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	<title>Barbara Baraldi &#187; Recensioni</title>
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	<description>Sito ufficiale della scrittrice Barbara Baraldi</description>
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		<title>Bloodymilla: la recensione di In genere cinema</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/bloodymilla-la-recensione-di-in-genere-cinema.html" title="Bloodymilla: la recensione di In genere cinema"></a>CondividiLa recensione di Bloodymilla apparsa sul sito In genere cinema: Barbara Baraldi, apprezzata scrittrice di Genere, autrice di romanzi come La bambola con gli occhi di cristallo e Scarlett – Il bacio del demone, proclamata dalla critica come “la regina <a href="http://www.barbarabaraldi.it/bloodymilla-la-recensione-di-in-genere-cinema.html#more-2153'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/bloodymilla-la-recensione-di-in-genere-cinema.html" title="Bloodymilla: la recensione di In genere cinema"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/bloodymilla-la-recensione-di-in-genere-cinema.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/bloodymilla-la-recensione-di-in-genere-cinema.html"></g:plusone></div><p><em>La recensione di Bloodymilla apparsa sul sito <a href="http://www.ingenerecinema.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=531:bloodymilla-di-barbara-baraldi&amp;catid=35:libri&amp;Itemid=55" target="_blank">In genere cinema</a>:</em><br />
<a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/12/Bloodymilla-cover-LO2.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-2153" title="Bloodymilla-cover-LO"><img class="alignleft size-medium wp-image-2068" title="Bloodymilla-cover-LO" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/12/Bloodymilla-cover-LO2-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a></p>
<p>Barbara Baraldi, apprezzata scrittrice di Genere, autrice di romanzi come La bambola con gli occhi di cristallo e Scarlett – Il bacio del demone, proclamata dalla critica come “la regina del gotico italiano”, si lancia, grazie a DelosBooks, nella sua prima avventura nel mondo delle nuvole parlanti.</p>
<p>Proprio per la Delos, all’interno della collana “Neverland”, curata da Stefano Fantelli e Gianfranco Staltari, la Baraldi firma la sceneggiatura della sua prima graphic novel, ovviamente senza abbandonare il mondo immaginifico-letterario a lei più consono.</p>
<p>Bloodymilla [2011] è una storia di vampiri, che va un po’ a scavare nella bara del non-morto fenomeno delle vampire a fumetti degli anni ’70; un omaggio dell’autrice e ad un modo ormai dimenticato di unire horror, eros, storie e disegni, che nella sua personale lettura si colora di molti nuovi spunti, a partire da un’ambientazione storica strettamente contestualizzata [perfettamente fotografata dall’incipit “Il secolo dei lumi ha lasciato il passo a quello degli incubi”], per finire con l’allargarsi del mondo vampirico a tutta una serie di altre creature a queste affini [demoni e mutaforma].</p>
<p>Un’avventura tutta al femminile quella di Bloodymilla, dove alla protagonista e all’autrice, si aggiungono anche la disegnatrice e colorista Roberta Ingranata e l’addetta alle chine Elena Cesana.</p>
<p>La baronessa Camilla di Calcara è una donna bellissima, trasformata in <span id="more-2153"></span>creatura della notte da un demone, una malvagia entità da cui sembra dipendere anche la scomparsa di sua sorella Isabella. Camilla dovrà intraprendere un viaggio verso Firenze, proprio per ritrovare Isabella e poter affrontare l’essere da cui dipende la sua nuova, e infelice, esistenza. Durante il viaggio, Camilla, assistita dal suo fedele servitore André, capace di trasformarsi in lupo, e dovrà affrontare avversari temibili, come Samuel, un cacciatore di vampiri cannibale e il Burattinaio, un demone a capo di un esercito di marionette dalla forma umana.</p>
<p>La storia di Barbara Baraldi si dipana rapida e senza intoppi, anche se con la rapidità obbligata di una storia complessa che deve, per forza di cose, evolversi all’interno di 72 pagine, dedicando i dovuti spazi al passato, oltre che al presente, della protagonista, e dovendo dare il modo anche agli altri personaggi di marchiarsi a fuoco sulle pagine per non apparire solo come utili parentesi narrative.</p>
<p>I disegni trovano la propria forza nelle tinte fosche, dagli esterni piovosi dell’incipit, all’oscurità della casa di Camilla, al tramonto fiorentino che fa da chiusa alla storia. I curatori della serie, Fantelli e Staltari, trovano, nella domanda che fa titolo alla prefazione, un’interpretazione davvero corretta della graphic novel: “E se Lady Oscar fosse stata scritta da Mary Shelley?”.</p>
<p>Il volume, che arriva rapito al finale, contiene al suo interno più di un momento di grande interesse, lascia un po’ d’appetito. Rimane il desiderio latente di poter conoscere meglio, e in maniera più approfondita, i fatti della vita di Camilla, e la sua maledizione, ma anche di poter riassaporare le atmosfere da fumetto vampirico anni ’70 per qualcosa in più di un episodio sperimentale.</p>
<p>La collana proposta da Delosbooks è al suo primo gradino. Speriamo possa trovare la forza editoriale per continuare a proporre nuovi e interessanti volumi a fumetti.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Luca Ruocco</em></p>
