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	<title>Barbara Baraldi &#187; La bambola di cristallo</title>
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	<description>Sito ufficiale della scrittrice Barbara Baraldi</description>
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		<title>La bambola dagli occhi di cristallo come Lisbeth Salander? La recensione del quotidiano The Independent</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-come-lisbeth-salander-la-recensione-del-quotidiano-the-independent.html" title="La bambola dagli occhi di cristallo come Lisbeth Salander? La recensione del quotidiano The Independent"></a>CondividiÈ apparsa ieri sul quotidiano inglese The Independent una recensione di The girl with the crystal eyes, traduzione inglese del mio romanzo La bambola dagli occhi di cristallo. Nell&#8217;articolo di Jane Jakeman viene fatto un inedito paragone tra la &#8220;bambola&#8221; <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-come-lisbeth-salander-la-recensione-del-quotidiano-the-independent.html#more-718'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-come-lisbeth-salander-la-recensione-del-quotidiano-the-independent.html" title="La bambola dagli occhi di cristallo come Lisbeth Salander? La recensione del quotidiano The Independent"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-come-lisbeth-salander-la-recensione-del-quotidiano-the-independent.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-dagli-occhi-di-cristallo-come-lisbeth-salander-la-recensione-del-quotidiano-the-independent.html"></g:plusone></div><p>È apparsa ieri sul quotidiano inglese The Independent una recensione di The girl with the crystal eyes, traduzione inglese del mio romanzo La bambola dagli occhi di cristallo. Nell&#8217;articolo di Jane Jakeman viene fatto un inedito paragone tra la &#8220;bambola&#8221; e Lisbeth Salander, co-protagonista della trilogia Millenium (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco, La regina dei castelli di carta). La bambola dagli occhi di cristallo è stato scritto molto prima dell&#8217;uscita italiana di Uomini che odiano le donne, ma il paragone non può che farmi piacere <img src='http://www.barbarabaraldi.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>If Bologna brings to mind sausages and spaghetti,  this fast-moving thriller paints a new picture of that ancient city as a  chilling network of dark streets through which a serial killer flits. A  pool of blood into which a child drops a teddy bear marks the start of a  trail of gutted corpses as Inspector Marconi (yes, his antennae are  always vibrating) tracks the murderer. His investigations take him into some louche quarters of this suddenly    interesting town. Call me a simple country girl, but I had never  previously    heard of a &#8220;Marilyn&#8221; party, where everyone has to wear a blonde    wig. <a href="http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/reviews/the-girl-with-the-crystal-eyes-by-barbara-baraldi-trans-judith-forshaw-1988695.html" target="_blank">[Continua qui]</a></em></p>
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		<title>La bambola di cristallo &#8211; Recensione di Horrormagazine</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 14:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-horrormagazine.html" title="La bambola di cristallo - Recensione di Horrormagazine"></a>Condividi“Eccola, è così. La bambola si è animata, si muove, lo guarda e ride mostrando i piccoli denti lucenti. Si avvicina vestita soltanto di una sottoveste in pizzo nero che gioca con la luce arancione mostrando e nascondendo le gambe <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-horrormagazine.html#more-85'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-horrormagazine.html" title="La bambola di cristallo - Recensione di Horrormagazine"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-horrormagazine.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-horrormagazine.html"></g:plusone></div><p>“Eccola, è così. La bambola si è animata, si muove, lo guarda e ride mostrando i piccoli denti lucenti. Si avvicina vestita soltanto di una sottoveste in pizzo nero che gioca con la luce arancione mostrando e nascondendo le gambe nude che si muovono sotto il tessuto. Ha qualcosa di lucente in mano. Una mezza luna tagliente come una nota stonata&#8230;”.</p>
<p>C’è violenza e poesia nei gesti della bambola di cristallo. Rabbia e rivincita. Seduzione e disperazione, in una Bologna gotica che dona nuova linfa alla nostra narrativa di genere.</p>
