Ho racchiuso il mio messaggio in una bottiglia di vetro e gettato in mare. Prima o poi, confido che qualcuno lo troverà.</p>
<p><a href="http://www.sololibri.net/Barbara-Baraldi.html" target="_blank"><em>Articolo pubblicato su Sololibri.net</em></a></p>
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		<title>L&#8217;intervista su Rockerilla</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 10:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lintervista-su-rockerilla.html" title="L&#039;intervista su Rockerilla"></a>Condividi Matteo Chamey mi ha intervistata per Rockerilla. L&#8217;articolo è uscito sul n.364, in edicola per tutto il mese di  dicembre 2010 (quello con la copertina dedicata a John Lennon). L&#8217;intervista è accompagnata da un&#8217;introduzione di Monica Rossi. Post correlati: <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lintervista-su-rockerilla.html#more-1139'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<p>Matteo Chamey mi ha intervistata per <a href="http://www.facebook.com/pages/ROCKERILLA/97386151265" target="_blank">Rockerilla</a>. L&#8217;articolo è uscito sul n.364, in edicola per tutto il mese di  dicembre 2010 (quello con la copertina dedicata a John Lennon). L&#8217;intervista è accompagnata da un&#8217;introduzione di Monica Rossi.</p>
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