<p style="text-align: left;">Articolo pubblicato su <a href="http://www.ingenerecinema.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=531:bloodymilla-di-barbara-baraldi&amp;catid=35:libri&amp;Itemid=55" target="_blank">In genere cinema</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>101 misteri di Bologna: la recensione di Luigi Bonaro su Knife n.3</title>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-la-recensione-di-luigi-bonaro-su-knife-n-3.html" title="101 misteri di Bologna: la recensione di Luigi Bonaro su Knife n.3"></a>CondividiÈ uscito Knife n.3, e in questo numero c&#8217;è una splendida recensione del volume «101 misteri di Bologna». Scrive Luigi Bonaro: «[...] I suoi paragrafi hanno il fascino della storia oracolare raccontata davanti al fuoco, il realismo della diceria malevola <a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-la-recensione-di-luigi-bonaro-su-knife-n-3.html#more-2148'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-la-recensione-di-luigi-bonaro-su-knife-n-3.html" title="101 misteri di Bologna: la recensione di Luigi Bonaro su Knife n.3"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-la-recensione-di-luigi-bonaro-su-knife-n-3.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-di-bologna-la-recensione-di-luigi-bonaro-su-knife-n-3.html"></g:plusone></div><p><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2012/01/knifen3.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-2148" title="knifen3"><img class="alignleft size-medium wp-image-2149" title="knifen3" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2012/01/knifen3-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>È uscito Knife n.3, e in questo numero c&#8217;è una splendida recensione del volume «101 misteri di Bologna». Scrive Luigi Bonaro:</p>
<p>«[...] I suoi paragrafi hanno il fascino della storia oracolare raccontata davanti al fuoco, il realismo della diceria malevola di una vicina di casa impicciona, del menestrello che racconta di fatti che si perdono nell’oscurità, nella notte dei tempi. Barbara, abile fabulatrice, riesce a incantarci ancora una volta con le sue fiabe oscure, sondando, questa volta, non più l’universo psichico individuale ma quello collettivo, la memoria storica di una città, la sua stratificazione culturale, ab urbe condita fino a oggi, e a renderlo, come sempre, tangibile nel modo più semplice possibile.»</p>
<p>La rivista può essere acquistata in cartaceo o scaricata gratuitamente in PDF a questo indirizzo: <a href="http://nerocafe.net/2012/01/knife-3-finalmente-disponibile/" target="_blank">http://nerocafe.net/2012/01/knife-3-finalmente-disponibile/</a></p>
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		<title>101 misteri a Bologna: la recensione su La repubblica</title>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-a-bologna-la-recensione-su-la-repubblica.html" title="101 misteri a Bologna: la recensione su La repubblica"></a>CondividiLA BOLOGNA PIÙ OSCURA IN CENTOUNO PUNTATE 20 dicembre 2011 PER CHI ama gli arcani letterari, è in libreria Centouno misteri di Bologna (che non saranno mai risolti), una inconsueta guida della città oscura edita da Newton Compton e scritta <a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-a-bologna-la-recensione-su-la-repubblica.html#more-2144'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-a-bologna-la-recensione-su-la-repubblica.html" title="101 misteri a Bologna: la recensione su La repubblica"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-a-bologna-la-recensione-su-la-repubblica.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/101-misteri-a-bologna-la-recensione-su-la-repubblica.html"></g:plusone></div><h3><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/10/101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER1.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-2144" title="101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER"><img class="alignleft size-medium wp-image-1969" title="101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/10/101-misteri-di-Bologna-che-non-saranno-mai-risolti-COVER1-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>LA BOLOGNA PIÙ OSCURA IN CENTOUNO PUNTATE</h3>
<p>20 dicembre 2011</p>
<p>PER CHI ama gli arcani letterari, è in libreria Centouno misteri di Bologna (che non saranno mai risolti), una inconsueta guida della città oscura edita da Newton Compton e scritta da una regina del romanzo gotico italiano, Barbara Baraldi.</p>
<p>L&#8217;autrice, nota per i suoi romanzi thriller, va alla ricerca della Bologna più inquietante compilando un&#8217; antologia del mistero che costituisce un viatico degli enigmi inspiegabili, dei delitti insoluti tra le mura della nostra città. Nata e vissuta sempre tra Modena e Bologna, l&#8217; autrice ha esordito nel 2007 con il romanzo La ragazza dagli occhi di serpente e oggi ha all&#8217; attivo otto libri, tra romanzi gialli, noir, pubblicazioni per ragazzi e sceneggiature a fumetti. Insieme a Camilleri, Lucarelli e De Cataldo, è protagonista di Italian noir il documentario della Bbc sul thriller Italiano.</p>
<p>Il volume ripercorre gli aspetti segreti della vita di Bologna, una città gelosa delle proprie tradizioni, sede di una delle più antiche università del mondo, vertice di un triangolo esoterico, custode di sepolcri nascosti sotto le rovine di una delle sue tante basiliche e territorio in cui si narra sia nascosto un preziosissimo tesoro sepolto qui dai Templari e mai ritrovato (uno dei misteri, tra i centouno, che non saranno mai risolti). L&#8217; antologia parte dalla preistoria e arriva ai nostri giorni, non tralasciando i numerosi casi di cronaca avvenuti a Bologna (dall&#8217; omicidio Lorussoa quello della Alinovi al Dams, dalla strage del Due agosto agli omicidi della Uno bianca) tutta la storia della città viene tratteggiata a tinte noir.</p>
<p>Il testo attraversai secolia partire dai quesiti irrisolti della lontanissima e pacifica civiltà villanoviana, che usava però strani simboli come la svastica, con cui inizia il libro, fino alla controversa questione dell&#8217; origine del tortellino con cui si chiude. In tutta la sua storia, la città si trova avvolta da misteri: dalla presunta ricostruzione di Bologna ad opera di Nerone, proprio in seguito ad un incendio (che forse ingenerò nell&#8217; imperatore l&#8217; idea di incendiare e ricostruire anche la città di Roma) al giallo della Gioconda di Leonardo Da Vinci, ispirata forse ad una enigmatica dama ospitea Bologna,a palazzo Felicini, insieme proprio a Leonardo, al seguito del re di Francia.</p>
<p>E ancora, passando per streghe, maghi, fantasmi, le rane di Galvani all&#8217; origine del romanzo di Mary Shelley, Frankenstein, e la leggenda del pittore delle agonie descritto da Pupi Avati nel film La casa dalle finestre che ridono, la scrittrice del giallo traccia un&#8217; immagine inedita della città, avvolgendola in un alone di mistero, tra storia, cronaca e leggenda.</p>
<p style="text-align: right;"><em>MICOL ARGENTO</em></p>