<p>E’ la storia di tante donne e di tutte le donne, quella della bambola. C’è Viola, fragile e trascurata, che vaga per la casa con indosso il maglione del suo uomo, per sentirne l’odore. Si mangia le unghie e “piange. Piange spesso, forse tutti i giorni, almeno per un minuto”. Poi c’è Eva, che sogna di diventare una nota pubblicitaria, va in palestra per farsi in muscoli dopo <em>il Fatto</em>, e “dice a se stessa che domani sarà differente”. C’è anche Giulia, ricca e viziata, quella che a nove anni portava nella borsetta i soldi del monopoli e ora passa da un ragazzo a un altro per noia. Per lei non è importante l’oggetto in sé, “bensì la strada, lo stratagemma per ottenerlo”. E come dimenticare la gatta Miew? Miew che guarda fuori dalla finestra. Miew fedele e dispettosa che “forse vorrebbe trasformarsi nel cavallo alato, il cavallo alato dei biscotti col buco”. Ma soprattutto c’è Lei, la bambola: “è come un ragno, tesse la sua ragnatela, prepara ogni cosa con cura, poi si fa seguire. Sa come farsi seguire da un uomo e li fa cadere in trappola. Non attacca, la sua è una difesa. Premeditata”.</p>
<p>Non c’è modo di riporre il libro senza chiedersi dove andrà a parare l’ultima pagina letta. I capitoli snelli, legati di volta in volta al punto di vista di una delle numerose maschere (niente e nessuno è ciò che sembra, e le caratterizzazioni ricche di chiaro scuro rendono affascinante ogni personaggio della vicenda) s’intrecciano in modo da risultare la somma di varie storie parallele.<br />
<span id="more-85"></span><br />
Ma c’è un gioco dietro a tutto questo. Ed è il gioco di chi ha premeditato tutto sin dall’inizio. E non si tratta dell’assassina.</p>
<p>Come i personaggi tornano indietro con la memoria, facendo puzzle di ricordi apparentemente minimi ma pregnanti, da locandine d’annata a vecchie pubblicità, anche l’autrice si diverte a usare i giochi dell’infanzia e, mattoncino dopo mattoncino (ben incastrati soprattutto quelli relativi ai dialoghi, in cui le sfumature dei personaggi emergono senza caricare troppo la narrazione), porta avanti la sua costruzione, fino a confluire nella verità finale.</p>
<p>Una costruzione, una bambola: un gioco, che è anche una testimonianza di indubbio talento.</p>
<p>Ma il libro ci riserva una sorpresa: a seguito di questo piccolo gioiello, troviamo anche un testo a metà strada fra il romanzo breve e il racconto lungo (<em>Il giardino dei bambini perduti</em>) e un racconto (<em>Soave</em>).</p>
<p>Il giardino dei bambini perduti non è altri che una tana. La tana di un Mostro. Un Mostro che annida in sé tutte le paure ancestrali dell’essere umano, omaggiando Hitchcock e la psicanalisi. Dalla schizofrenia alla rimozione infantile, dalla suspense costruita su ciò che, al contrario della protagonista, il lettore sa alla <em>doccia</em>. E’ un po’ il rovesciamento del mito della letteratura d’appendice. Là, dove la città veniva individuata come il ricettacolo di ogni male, a differenza della campagna, in cui il rapporto con la natura era rimasto genuino, qui abbiamo una città simbolo della famiglia, violata, derubata di ciò che ha di più caro, ovvero i suoi cuccioli. Al contrario ci viene presentata una campagna oscura, minacciosa, carica di simboli morbosi e di pericoli che possono nascondersi dietro ogni vigna o ai piedi dei pomodori.</p>
<p>Il lettore più smaliziato potrà trovare il finale un po’ prevedibile, ma la bellezza del racconto sta nella descrizione degli ambienti e delle sensazioni dei personaggi, stavolta non abbandonati ai ricordi, ma sopraffatti da essi.</p>
<p>Il racconto breve è un omaggio al poliziesco all’italiana. La velocità e la violenza delle azioni sono rivolte all’estremo, così come il linguaggio, che, paradossalmente, contrasta col titolo e l’immagine poetica che incornicia questa vicenda di sparatorie e inseguimenti notturni in una Modena: “svogliata agitata da poche anime inquiete”.</p>
<p>Un testo sicuramente da non perdere, quello di <strong>Barbara Baraldi</strong>. Uno e trino nella sua varietà di stili e messaggi.</p>
