Archive | Lullaby RSS feed for this section

Lullaby: la recensione di Giovanni Pacchiano su Il sole 24 ore

28 ago

Da Il sole 24 ore di domenica 8 agosto 2010:

NarrItalia

Ninnananna della morte

«Lullaby», un riuscito noir di Barbara Baraldi, tra scrittori in panne, donne attratte da veri mascalzoni e bar di paese

di Giovanni Pacchiano
Lui, Marcello, lo scrittore, ha quarant’anni e non ha mai lavorato in vita sua. Vive con la pensione della mamma, che assiste, come se fosse il suo infermiere, molto di malavoglia. D’altra parte, lei è una vecchia lagnosa, assillata dalla paura costante che la scatola della sua medicina sia vuota. È stata sempre addosso al figlio, ed eccolo ridotto così, dipendente ancora da mammà e scrittore per finta: perché lui davanti al computer si blocca. No, l’ispirazione non è il suo [leggi il resto]

Lullaby - La recensione de Il sole 24 ore

Lullaby: la recensione de La libreria immaginaria

28 giu

Lullaby - La ninna nanna della morte

Lullaby - La ninna nanna della morte

Il genere gotico ha una nuova, irresistibile, interprete. In un romanzo che racchiude tutto il suo potenziale evocativo, Barbara Baraldi ci regala uno squarcio quotidiano tra i più torbidi e realistici che si possano descrivere. I personaggi ti entrano dentro come un ago sotto pelle per iniettare la dose quotidiana di macabra violenza. Quella di cui ci nutriamo la sera, a cena, davanti al telegiornale. Quella che ci fa rabbrividire al sol pensiero e ci fa riscoprire l’umanità che la vita quasi ci impone di cancellare.

Come per noi, anche loro si salvano per un soffio; un refolo di altruismo che spazza via il veleno dalle vene e lascia solo le scorie di brutti pensieri. C’é chi le espelle scrivendo, chi andando contro all’ingiustizia del mondo intero in maniera utopica e chi invece ne viene sopraffatto e trasforma la sua vita in quella di un mostro vendicativo. L’aspetto più angosciante é che il mostro é accanto a noi per tutto il tempo, palpabile. Proprio perché in bella mostra ci sorprende; sempre!

E’ quel genere di lettura che ci lascia il fiatone. Un libro che si fa sfogliare pagina per pagina chiedendoci: “e poi?”. La voglia di sapere quello che succederà é minata solo dalla paura di saperlo davvero. Lo sguardo che filtra tra le dita nelle scene di un film ad alta tensione. Inquietudine; la sottotraccia che destabilizza e rende insicure le indicazioni su chi é il colpevole. Dire che mi sono sentito toccato nel profondo é poca cosa. Dire che sono alla caccia di altri suoi libri é riduttivo. Dire che ho trovato pane per i miei denti da lettore é sacrosanta verità.

E dire che l’ho preso dallo scaffale con un filo di non curanza.

Grazie a dio l’ho preso.

Articolo pubblicato da ~ Ingelo su La libreria immaginaria

Lullaby: La recensione di Giulia Guida per Liberidiscrivere

17 giu

:: Recensione di Lullaby di Barbara Baraldi a cura di Giulia Guida

Lullaby - La ninna nanna della morte

Lullaby - La ninna nanna della morte

“Come pagine strappate da un libro di favole.” [Rileggendo "Lullaby", B. Baraldi.]

Giada si abbraccia stretta nella sua felpa scura, mette il muso a una primavera che le cade di traverso, a lei che non sa parlare altro che l’inverno. Che si sente figlia delle piogge acide. Nuvola di un temporale di novembre. Ci sono giorni in cui crede di stare per svanire, tutto la attraversa in trasparenza, non riesce più a ricalcare i suoi confini, a volte sente di non averli affatto, a volte vorrebbe gridare così forte da riuscire a disintegrarli. Giada non è quello che gli altri si aspetterebbero da lei. Non ha il decoro della famiglia borghese in cui è cresciuta, si veste come un maschio, esce di nascosto con Mirko, il figlio del panettiere- dicono che sia un cattivo ragazzo, uno che si droga, le piace perdere il contatto con la realtà, mentre i nodi si sciolgono dentro la polvere bianca. (continua…)

Lullaby su Mondo Rosa Shokking

6 mag

Il magazine Mondo Rosa Shokking si è completamente rinnovato e dedica a me (lusingatissima!) l’apertura della nuova rubrica Morsi dal talento.