<p>Articolo pubblicato su <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/12/20/la-bologna-piu-oscura-in-centouno-puntate.html" target="_blank">La repubblica</a></p>
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		<title>101 misteri di Bologna. Rassegna stampa</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 09:05:32 +0000</pubDate>
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<h3>In 101 capitoli la Bologna che fa paura</h3>
<p>Si comincia dall&#8217;inizio (ovvero dagli enigmi di quella pacifica civilità villanoviana per molti versi ancora sconosciuta «che usava però strani simboli come la svastica») e si arriva ai nostri anni Novanta (per ricordare ad esempio il tentato sequestro alla Capannina di Luca Pazzaglia). E in mezzo c&#8217;è di tutto e di più: la vicneda dell&#8217;astrologa Gentile Budrioli, bruciata come strega nel quindicesimo secolo davanti a San Domenico; il sospetto che Mary Shelley abbia scritto<strong>Frankenstein</strong> grazie alla descrizione che Lord Byron le avrebbe fatto degli esperimenti sulle rane di Luigi Galvani; la leggenda del pittore delle agonie descritto da Pupi Avati nel film <strong>La casa dalle finestre che ridono</strong>. Tutti gli enigmi inspiegabili (compresa l&#8217;invenzione del tortellino) e i delitti insoluti della città oscura trovano una ribalta dunque in 101 misteri di Bologna di Barbara Baraldi. L&#8217;autrice, nata a Mirandola ma bolognese d&#8217;adozione, ha già scritto otto romanzi spaziando dal noir al dark fantasy. E, quindi, è una scrittrice che al mistero dà del tu.</p>
<p><strong>Come è nato in lei questo interesse per l&#8217;ignoto all&#8217;ombra delle Due torri?</strong></p>
<p>Fin da bambina, quando il sabato pomeriggio venivo a Bologna a trovare i parenti, preovavo una curiosità morbosa per le chiese, le lapidi, gli antichi palazzi. Erano le zie a raccontarmi i fatti di cronaca di allora che la mia mente viveva in una luce particolare. Mi ricordo il caso dello strangolatore di prostitute e quella sua vittima sola e gentile soprannominiata la Giraffa. E l&#8217;assassinio di Nino D&#8217;Alfonso, morto senza che si sia mai trovata una spiegazione.</p>
<p><strong>I 101 casi che lei racconta sono quindi romanzati ma assolutamente veri?</strong></p>
<p>Certo, sono frutto di una documentazione attenta a cui io do più chiavi di lettura. L&#8217;ultima parte del libro è dedicata in particolare agli edifici infestati da presenze inspiegabili. Cito quanto accadde negli anni 50 in una scuola alla Croara dove morì un bambino precipitato dalle scale mentre giocava a pallone. Lì c&#8217;erano improvvisi allagamenti, porte che si chiudevano da sole, voci infantili sussurranti. Alla fine la scuola è stata abbattuta.</p>
<p><strong>Lei parte da episodi storici lontanissimi nel tempo, citando addirittura la visita di Nerone a Bologna&#8230;</strong></p>
<p>Sembra che l&#8217;imperatore sia stato chiamato qui nel 60 dopo Cristo per assistere alla ricostruzione di Bologna dopo l&#8217;incendio. Da lì gli sarebbe nata l&#8217;idea di appiccare fuoco a Roma per ricostruirla più bella.</p>
<p><strong>A proposito di fantasy, anche qui si sarebbe cercato il tesoro dei Templari?</strong></p>
<p>Molte chiese furono spazzate via proprio per questo motivo. Un episodio curioso riguarda Santa Maria della Magione in strada Maggiore: era rimasto in piedi solo il campanile alto 16 metri e Achille Malvezzi decise di correggerne l&#8217;inclinatura. Non si sa come Aristotele Fioravanti, l&#8217;uomo che costruì il castello di Budapest, riuscì a spostare quel campanile.</p>
<p><strong>Sostiene anche che questa è terra di vampiri&#8230;</strong></p>
<p>Mi ha colpito che durante i lavori dell&#8217;Alta velocità sia venuta alla luce una necropoli antica di 200 tombe, in cui si sono scoperte 44 sepolture anomale. Ad alcuni giovani sono stati staccati gli arti e inchiodati i piedi alla testa. Sono le pratiche che si usavano con i revenant, quelli che, secondo la leggenda, tornano dalla morte per vendetta.</p>
<p><strong>C&#8217;è una cosa che l&#8217;ha colpita più di altre?</strong></p>
<p>Che qui vivesse il più grande esorcista di tutti i tempi, Girolamo Menghi. Era un monaco francescano che trattava di sabba e di streghe. I suoi libri sono finiti all&#8217;Indice.</p>
<p><em>Claudio Cumani</em></p>
<div><em><br />
</em></div>
<p>Da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/dalla-strega-budrioli-al-delitto-alinovi-i-101-misteri-di-bologna-nel-libro-di-barbara-baraldi/165428/" target="_blank">«Il fatto quotidiano»</a> del 20 ottobre 2011:</p>
<h3>Dalla strega Budrioli al delitto Alinovi, i 101 misteri di Bologna nel libro della Baraldi</h3>
<div id="testoarticolo">
<p>C’è la storia di <strong>Carlo Nigrisoli</strong>, il medico bolognese condannato nel 1965 a 24 anni di carcere per avere ucciso la moglie <strong>Ombretta</strong>, con una iniezione di curaro. Quella di <strong>Francesca Alinovi</strong>, 35enne critica d’arte e ricercatrice del Dams, trovata morta nel 1983 nel suo appartamento di via del Riccio, nel centro storico di Bologna. E quelle più antiche, sospese a metà tra cronaca e leggenda. Come quella di <strong>Gentile Budrioli</strong>, chiamata anche <strong>Strega Enormissima</strong>,<strong> </strong>vittima alla fine del 1400 del tribunale dell’inquisizione. Delitti feroci ed enigmi indecifrabili nascosti tra i portici. E raccolti dalla scrittrice <strong>Barbara Baraldi</strong> in un libro intitolato “<strong>101 misteri di Bologna che non saranno mai risolti</strong>”.</p>
<p>Il volume ripercorre la vita di Bologna dalla preistoria fino ai giorni nostri, tratteggiandone il volto noir. Si parte da lontano, anzi lontanissimo, con il mistero della <strong>società villanoviana</strong>, spazzata via mille anni prima di Cristo probabilmente perché incapace di costruire armi e fare la guerra. E con un salto di oltre 2mila anni, si arriva davanti al monastero del Corpus Domini, in via Tagliapietre. Dove è conservata <strong>Santa Caterina</strong>, badessa considerata dotata di poteri divini e santificata tre secoli dopo la sua morte, nel 1712. Ancora oggi il suo corpo si trova intatto, posizionato sopra un seggio, proprio come se fosse in vita. E c’è chi narra che, quando le vengono cambiati i vestiti, dalla sua pelle scura, perfetta e incorrotta esca un olio miracoloso.<span id="more-1974"></span></p>
