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	<title>Barbara Baraldi &#187; La casa di Amelia</title>
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	<description>Sito ufficiale della scrittrice Barbara Baraldi</description>
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		<title>La casa di Amelia e La collezionista: recensione di Stradanove</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 17:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-e-la-collezionista-recensione-di-stradanove.html" title="La casa di Amelia e La collezionista: recensione di Stradanove"></a>Condividi Ho recentemente  incontrato in rete queste due recensioni de &#8220;La collezionista di sogni infranti&#8221; e &#8220;La casa di Amelia&#8221; dal sito Stradanove.net 07.07.2009 Giovanni Scalambra LA COLLEZIONISTA DI SOGNI INFRANTI, BARBARA BARALDI Realtà e finzione Amelia e Marina sono <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-e-la-collezionista-recensione-di-stradanove.html#more-527'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-e-la-collezionista-recensione-di-stradanove.html" title="La casa di Amelia e La collezionista: recensione di Stradanove"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-e-la-collezionista-recensione-di-stradanove.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-e-la-collezionista-recensione-di-stradanove.html"></g:plusone></div><div>
<div>Ho recentemente  incontrato in rete queste due recensioni de &#8220;La collezionista di sogni infranti&#8221; e &#8220;La casa di Amelia&#8221; dal sito <a href="http://www.stradanove.net" target="_blank">Stradanove.net</a></div>
<div>07.07.2009</div>
<div>Giovanni Scalambra</div>
<h1>LA COLLEZIONISTA DI SOGNI INFRANTI, BARBARA BARALDI</h1>
<h3>Realtà e finzione</h3>
<div><a href="javascript:popup('popimage.php?image=layout/upload/gcollezionista_sogni.jpg',%20200,%20278)"><img style="border: 0pt none;" title="La copertina" src="http://www.stradanove.net/v3/layout/upload/collezionista_sogni.jpg" alt="La copertina" /></a></div>
<p><strong>Amelia e Marina sono amiche. Virtuali. Due anime sole che  diventano vere solo</strong> attraverso tastiera e monitor.<br />
In  chat si scoprono simili, fragili, schiacciate da verità che condizionano  il loro proporsi al mondo.<br />
Un giorno decidono di oltrepassare i  confini intangibili della rete: Amelia lascia il suo tranquillo paesino  della bassa emiliana per raggiungere Marina, che l’aspetta in una casa  enorme persa tra le campagne ferraresi.<br />
Il destino, solo in  apparenza malevolo, sembra voler impedire quest’incrocio di solitudini,  ma dopo un viaggio contornato di dubbi, paure e imprevisti batticuori,  le due “amiche” riescono ad incontrarsi. E il gioco di bugie si rompe,  rivelando una realtà fatta di invidie, ossessioni e follia.<br />
Ma  forse la verità che sembra stare dietro l’apparenza ha risvolti  altrettanto ingannevoli…<span id="more-527"></span><br />
Romanzo breve di alta qualità narrativa  (per stile, costruzione della suspense, trama e colpi di scena), “La  collezionista di sogni infranti” conferma il talento di Barbara Baraldi  (già vincitrice del primo premio al “Gran Giallo città di Cattolica”),  salutata da più parti come la nuova regina del gotico-thriller italiano.<br />
La storia orchestrata dall’autrice è una discesa nell’inferno delle  paure più intime, una caccia ai fantasmi dell’anima in cui la tensione e  il mistero non vengono mai meno. Tante le suggestioni cinematografiche  nascoste nella fiaba nera della Baraldi, che sceglie una scrittura  sincopata, fatta di visioni, sensazioni, messe a fuoco di particolari  quasi invisibili ma decisivi, per costringere il lettore a seguire il  sentiero di sangue e ossessioni che ha sapientemente predisposto.<br />
Da leggere. Con tutte le luci di casa accese.</p>
<p>Barbara Baraldi,  <strong>La collezionista di sogni infranti</strong>, Perdisa, pagg.  128, euro 9</p>
<p>Post originale: <a href="http://www.stradanove.net/v3/sezioni.php?sezione=21&amp;id=1777"><strong>La  collezionista di sogni infranti</strong></a></div>