Un assaggio del  botta e risposta con Carlotta Pistone:

Cosa significa per te essere scrittrice?
Accarezzare le parole.

Cos’è per te un romanzo?
Un mondo parallelo.

Quando hai sentito di esser stata morsa dal talento per la prima volta?
Quando da bambina tenevo incollati i miei fratelli più piccoli con le mie storie di paura.

Che percorso hai fatto per arrivare dove sei?
Accidentato. Un percorso fatto di duro lavoro e tanta umiltà, necessaria per potersi migliorare.

Fissa o precaria (come stato mentale, non solo come dato di fatto)
Continua qui

Un anticipo della recensione di Carlotta Pistone di Lullaby:

“Lullaby. La ninna nanna della morte”, un titolo che già di per sé lascia poco spazio a fraintendimenti sul genere di lettura che ci si appresta ad affrontare. Infatti il nuovo romanzo gotico di Barbara Baraldi è un concentrato di orrore, paura e misteri, corredato da elementi psicologici degni dei thriller più agghiaccianti. Il tutto diluito in una narrazione tesa ma chiara, i cui macabri tasselli si uniscono man mano per rivelare il colpo di scena finale.

Uno scrittore mancato, tormentato dall’incapacità di trovare ispirazione per il suo romanzo giallo d’esordio. La Bambina Nera, una ragazzina strana e problematica, adolescente incompresa e ribelle che contrappone all’aspetto esteriore duro e cupo, una profonda fragilità interna. La sua bellissima amica, la Principessa dell’Est, esempio di giovane purezza e perfezione, che mira solo ad infrangere le pareti, apparentemente dorate, della campana di vetro in cui è relegata.
Marcello, Giada e Luana, questo l’eterogeneo trio di protagonisti del romanzo, le cui strade si incrociano all’improvviso lungo una scia di raccapriccianti omicidi, dove cadaveri martoriati di personaggi più o meno insospettabili e slegati tra loro, fanno una breve – e più che sufficiente… – apparizione sulla scena, per poi scomparire senza lasciare tracce.

Continua qui

Lullaby: la recensione di Claudio Vergnani su Stradanove

26 apr

19.04.2010
Claudio Vergnani

LULLABY. LA NINNA NANNA DELLA MORTE, BARBARA BARALDI

Gotico padano

La  copertina

Sempre più difficile scrivere storie senza ricorrere a cloni o vuote iperboli, monaci investigatori, anatomopatologhe intelligenti circondate da ebeti, commissari nostrani un po’ cialtroni sulle orme ormai sbiadite di un Camilleri quando non addirittura di un Simenon. Ancora più difficile narrare una storia onesta, robusta, inquietante la sua parte e – il che non guasta – verosimile.

Verosimile, quindi, originale e – rarissimo – anche efficace. L’autrice non scrive feticci, né perde tempo per strada a limare e/o cesellare ciò che altri hanno sgrezzato. Segue il suo cammino senza complessi. Chapeau.

Chi scrive ha letto Lullaby – La Ninna nanna della morte (Editore Castelvecchi – Le Torpedini) la notte successiva alla presentazione dello stesso al Cinema Victoria. Un’unica tirata (rarissimo). Qualche pausa per doccia,  colazione e allenamento e poi alè, a testa bassa su questo noir (non gotico!, come a volte è stato detto) , su questo noir, dicevamo,  sanguigno e frizzante della brava (anche bella, ma in questa sede limitiamoci al brava) Barbara Baraldi, statuaria scrittrice d’origine Mirandolese (in provincia di Modena).
Una notte e un giorno, si diceva, per “bere” le 232 pagine che ripercorrono i destini incrociati di Giada, Marcello, Luana, e di altri comprimari, che poi comprimari a ben vedere non sono.