<p>Quella di S.Caterina è solo una delle tante storie al femminile adottate dalla scrittrice.  “Sono i personaggi a cui mi sono affezionata di più – ammette – perché spesso si tratta di donne forti, che hanno pagato a caro prezzo la loro voglia di modernità ed emancipazione”.  <strong>Elisabetta Sirani</strong>, per esempio, riuscì a dipingere oltre 300 opere in un periodo, il 1600, in cui l’attività artistica era riservata ai soli uomini. Le cause dell’ulcera che la portò via a 27 anni non si seppero mai. Forse il veleno di una domestica, forse un amante tanto geloso da arrivare a uccidere.</p>
<p>Caso per caso il libro arriva fino ai <strong>giorni nostri</strong>, narrando di vicende ancora impresse nella memoria di molti bolognesi e non. Come l’arrivo in città dei carri armati nel ’77, la strage del 2 agosto alla Stazione e i cosiddetti delitti del Dams. “I casi di cronaca sono stati quelli più difficili da sviscerare  – spiega la scrittrice – sono quasi tutti avvolti ancora nel mistero e senza soluzione, nonostante anni e anni d’indagine. Casi da perderci notti intere per studiarli”.</p>
<p>Frutto di un anno di ricerche, il libro non si limita a inseguire le tracce dei delitti ma si sofferma anche su piccole <strong>curiosità</strong>, dove la fantasia si mescola alla realtà tanto da rendere invisibili i confini tra una e l’altra. Come la leggenda che vuole il romanzo Frankenstein di Mary Shelley ispirato alla vita del bolognese Luigi Galvani, o quella sulla presunta bolognesità della Gioconda di Leonardo da Vinci.</p>
<p>Nata e vissuta sempre nei dintorni di Bologna, Barbara Baraldi ha esordito nel 2007 con il romanzo <em>La ragazza dalle ali di serpente. </em>Oggi è autrice di gialli, noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti. Ai quali si aggiunge questa antologia del mistero. Forse la prima di una serie di raccolte tinte di nero. “Pensavo che trovare 101 storie fosse difficile, invece sono stata costretta a tralasciare molti casi. È impressionante la quantità e la varietà dei misteri che abitano le strade di Bologna”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giulia Zaccariello</em></p>
<p style="text-align: left;">Da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/dalla-strega-budrioli-al-delitto-alinovi-i-101-misteri-di-bologna-nel-libro-di-barbara-baraldi/165428/" target="_blank">«Corriere di Bologna»</a> del 21 ottobre 2011:</p>
<p style="text-align: left;">Barbara Baraldi svela «101 misteri di Bologna»</p>
<p style="text-align: left;">Bologna città nera. Leggende, crimini, sante e vampiri vengono raccontati in una guida Newton Compton, «101 misteri di Bologna (che non saranno mai risolti)». Questo viaggio nella città oscura si apre con la fondazione mitica di Felsina e si chiude con la controversa questione dell&#8217;origine del tortellino, passando per l&#8217;intervento di Nerone per restaurare la città dopo un incendio, le origini petroniane di Giovanna d&#8217;Arco, maghi, streghe, triangoli esoterici, sanguinosi fatti di cronaca, fino alla scoperta di una strana necropoli di età romana durante gli scavi per l&#8217;alta velocità con cadaveri con chiodi inflitti nel cranio o mutilazioni, per impedire il ritorno del morto. &#8220;Revenant&#8221;, vampiri, scrive l&#8217;autrice, una che di misteri e orrore se ne intende, Barbara Baraldi, incoronata dalla critica «regina del romanzo gotico italiano».</p>
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		<title>Lullaby, la farfalla di inchiostro e la proiezione onirica</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 16:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html" title="Lullaby, la farfalla di inchiostro e la proiezione onirica"></a>CondividiÈ uscita su Nero cafè una bellissima recensione di Lullaby &#8211; La ninna nanna della morte, firmata Luigi Bonaro. “Solo immagini fuggenti come una notte di mezza estate in cui credi che la giovinezza ti permetta di poter realizzare i <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html#more-1897'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html" title="Lullaby, la farfalla di inchiostro e la proiezione onirica"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html"></g:plusone></div><p><em>È uscita su Nero cafè una bellissima recensione di Lullaby &#8211; La ninna nanna della morte, firmata Luigi Bonaro.</em></p>
<div id="attachment_336" class="wp-caption alignleft" style="width: 175px"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2010/03/Lullaby-cover2.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1897" title="Lullaby-cover"><img class="size-full wp-image-336 " title="Lullaby-cover" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2010/03/Lullaby-cover2.jpg" alt="" width="165" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Lullaby - La ninna nanna della morte</p></div>
<p>“Solo immagini fuggenti come una notte di mezza estate in cui credi che la giovinezza ti permetta di poter realizzare i sogni. Una foto che sbiadisce man mano che ti avvicini per guardarla. Un tramonto che troppo in fretta si trasforma in una notte buia senza stelle e senza luna.”</p>
<p>Come in A Midsummer Night&#8217;s Dream, Barbara Baraldi ammanta il lettore di una nebbia fatata in virtù della quale ci si trova sognanti sul “limitare del bosco” già dalle prime pagine. Ma il bosco Shakespeariano da lei ricordato viene trasformato in incubo, un incubo quotidiano perché è così che succede sempre.</p>
<p>E, come sempre, è di scena l’inconscio, il bosco archetipico. Il lettore viene fatto accomodare, come davanti a un palcoscenico silenzioso, ed ecco che il sipario rosso si apre. In scena è presente la semplicità dei sentimenti contro la complessità degli istinti.</p>
<p>Il protagonista è l’oscurità, il ragno che arriva dolcemente attraverso le ombre del sole calante, cercando la paura nell’oscurità. Barbara ricorda il brano di Robert Smith e non a caso.</p>