<div>08.07.2009</div>
<div>Giovanni Scalambra</div>
<h1>LA CASA DI AMELIA, BARBARA BARALDI</h1>
<h3>A volte ritornano…</h3>
<div><a href="javascript:popup('popimage.php?image=layout/upload/gcasa_amelia.jpg',%20200,%20282)"><img style="border: 0pt none;" title="La copertina" src="http://www.stradanove.net/v3/layout/upload/casa_amelia.jpg" alt="La  copertina" /></a></div>
<p><strong>Un fantasma tormenta Amelia. Un’ombra rannicchiata  nell’angolo più</strong> oscuro della stanza (e della memoria).  Silenzioso, senza volto, talmente vicino da percepirne il respiro.<br />
Il macabro finale che aveva  concluso il suo soggiorno a casa  dell’”amica” Marina pare riservare un’appendice inspiegabile: Chi doveva  essere morto forse non lo è mai stato. O non lo è più.<br />
Le  misteriose telefonate mute, i richiami al recente orrore la invitano a  tornare nella casa dove tutto è iniziato e tutto doveva finire.<br />
E  Amelia sceglie di andare, per chiudere col passato, per scoprire se i  suoi ricordi sono solo un album di fotografie mai scattate, una  distorsione della memoria fatta di paura e incubo.<br />
L’atteso  seguito de “La collezionista di sogni infranti” non tradisce le attese.  Se il precedente romanzo di Barbara Baraldi era un thriller di grande  suggestione che indagava il rapporto tra mondi reali e virtuali,  identità e diversità, scoperchiando gli incubi più nascosti dei suoi  protagonisti, “La casa di Amelia” è una favola nera (non a caso  l’incipit recita: “C&#8217; era una volta una principessa triste, prigioniera  in un castello incantato…”) che danza con ricordi imperfetti e follia,  introducendo riflessioni non banali su senso di colpa e vendetta.<br />
Un viaggio fatto di apparizioni, sensazioni, intimità e angosce,  tradotto con uno stile elegante e al tempo stesso vibrante. Un notevole  “sequel” letterario.</p>
<p>Barbara Baraldi, <strong>La casa di  Amelia</strong>, Perdisa, pagg. 118, euro 9</p>
<p>Post originale: <strong><a href="http://www.stradanove.net/v3/sezioni.php?sezione=21&amp;id=1778">La   casa di Amelia</a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>La casa di Amelia &#8211; Recensione di Mondo rosa shokking</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 14:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-mondo-rosa-shokking.html" title="La casa di Amelia - Recensione di Mondo rosa shokking"></a>CondividiLa casa di Amelia è una favola, ma una favola dell’orrore. Potrebbe essere paragonato per lunghezza e stile a “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry: poco più di cento pagine, frasi brevi, capitoli corti. Peccato – e per la <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-mondo-rosa-shokking.html#more-82'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-mondo-rosa-shokking.html" title="La casa di Amelia - Recensione di Mondo rosa shokking"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-mondo-rosa-shokking.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-mondo-rosa-shokking.html"></g:plusone></div><p><strong>La casa di Amelia è una favola, ma una favola</strong> <strong>dell’orrore.</strong></p>
<p align="justify">Potrebbe essere paragonato per lunghezza e stile a <em>“Il piccolo principe” di </em><em>Antoine de Saint-Exupéry</em>: poco più di cento pagine, frasi brevi, capitoli corti. Peccato – e per la fortuna degli <strong>appassionati del genere horror-noir</strong> – nell’ultimo libro di Barbara Baraldi non esistono personaggi commoventi, insegnamenti e morali edificanti, anzi&#8230;</p>
<p align="justify">Il filo conduttore di questa storia, che si legge tutta d’un fiato col cuore in gola, è <strong>la paura, l’angoscia, il terrore verso qualcosa o qualcuno che si pensava ormai relegato ad un tragico passato di sangue</strong>, e che invece sembra esser tornato per perseguitare <em>Amelia</em>, la protagonista. <strong>Senso di colpa, incubi, e allucinazioni</strong> si mescolano in un gioco diabolico che fanno ripiombare la mente già confusa della ragazza, in una spaventosa realtà: <strong>sarà tutto frutto della sua distorta immaginazione, oppure chi doveva essere morto, chi lei è convinta di aver ucciso con le proprie mani &#8211; e di cui ha anche conservato <em>macabri souvenir </em>- sta tramando per punirla e trascinarla con sé negli inferi?</strong></p>