La materia è difficile e irta di ostacoli – l’adolescente ribelle e incompresa può far franare scrittori temprati nelle più robuste fucine -, ma Baraldi governa il vascello della narrazione con piglio consumato, mano ferma e – sopra ogni cosa – istinto di razza. E l’istinto, alla fin fine – l’occhio – è tutto. Niente cadute di stile, niente ovvietà, la giusta dose di introspezione e di  azione. Il sangue rimane sangue  e non si trasforma mai in una stucchevole (e inefficace) colata scarlatta. Non vi sono insistenze (o, quando ci sono, non appaiono tali). Capiamoci bene, mica è da tutti.

Così come non è da tutti governare senza sbarellare un cross di eventi/personaggi senza confondere il lettore o costringerlo a ritornare indietro nella lettura per capire a che punto si era.

Ci vuole talento.

Il libro è un susseguirsi di circostanze allarmanti e delicate, di turpitudine e bellezza. C’è una nobiltà d’animo perseguitata sul punto di essere annichilita (ma non sempre, e comunque non del tutto) dallo strapotere di una quotidianità greve e bovina, descritta senza forzature, senza bizantinismi, con disarmante onestà e buon senso.

E’ con essa, con questa quotidianità annientante – più  ancora che tra loro e con un fantomatico assassino – che lottano i protagonisti. E’ la realtà che viene loro concessa. La si può accettare e finire per farne parte, o la si può rifiutare e rischiare di esserne spezzati. Ma non può essere una lotta individuale. E come nella favola de I tre ciechi e l’elefante, solo imparando a confrontarsi direttamente tra loro e non solo attraverso il velo imposto dalla paura e dall’odio, i protagonisti riusciranno a riappropriarsi della bellezza delle loro vite che credevano inesistente o scomparsa.

Perché è per questo che i personaggi principali lottano, più o meno consciamente;  non per le loro vite – che è pur sempre istinto animale e come tale privo di merito – ma perché intravedono – pur nel più profondo dell’orrore in cui vengono affondati – la scintilla della bellezza . Senza la quale dell’orrore non ti liberi veramente mai.

Da leggere, per toccare con mano come non occorra ambientare una storia a New York o inseguire improbabili vestigia Templari o stracciarsi (e stracciare) le palle tra enigmi incomprensibili e insensati per essere godibili e originali.

Barbara Baraldi, Lullaby. La ninna nanna della morte, Castelvecchi (collana Le torpedini), pagg. 232, euro 15

L’autore di questa recensione per Stradanove è il modenese Claudio Vergnani, autore dell’ottimo Il XVIII Vampiro, piccolo cult horror ambientato a Modena, di cui, nei prossimi mesi, uscirà l’atteso seguito. Questa la sua curiosa biografia: “Svogliato studente di Liceo Classico e ancor più svogliato studente di Giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario alla meno peggio, passando da un mestiere all’altro. Dalle palestre di body building alle ditte di trasporti, alle agenzie di pubblicità, alle cooperative sociali, è sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Il 18° vampiro è il suo primo romanzo”.

Articolo pubblicato su Stradanove

Lullaby: La recensione di Angolonero

17 apr

Lullaby-cover.jpgBarbara Baraldi
Lullaby – La ninna nanna della morte
Castelvecchi
Pagine 240
Prezzo 15,00 euro

Ha il suono e la struttura di una favola il primo romanzo “maturo” di Barbara Baraldi, Lullaby(come la celebre e richiamata canzone dei Cure). Una favola nera, nello stile che la Baraldi ha “sposato” e che le è congeniale. Storie di vite ordinarie (quella di Giada e di Marcello, quella di Mirko e di Luana, quella di Fede) che si intrecciano in un’assurda spirale di follia casuale. Con un click, l’ovvio scivola nell’orrore e inizia la lotta contro il tempo per la sopravvivenza.

Diviso in quattro parti (Rivelazione, Illusione, Espiazione, Redenzione), Lullaby contiene gli elementi tipici della produzione della scrittrice emiliana. L’adolescenza vissuta come momento di transizione, grandi scoperte ed enormi dolori. La vita della provincia (una provincia non ben identificata, in un posto qualunque tra la via Emilia e il West). I rapporti familiari disgregati e peculiari. L’amore (anzi l’Amore, in varie forme). L’omicidio brutale e rituale. La catarsi finale, tipica delle fiabe (che non vuol dire per forza lieto fine).