<p>Lullaby mostra come nessuno sia buono o cattivo ma <span id="more-1897"></span>è evidente come tutti siano malati di umanità laddove l’istinto muove ciò che la ragione paralizza, il tutto con una sensibilità molto particolare e con una complessità che compare al lettore come rara semplicità. Come Bukowski, secondo cui “Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice”, così, nelle pagine del romanzo, è presente un narrare molto semplice che arriva dritto ai meandri dell’essere, mostrando ciò che in genere si tiene scrupolosamente nascosto, per consuetudine, per timore, pudore… o paura.</p>
<p>E, in risposta al solito maschilismo di Henry Chinaski, qui è una donna, una scrittrice geniale, a raccontare magistralmente la Paura, questa “farfalla nera d’inchiostro”, come Barbara ama immaginarla, che vola lontano man mano che la narrazione volge al termine.</p>
<p>Ė uno scrivere con gli occhi chiusi quello di Lullaby, una narrazione onirica e una traccia sfortunatamente troppo vicina alla realtà. Come in un sogno, i particolari dell’esperienza quotidiana vengono a essere rielaborati in una sorta di rappresentazione che è l’immagine di una realtà distorta e irreale, che è lo specchio della vita.</p>
<p>Giada, la ragazzina nera, è una giovane come tante. Ė ribelle e reagisce a un sistema sociale che perpetua e impone stereotipi sociali. Anche Marcello è un ragazzo come tanti. Marcello scrive e attende l’ispirazione davanti allo schermo nero di un computer, sullo sfondo di una vita che va sempre più in pezzi, non lavora, sua madre è malata, gli si secca il sangue. Questi sono gli eroi di Lullaby, i protagonisti, persone che la società attuale classificherebbe come ragazzina disadattata e disoccupato depresso. Ma Barbara sceglie loro, racconta le loro storie e dal loro punto di vista e poi gli dà nuovamente quella fiducia, quella voce che la società gli aveva tolto impunemente. Lullaby racconta l’orrore della disperazione nella vita di ogni giorno. Non ci sono personaggi straordinari né eventi soprannaturali in queste pagine, è semplicemente la vita, la storia degli umili, dei piccoli. Ė la verisimiglianza verghiana della Lupa, ma, al contempo, è l’orrore di quel luccichio della scure al sole, che si abbatte sul rifiuto sociale del diverso, quel rifiuto che tramuta gli uomini in mostri.</p>
<p>Per questo motivo Lullaby ha profondi riferimenti che hanno radici solide nella produzione letteraria del passato.</p>
<p>Non si può parlare di una vera e propria analogia con i Vinti verghiani, né con gli Umili manzoniani. Ai Vinti della Baraldi manca la lotta drammatica contro il destino e gli Umili di Lullaby non hanno la provvidenza divina che li guida nella storia. Tuttavia, si percepisce in tutto il testo una misteriosa aura sovrannaturale che non è esplicita, ma solo accennata, quasi come percepita dai personaggi attraverso coincidenze, piccoli indizi della presenza silenziosa di una realtà nascosta, il vero motore della storia, che scorre sotto le vite di questi due ragazzi semplici che chiedono solo di poter vivere.</p>
<p>La ragazzina nera, Giada, ricorda molto Rosso Malpelo, gli altri che “hanno paura di vederselo comparire dinanzi, coi capelli rossi e gli occhiacci grigi”. E anche di Giada molti hanno paura, ma lei, come Rosso Malpelo, ha poi un’umanità disarmante. Entrambi rappresentano una diversità sociale e i diversi colori, la ragazzina nera e il ragazzo rosso, sono simbolo di qualcosa. Entrambi, per la società, rappresentano il male, entrambi sono vittime di un disagio, entrambi vivono ai margini e pagano con l’ostracismo il loro desiderio di essere amati.</p>
<p>Se la caratterizzazione dei personaggi ricalca per certi versi una traccia verghiana, anche il prologo con la descrizione della natura presso l’acquedotto, ad esempio, ricorda molto le meravigliose rappresentazioni letterarie del primo novecento. Si pensi all’introduzione di Malaria:</p>
<p>“Vi nasce e vi muore il sole di brace, e la luna smorta, e la Puddara, che sembra navigare in un mare che svapori, e gli uccelli e le margherite bianche della primavera, e l&#8217;estate arsa, e vi passano in lunghe file nere le anitre nel nuvolo dell&#8217;autunno, e il fiume che luccica quasi fosse di metallo, fra le rive larghe e abbandonate, bianche, slabbrate, sparse di ciottoli”.</p>
<p>Dunque, sebbene vi sia un riferimento molto forte alla precedente tradizione letteraria, Barbara introduce il noir e lo fa senza fronzoli e, come fosse un pittore, aggiunge semplicemente al suo quadro dei nuovi elementi. Ma anche il Noir, in Lullaby, viene trattato in modo innovativo.</p>
<p>Non voglio dilungarmi oltre, ma un elemento molto interessante, oltre all’ironia che viene sapientemente gestita e alle altre innovazioni stilistiche portate nel genere dalla Baraldi, è il fatto che, diversamente dai romanzi Noir, dove le atmosfere sono molto cupe e oscure, qui sono descritti dei paesaggi molto caldi e luminosi.</p>
<p>Le atmosfere evocate dal romanzo non vengono assolutamente penalizzate per questo. Leggendo Lullaby, il Noir, il Nero si rivela, prorompe forte, dal fondo dalle passioni dei personaggi, e si insinua nel cuore di tutti noi.</p>
<p style="text-align: right;">Luigi Bonaro</p>
<p style="text-align: left;">Articolo pubblicato su <a href="http://nerocafe.blogspot.com/2011/08/lullaby-la-farfalla-dinchiostro-e-la.html" target="_blank">Nero cafè</a></p>
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		<title>La bambola dagli occhi di cristallo: la recensione di Sergio Rotino su L&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 09:05:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-la-recensione-di-sergio-rotino-su-linformazione.html" title="La bambola dagli occhi di cristallo: la recensione di Sergio Rotino su L&#039;informazione"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-la-recensione-di-sergio-rotino-su-linformazione.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-la-recensione-di-sergio-rotino-su-linformazione.html"></g:plusone></div><p>È datata 29 giugno la recensione di Sergio Rotino del mio romanzo «La bambola dagli occhi di cristallo», e pubblicata sul quotidiano <a href="http://www.linformazione.com/" target="_blank">L&#8217;informazione</a>.</p>
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<h2>La bambola che odia gli uomini. L&#8217;ultimo di Barbara Baraldi</h2>