<p align="justify"><strong>Le tinte gotiche del romanzo, l’ambientazione</strong>, <strong>che si divide perlopiù tra due tetre case</strong> (quella lasciatale dalla nonna alla sua morte, e quella del mistero da cui tutto l’orrore è iniziato), e <strong>l’immagine ambivalente che viene data di Amelia</strong> – vittima o assassina? indifesa o coraggiosa e determinata? lucida o pazza? – sono solo alcune delle peculiarità che contribuiscono a creare e ad <strong>accrescere progressivamente la tensione nel racconto</strong>.</p>
<p align="justify">Poi, grazie ad una <strong>narrazione fluida e incalzante</strong>, questo <strong>viaggio nell’inquietante memoria della protagonista si snoda tra le cupe riflessioni della giovane e l’avventura che decide di intraprendere per esorcizzare i fantasmi del passato</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Il finale arriva tanto inatteso quanto sanguinoso</strong>, e ancora una volta, come nel precedente libro <em>“La collezionista di sogni infranti”</em> – legato e allo stesso tempo distinto da “La casa di Amelia” – rimane una <strong>senso di sospensione, di conclusione nuovamente mancata…</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Carlotta Pistone</em><strong><br />
</strong></p>
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		<title>La casa di Amelia &#8211; Recensione di Thrillermagazine</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 14:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-thrillermagazine.html" title="La casa di Amelia - Recensione di Thrillermagazine"></a>CondividiDove nasce la paura? Dentro di noi, nel groviglio di sensi di colpa, incomprensioni, contraddizioni e segreti che ci portiamo senza comprenderne bene gli influssi sin dall’infanzia oppure è qualcosa di reale, di oggettivo, una presenza malvagia che gioca con <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-thrillermagazine.html#more-74'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-thrillermagazine.html" title="La casa di Amelia - Recensione di Thrillermagazine"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-thrillermagazine.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-recensione-di-thrillermagazine.html"></g:plusone></div><p>Dove nasce la paura? Dentro di noi, nel groviglio di sensi di colpa, incomprensioni, contraddizioni e segreti che ci portiamo senza comprenderne bene gli influssi sin dall’infanzia oppure è qualcosa di reale, di oggettivo, una presenza malvagia che gioca con le suggestioni ma che finisce per agire concretamente?</p>
<p><em>La Casa di Amelia</em> non è un episodio di una serie anche se ritroviamo personaggi e situazioni del precedente fortunato romanzo di <strong>Barbara Baraldi</strong>, <em>La collezionista di sogni infranti</em>. È un’evoluzione di una vicenda umana ma anche il segno tangibile che Barbara diventa sempre più padrona del linguaggio e del meccanismo narrativo. È un’indagine sulla paura interiore e quella su come (come in ogni buon thriller) nasceva una mente “cattiva”, malata.</p>
<p>Un libro da leggere più volte. La prima d’impatto per seguire una storia che questa volta non si limita a suggerite (e giustamente non sbandierate) citazioni cinematografiche ma riprende musiche, atmosfere degli anni 70/80 costruendo un solido terreno per un incubo che si dipana pagina per pagina come uno di quei film di cui il cinema italiano avrebbe davvero bisogno. Poi vi invito a leggerlo pagina per pagina come… un saggio, sulla paura la sua genesi, le risposte a volte contraddittorie e feroci che genera. Barbara riesce ad abbinare uno studio lucido dei meccanismi e delle situazioni della paura reso perfettamente anche nel book-trailer (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=GVpqf695KEc">youtube.com</a>) che di per sé è un piccolo capolavoro di creatività.</p>