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		<title>La bambola di cristallo &#8211; Recensione di Dario Geraci</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 11:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-dario-geraci.html" title="La bambola di cristallo - Recensione di Dario Geraci"></a>CondividiCommentare un’opera di Genio è arduo, soprattutto quando si conosce,non solo l’identità del Genio in sé, ma anche e soprattutto il suo retroterra culturale. Stiamo parlando de “La Bambola di cristallo” ultima esperienza visionaria di Barbara “Luna” Baraldi, già autrice <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-dario-geraci.html#more-62'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-dario-geraci.html" title="La bambola di cristallo - Recensione di Dario Geraci"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-dario-geraci.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/la-bambola-di-cristallo-recensione-di-dario-geraci.html"></g:plusone></div><p>Commentare un’opera di Genio è arduo, soprattutto quando si conosce,non solo l’identità del Genio in sé, ma anche e soprattutto il suo retroterra culturale.</p>
<p>Stiamo parlando de “La Bambola di cristallo” ultima esperienza visionaria di Barbara “Luna” Baraldi, già autrice del fortunato “La collezionista di sogni infranti” (Perdisa) e di diversi altri racconti sparsi nella <em>foresta nera</em> delle antologie letterarie.</p>
<p>Diceva, Giorgio Scerbanenco, uno dei più grandi scrittori italiani di sempre:</p>
<p>“La vita è come un pozzo delle meraviglie, ci puoi trovare di tutto: stracci, brillanti e coltellate alla gola”, tutti elementi che l’Autrice ha saputo sapientemente calibrare come il più raffinato degli allibratori, in una miscellanea elegante e morbosa al punto giusto.</p>
<p>Riscontriamo in Barbara Baraldi, un citazionismo che va ben oltre il mero saccheggiamento visivo ai film italiani degli anni ‘70; dovremmo parlare piuttosto, di un certo gusto “conservativo” e “restauratore” per quello che forse era il canone fondamentale che fece la fortuna di quelle pellicole: “L’estetizzazione della morte” e “La sensualità dell’omicidio”.<span id="more-62"></span></p>
<p>Potremmo certamente riscontrare “felici similitudini” tra i Gialli <em>post-Argentiani</em> di Sergio Martino, vero poeta del Sex&amp;Violence, o addirittura di figliatura artistica nel caso dell’iberico Jesus Franco ma, cadremmo nel errore fatale, di standardizzare e inaridire un’opera, anzi un trittico, che travalica il citazionismo artistico e sconfina nella letteratura tout-court.</p>
<p>Vi è, nel tratteggio che la Baraldi fa della donna, un gusto oserei dire Dannunziano (ricordando “Le vergini delle rocce”), una prosa descrittiva che ammaglia e stordisce, un respiro “largo” che, consapevolmente o meno ri-porta il “genere” alla propria collocazione originaria ovvero quella di parente nobile della cosiddetta Letteratura d’Autore.</p>
<p>“La trasgressione è la glorificazione del limite” asseriva Foucault, mai paradigma fu più appropriato per sintetizzare la struttura “scenica” su cui poggia la produzione Baraldiana.</p>
<p>L’ambiguità, la perversione, il sadismo non in contrapposizione con la “normalità” ma facenti parte della normalità spessa, resa più che mai solo “apparente”.</p>
<p>Tre storie diverse, tre viaggi nel labirinto della psiche umana.</p>
<p>Se ne “La bambola dagli occhi di cristallo” (il racconto che apre questo numero de Il Giallo Mondadori Presenta) e nel successivo “Il giardino dei bambini perduti” l’autrice si cimenta col thrilling tout-court,andando ad omaggiare tutto quel cinema di cui parlavamo precedentemente è con il terzo racconto “Soave” che l’elemento innovativo si propone e si instaura nell’opera della scrittrice.</p>
<p>Il Noir, quell’etichetta troppo spesso “sprecata” per umili mestieranti che imbrattano la pagina con un qualsivoglia elemento “scabroso” unito all’indagine poliziesca, fa capolino, e lo fa in maniera netta, decisa, tagliente, tra le pagine conclusive dell’opera.</p>
<p>“Soave”,un apostrofo nerissimo, una parabola discendente cruda e senza redenzione dell’Italia rurale; come a dire,”Il noir non è affare solo delle grandi metropoli, anche la provincia sa essere letale.”</p>
<p>In conclusione, ci troviamo innanzi ad un duplice viaggio.</p>
<p>Un viaggio all’interno della letteratura, con un autrice che ama sperimentare e che è molto abile nel farlo.</p>
<p>Un incessante gioco di contaminazioni che arricchiscono un prodotto certamente mai banale che inspessiscono e corroborano un linguaggio artistico assolutamente valoroso e suggestivo.</p>
<p>Un viaggio all’esterno, nel mondo dell’”altro” , visto,a volte con gli occhi dell’innocenza a volte con gli occhi di chi l’innocenza se l’è giocata a carte con la vita.</p>
<p>Ciò a cui ci ha abituato Barbara Baraldi è: se vuoi tendere all’eccellenza gioca a carte scoperte col nemico e se il nemico bara…uccidilo!</p>
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