<p>Il titolo dell&#8217;ultimo thriller licenziato da Barbara Baraldi, La bambola dagli occhi di cristallo (Castelvecchi, pp. 248, 16 euro), ricorda un Dario Argento d&#8217;antàn. Di certo, come nelle opere del grande maestro, nel lavoro dell&#8217;autrice emiliana non mancano sangue e violenza, narrati però con una scrittura femminile, attenta alla messa in scena e alla focalizzazione dei dettagli. A tratti La bambola, presentato alle 18 alla Feltrinelli-Galvani dall&#8217;autrice con Mirella Malaguti, sembra avere i natali nell&#8217;oscura opera prima di un altro cineasta, l&#8217;americano Abel Ferrara, che nel 1980 debutta con L&#8217;angelo della vendetta. La trama del film per come la recita il Morandini è: «ragazza muta, vittima di un duplice stupro, si arma di pistola e fa piazza pulita di ogni maschio che sembra meritarselo, ma il suo giudizio non è particolarmente selettivo». Storia cupa, immersa in una New York notturna il cui eco ritroviamo nel romanzo di Baraldi, anch&#8217;esso cupo, violento, che offre una Bologna altrettanto notturna, spogliata di qualsivoglia bonomia. Al centro di entrambe le opere, una figura femminile che si fa giustizia da sola. Ma Baraldi gioca a innalzare la posta e a depistare mettendo in pagina almeno quattro protagoniste: la bionda e solitaria Eva; la medium Viola (ecco Argento che ritorna), bella rossa che subisce i soprusi del delinquentello Nunzio; Giulia, collega di Eva, Samantha, tipica iperbellona. Le loro vicende creano il romanzo, al cui interno uomini che molestano o stuprano donne muoiono per mano di una assassina seriale, bionda e con gli occhi azzurri. Indubbiamente il colpevole è fra loro quattro, ma spetta al lettore scoprirlo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Sergio Rotino</em></p>
<p>Articolo pubblicato sul quotidiano <a href="http://www.linformazione.com/" target="_blank">L&#8217;informazione</a></p>
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		<title>«Scarlett &#8211; Il bacio del demone» e «La bambola dagli occhi di cristallo»: La recensione del quotidiano La repubblica</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 11:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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<div id="attachment_1850" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/07/gotico-italiano1.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1846" title="gotico-italiano"><img class="size-full wp-image-1850" title="gotico-italiano" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/07/gotico-italiano1.jpg" alt="" width="500" height="438" /></a><p class="wp-caption-text">Scarlett e La bambola su La repubblica</p></div>
<h2>Il gotico italiano della Baraldi nelle città di bambole e demoni</h2>
<p>BARBARA Baraldi ha ormai tanti estimatori fra critici, scrittori e lettori. Per molti è la regina del cosiddetto &#8220;gotico italiano&#8221;, in cui si mescola thriller, horror, romanticismo e altro. Ora è in libreria con due nuove uscite. La bambola dagli occhi di cristallo (Castelvecchi, presentazione domani alle 18 alla Feltrinelli di piazza Galvani) e Scarlett &#8211; Il bacio del demone (Mondadori).</p>
<p>Il primo, già apparso per le stesse edizioni Mondadori, è un thriller che cattura il lettore, il secondo una storia senese tra demoni, amori e delitti. Due vicende apparentemente lontane. La Bambola è ambientato in una Bologna cupa e criminale, con l&#8217;ennesimo serial killer sotto le Torri. Quando Massimo Moscati scrisse l&#8217;introduzione a I delitti del gruppo 13, nel 1992, forse non immaginava che l&#8217; aumento della criminalità e l&#8217;insicurezza generalizzata avrebbero generato tante morti di carta all&#8217; ombra di San Petronio.</p>
<p>Eppure i casi si moltiplicano. Gli scrittori che raccontano omicidi seriali bolognesi sono sempre più. La Baraldi ne mette in scena uno femminile, capace, come altri personaggi femminili, di incuriosire, interessare alla sua storia, alla sua psicologia, in una costellazione di frammenti narrativi che si snodano tra le indagini dell&#8217;ispettore Marconi e la sanguinosa situazione felsinea, ricca di indizi sapientemente diffusi nel racconto della scrittrice modenese, che risolve il plot in una chiave cupa senza redenzione né consolazione. Sotto la luce della luna e i suoi cicli.</p>
<p>Come in Scarlett &#8211; Il bacio del demone, seguito del romanzo Scarlett, uscito sempre per Mondadori tempo fa, che racconta dell&#8217; arrivo della protagonista a Siena dopo un avventuroso viaggio da Cremona, dove si innamora del bassista della band &#8220;Dead Stones&#8221;, Mikael, il ragazzo con gli occhi che rapiscono. Unico problema: è un demone. Siamo quindi nel territorio del fantastico, a tinte cupe. Questo secondo romanzo si apre sulla mancanza del Demone, in esilio. L&#8217; amore di Scarlett però è contrastato: diventa evidente nel corso del romanzo, dopo il ritrovamento del cadavere di una ragazza alla festa di fine estate, forse imputabile a un altro demone, e Mikael torna.</p>
<p>Due romanzi in cui dominano le ambientazioni notturne e soprattutto lo sguardo della luna, i suoi cicli, il suo legame con le figure femminili, la sua violenta naturalità. È questa la cifra narrativa della Baraldi che si è imposta al pubblico che ama la letteratura definita &#8220;gotica&#8221; tuttavia declinata con buona riuscita in un contesto paesaggistico e sociale tipicamente italiano. Ne nasce una miscela che ha convinto i lettori e che ha avuto successo anche all&#8217; estero in contesti nei quali questo tipo di letteratura è molto più frequentata sia dagli scrittori che dai lettori. Con questi due libri, la scrittrice si conferma sulla linea che finora le è valsa numerosi consensi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>ALBERTO SEBASTIANI</em></p>
<p style="text-align: left;">Articolo pubblicato su <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/28/il-gotico-italiano-della-baraldi-nelle-citta.html" target="_blank">La repubblica</a></p>