<p>Amelia vive tra due universi. Uno delimitato da antiche paure, ricordi dell’infanzia ma sviluppatasi completamente nella maturità, un mondo di mamme che si preoccupano, di cuginette amiche e complici, di speranze, di gatti simbolo. La sua stanza che la rinchiude in una prigione e al tempo stesso le è indispensabile. Poi c’è il mondo moderno virtuale, legato ai mezzi di comunicazione dell’elettronica. Dopo le drammatiche vicende di <em>La collezionista di sogni infranti</em> Amelia ha spento tutto, cercando di cancellare quella parte della sua esistenza come se, non vedendola, potesse annientarla. Ma è l’illusione della bimba che nasconde la testa sotto la coperta sperando che l’Uomo nero sparisca. Se c’è rimane al suo posto, minaccioso. E così anche i suoi amici virtuali? Cosa avranno pensato della sua improvvisa scomparsa.</p>
<p>Dai propri errori si dovrebbe imparare… allora perché Amelia ritorna nella casa degli orrori di Marina e Alex dalla quale è uscita viva ma segnata? Perché c’è in lei (e il lettore ne è complice) una fascinazione verso la parte oscura che non vuole lasciarla andare. Dopo un inizio claustrofobico, dove paura e ossessione si mescolano, Amelia non può più rimandare. Torna a ripercorrere quella strada nei  campi agresti, sotto gli archi, incontrando personaggi all’apparenza buffi ma così sottilmente inquietanti da lasciarci intendere che il peggio deve ancora arrivare. E, puntualmente, arriva. Prima con l’assenza di segni di pericolo, come se non fosse successo nulla, poi con una rivelazione costruita con l&#8217;abile consapevolezza delle regole del genere. Un piccolo capolavoro di terrore umano che ci lascia con un punto di  domanda. Sarà davvero finita? No di certo perché di fiabe oscure Barbara ne ha ancora molte da raccontare e presto lo farà.</p>
<p>Un’ultima nota. Malgrado la tensione, il gioco del terrore Barbara non nasconde se stessa dietro una vicenda truce. Leggete bene tra le righe. Alcuni passaggi, frasi, allusioni ci rivelano un’autrice dotata di grandissima sensibilità per la vita e per le ‘rare’ cose belle che ci riserva. A volte con rimpianto a volte con una passione che colpisce. Inserire questa vena dolcissima non era facile in un contesto di genere (detto nella migliore accezione del termine) e Barbara ci è riuscita.</p>
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		<title>La casa di Amelia &#8211; Recensione dell&#8217;Angolo nero</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 10:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-la-recensione-dellangolo-nero.html" title="La casa di Amelia - Recensione dell&#039;Angolo nero"></a>CondividiBenvenuti in mia casa. E bentornati negli incubi di Barbara Baraldi. Dopo La collezionista di sogni infranti, che aveva riscosso ben meritato successo, molti si erano chiesti quale sarebbe stata la sorte della protagonista, Amelia. L&#8217;avevamo lasciata alla fine del <a href="http://www.barbarabaraldi.it/la-casa-di-amelia-la-recensione-dellangolo-nero.html#more-59'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<p>Ha la struttura di una favola, <em>La casa di Amelia</em>, ma a differenza che nel precedente i risvolti sono molto più neri. La principessa triste deve lottare contro forze avverse e a nulla può l&#8217;Amore, che nelle favole è forza motrice e risolutiva. Il Male pretende il suo sacrificio&#8230;<br />
Scrittura scorrevole e incalzante, ansiogena. Da sottolineare il taglio cinematografico di molte scene che, come in altri lavori di Baraldi, sono debitrici del cinema degli anni &#8217;70. Un&#8217;ottima prova d&#8217;autore per la regina dell&#8217;incubo nostrana.</p>
<p>Il romanzo è uscito, contro ogni superstizione (o forse proprio a causa di?), oggi, venerdì 13 febbraio&#8230;</p>
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