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		<title>Scarlett, La bambola, Il bacio del demone: le recensioni di Sololibri.net</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 12:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/scarlett-la-bambola-il-bacio-del-demone-le-recensioni-di-sololibri-net.html" title="Scarlett, La bambola, Il bacio del demone: le recensioni di Sololibri.net"></a>CondividiSono uscite di recente sul portale Sololibri.net le recensioni di alcuni dei miei romanzi, a firma dello scrittore Roberto Baldini. Questo interesse da parte del portale mi ha fatto davvero piacere, e ho pensato di raccogliere quelle de «Il bacio <a href="http://www.barbarabaraldi.it/scarlett-la-bambola-il-bacio-del-demone-le-recensioni-di-sololibri-net.html#more-1770'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<div id="attachment_1772" class="wp-caption alignleft" style="width: 145px"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/06/bacio-del-demone.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1770" title="bacio-del-demone"><img class="size-full wp-image-1772" title="bacio-del-demone" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/06/bacio-del-demone.jpg" alt="Il bacio del demone" width="135" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il bacio del demone</p></div>
<p><strong>Scarlett &#8211; Il bacio del demone</strong><br />
Mondadori, 2011<br />
pp.308, 16 Euro</p>
<p>Demoni. Chi non ne ha paura? Tutti ne restiamo spaventati per come li immaginiamo, per come ce li hanno sempre dipinti… Ma sappiamo riconoscerli? Se non tutti avessero corna affusolate, denti aguzzi e unghie graffianti? Possono due occhi meravigliosi nascondere un demone? Per Scarlett sì: il suo Mikael non ha nessuna delle caratteristiche negative precedenti. Il suo sguardo la rapisce, la fa innamorare a prima vista e le fa capire che è speciale. Per lei, Mikael trasgredisce agli ordini del suo mondo e viene mandato in esilio. Scarlett cerca di continuare la sua solita vita con le amiche di sempre (Genziana, Caterina, Laura)&#8230; e con Vincent, il mezzo Demone della Vendetta. Nessuno potrebbe essere l’opposto di Mikael più di lui, nemmeno se lo desiderasse con tutto il cuore. Eppure è l’unico che <a href="http://www.sololibri.net/Scarlett-Il-bacio-del-demone.html" target="_blank">[continua su Sololibri.net]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1774" class="wp-caption alignleft" style="width: 145px"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/06/bambola.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1770" title="bambola"><img class="size-full wp-image-1774 " title="bambola" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/06/bambola.jpg" alt="" width="135" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La bambola dagli occhi di cristallo</p></div>
<p><strong>La bambola dagli occhi di cristallo</strong><br />
Castelvecchi, 2011<br />
pp. 224<br />
Euro 16</p>
<p>Bologna: una città che non dorme mai, dei mercatini, dei portici, dei locali notturni, ma anche una città che, quando abbassa la guardia, vede uscire allo scoperto prostitute, scippatori, mendicanti, assassini e trafficanti di morte. L’ispettore Marconi è avvezzo a situazioni del genere, ne ha viste di cotte e di crude e sa come affrontarle anche se, a volte, il suo modus operandi lo porta al conflitto con chi sta sopra di lui nella scala gerarchica. Avvengono due omicidi e sembrerebbero collegati. L’ispettore sospetta che l’assassino possa essere una donna e questo lo porta a girare per locali notturni, conoscer gente che definire equivoca sarebbe un eufemismo. Scoprirà che non tutto è come sembra: a volte il nero della notte precedente è un colore molto più chiaro e luminoso, visto alle prime luci dell’alba… Barbara Baraldi ci prende per mano e, con una torcia che illumina una porzione del mosaico alla volta, ci guida in questo thriller urbano dalle tinte gotiche <a href="http://www.sololibri.net/La-bambola-dagli-occhi-di.html" target="_blank">[continua su Sololibri.net]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1777" class="wp-caption alignleft" style="width: 145px"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/06/scarlett.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1770" title="scarlett"><img class="size-full wp-image-1777" title="scarlett" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/06/scarlett.jpg" alt="" width="135" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Scarlett</p></div>
<p><strong>Scarlett</strong><br />
Mondadori, 2010<br />
pp. 324, Euro 16</p>
<p>Siena non è esattamente come Cremona, la città da cui si è appena trasferita Scarlett con la famiglia e in cui ha lasciato Matteo, il suo amore, e Manuela, la sua migliore amica. Alla sedicenne Scarlett tutto sembra orribile, magari non così grigio, però non sente più gli stessi profumi, non percepisce più gli stessi sapori… Poco a poco si ambienta, conosce nuovi amici (Caterina, Genziana, Lorenzo, Livio, Tommaso), ma, soprattutto, conosce i Dead Stones, un gruppo che furoreggia a scuola: Vincent, il cantante, jeans attillati, maglia sdrucita e un tatuaggio che gli ricopre totalmente il braccio e Mikael, il bassista dagli occhi chiari, che le rapisce il cuore. Per lei è un’autentica scossa che le si imprime nella mente e la sua immagine l’accompagna giorno e notte. Ma come può un ragazzo così bello e di talento accorgersi di una come lei? Molto meglio Lavinia e le sue amiche snob. O no? Forse per Scarlett è giunta l’ora dell’amore? Purtroppo, quando le cose cominciano a girare per il verso giusto un omicidio sconvolge la vita della scuola e Mikael sembra comportarsi in modo strano <a href="http://www.sololibri.net/Scarlett-Barbara-Baraldi.html" target="_blank">[continua su Sololibri.net]</a></p>
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		<title>La Bologna «sporca»: La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 10:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bologna-%c2%absporca%c2%bb-la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-sul-corriere-della-sera.html" title="La Bologna «sporca»: La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera"></a>CondividiOggi, sul Corriere di Bologna, un articolo di Massimo Marino: intervista e recensione del romanzo «La bambola dagli occhi di cristallo». Un estratto dell&#8217;articolo: «Il romanzo di Barbara Baraldi ha la felicità avvincente degli altri lavori della dark lady della <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bologna-%c2%absporca%c2%bb-la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-sul-corriere-della-sera.html#more-1693'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<div id="attachment_1694" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-1694" title="Corriere-La-bologna-sporca-600" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/05/Corriere-La-bologna-sporca-600.jpg" alt="" width="600" height="623" /><p class="wp-caption-text">La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera</p></div>
<p>Un estratto dell&#8217;articolo: «Il romanzo di Barbara Baraldi ha la felicità avvincente degli altri lavori della dark lady della provincia modenese. Il thriller scoppia nella vita quotidiana di ragazze comunissime, fragili, dolci, determinate. Il crimine seriale nasce come reazione, come frutto malato di una pianta che coltiviamo tutti i giorni, quella della violenza sulle donne. Tra aspiranti pubblicitarie, fidanzate strapazzate, spacciatori, machos, poliziotti sensibili, ragazzini frustrati, ricchi più o meno annoiati, sbocciano delitti firmati da impronte di tacchi a spillo marchiate nel sangue. Intorno sta lei, Bologna»</p>
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		<title>Scarlett &#8211; Il bacio del demone: la recensione di Roberta de Tomi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 06:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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<div id="attachment_1402" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/04/COP_Baraldi_Scarlett-21.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1469" title="COP_Baraldi_Scarlett-2"><img class="size-medium wp-image-1402" title="COP_Baraldi_Scarlett-2" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2011/04/COP_Baraldi_Scarlett-21-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Scarlett - Il bacio del demone</p></div>
<p>E’ la seconda nuova uscita editoriale nell’arco di poche settimane  che reca la firma di Barbara Baraldi, stella lucente nel firmamento del  gotico italiano. Dopo “La Bambola dagli occhi di cristallo”  (Castelvecchi), dal cassetto delle novità estraiamo anche “Scarlett – Il  bacio del demone”, seguito del primo capitolo, uscito lo scorso anno.  Protagonista, appunto, Scarlett, la giovanissima che ha ereditato il  nome dalla bisnonna inglese, alla prese con una nuova, terribile  avventura e con un amore travagliato, per la particolare natura del  soggetto coinvolto. La ragazzina, un’adolescente apparentemente come le  altre, ama, ricambiata, Mikael, un mezzo Demone, creatura a metà tra  l’umano e il sovrannaturale. Un amore definito dalla stessa autrice in  stile “Romeo e Giulietta”. Un sentimento quindi impossibile, almeno in  apparenza, ma la cui intensità infrange distanze e barriere, proprio per  la sua peculiarità.</p>
<p>In questo nuovo romanzo, la relazione tra Scarlett e  Mikael viene messa alla prova dalla lontananza: il giovane, per  imposizioni superiori, è costretto a una punizione per aver usato i  propri poteri a scopi personali. La ragazzina quindi si trova a dover  fare i conti con<span id="more-1469"></span> la sofferenza scaturita dall’assenza dell’amato.  Malgrado le difficoltà, la vita continua e il ritorno alle lezioni la  vede coinvolta in un terribile evento: una compagna di scuola viene  trovata morta. Il mistero si infittisce nel momento in cui Scarlett,  alle prese con le vicende d’amore delle amiche Caterina e Genziana e con  quella di solitudine di Laura, inizia a fare strani sogni, i cui  soggetti compaiono anche nell’attività onirica di altre ragazze. Tale  situazione viene fatta risalire alla presenza di un demone che si nutre  dei sogni e che è un nuovo nemico da combattere.  Intanto Vincent, il  Mezzo Demone della Vendetta che non ha mai avuto rapporti idilliaci con  Scarlett, intreccia con lei un inedito rapporto, mettendola a dura  prova…</p>
<p>Nel nuovo lavoro di Barbara Baraldi l’azione si colloca in un reale  contesto fisico-geografico, in cui diversi elementi sono d’invenzione.  Senza tradire il concetto manzoniano di verosimiglianza, l’autrice  costruisce con una perizia tecnica e stilistica ormai consolidata la  trama. La forza di questo lavoro sta sì nella capacità di intersecare  elementi realistici a quelli fantastici. Creature sovrannaturali  interagiscono anche con elementi legati a una mitologia che si accende  di folklore locale (San Galgano e la sua spada, ricercate da Scarlett e  da Ofelia). Ma un grande catalizzatore d’interesse è la capacità della  scrittrice, già emersa in altri lavori, di definire  personaggi di  grande fascino e la cui psicologia contribuisce allo sviluppo della  trama. “Scarlett- Il bacio del demone” è sì un fantasy, ma ha come  protagoniste e protagonisti adolescenti rese e resi in tutte le loro  lacerazioni, ed evitando intenti didascalici, facili stereotipi e  pregiudizi. Non c’è schematismo neanche nella definizione dei mezzi  Demoni, resi nella loro complessità.  Sensualità e fragilità ad esempio  dividono Ofelia, la bellissima compagna di Vincent, che a Scarlett si  lega particolarmente.</p>
<p>La scrittura incide, taglia, evoca.  Condensa in sé elementi  pop,  situazioni che ricordano cartoni animati giapponesi, momenti di ironia,  gag divertenti, ma anche gocce di lirismo. La costruzione è affidata  soprattutto al dialogo, ma non mancano descrizioni, anche queste  permeate da momenti di poesia. Il colore soprattutto ha una forte  incidenza. E ancora la moda, la letteratura, il cinema. Barbara è  un’autrice del nostro tempo e senza mai essere banale ci alimenta con la  sua creatività (ne abbiamo bisogno, oggi) e racconta qualcosa di noi,  ponendoci nella condizione di riflettere, nel caso di questo romanzo,  sui sogni, sulla loro valenza, sul loro rapporto con la vita di oggi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta De Tomi</em></p>
<p><em>Articolo pubblicato su <a href="http://bunny81.wordpress.com/2011/05/09/scarlett-il-bacio-del-demone/" target="_blank">Roberta post modern</a></em></p>
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