Supportata da una scrittura efficace e melodiosa, la Baraldi intesse una ninna-nanna per i suoi lettori, che si immergono nel flusso della storia e si lasciano trasportare verso l’inatteso finale.

Uno dei meriti di Barbara Baraldi (un nome che suona bene, provate a pronunciarlo ad alta voce, scivola via a meraviglia) è quello di aver conquistato anche una fetta di pubblico giovane che la segue affascinato. Barbara non segue la moda del momento (quella dei vampiri e del soprannaturale), perché lei È la moda. La sua produzione è connotata da stile inconfondibile, personalità marcata, coerenza tra ciò che racconta e ciò che è. Non a caso, per la sua originalità, sta per essere pubblicata anche in inglese, privilegio riservato a non molti degli autori nostrani.

E scusate se è poco.

Alessandra Buccheri

Articolo pubblicato su Angolo nero


Lullaby su For men magazine

14 apr

Poche righe per descrivere Lullaby come solo una grande scrittrice poteva fare: Francesca Mazzucato parla di Lullaby nella sua rubrica per la rivista For men magazine di aprile 2010.

Lullaby-For-men-aprile

La copertina di For men magazine di aprile:

for-men-aprile

Lullaby: la recensione del magazine Fuori le mura

5 apr

Lullaby – La ninna nanna della morte

lunedì, 29 marzo 2010
di Michele Ponte

Giada, Marcello e un po’ anche Luana, sono i protagonisti dell’ultimo romanzo di Barbara Baraldi, “Lullaby – La ninna della morte”, edito da Castelvecchi.

Giada, la Bambina Nera, è quel tipo che da bambina si apprezza tanto e poi, ma con la quale, man mano che cresce, non si vuole più avere niente a che fare.

Marcello non è solo il classico scrittore fallito senza futuro, ma è il re di questa razza, visto che è costretto a mantenersi con la pensione della madre. (continua…)

Lullaby: La recensione di Non solo noir

4 apr

Barbara Baraldi: Lullaby – La ninna nanna della morte

Italia, oggi.

La vita di un imprecisato paesino di campagna(1), scorre lenta e monotona, come quella dei suoi abitanti: studenti più o meno ribelli persi tra casa, scuola e uscite “clandestine”; giovani casalinghe divise tra commissioni, cura dei figli e lavoretti per arrotondare; solidi padri di famiglia, seri, impegnati, ma sempre pronti a concedersi uno spritz al bar “da Gianni”; vecchie mamme moribonde, ma poi sempre vive e fin troppo vitali; aspiranti scrittori e rappresentanti, baristi annoiati, pensionati sentenziosi ecc. (continua…)

La recensione di Lullaby su Sololibri.net

29 mar

Vorrei volare via e non sentire più questo dolore“. In fondo, Marcello e Giada, i due protagonisti di questo romanzo, non sono poi tanto diversi. Per Giada anche “il cielo sembra una maschera di dolore“, lo guarda con speranza, come se da un momento all’altro un angelo potesse raggiungerla per salvarla, ma sa che non è così perchè il cielo è solo una notte buia piena di illusioni e lei è una che vuole stare con i piedi per terra, che ha smesso di credere nell’amore semplicemente vedendo i suoi che non si sono mai amati e il “suo” Mirko che le fa sembrare ogni gesto un favore più che un desiderio. (continua…)

Lullaby: la recensione del quotidiano La repubblica

26 mar

Un gotico rurale con qualche tinta noir

Repubblica — 23 marzo 2010   pagina 15   sezione: BOLOGNA

LULLABY è una canzone dei C u r e , a l b u m Disintegration, anno 1989. Uno dei loro dischi più belli. Gli anni ‘ 90 si apriranno con l’ album Wish, speranza, ma il decennio degli ‘ 80 si chiude all’ insegna del negativo. E una disintegrazione quasi totale si incontra in Lullaby. La ninna nanna della morte, l’ ultimo romanzo di Barbara Baraldi, fotografa, modella e scrittrice. Già autrice di diversi romanzi usciti per Zoe, Perdisa e Mondadori. E già dal 2006 è vincitrice di premi letterari, tra cui il Mario Casacci, Orme gialle e il prestigioso Gran giallo città di Cattolica. Nel 2008 La collezionista di sogni infranti (Perdisa) è addirittura finalista nella cinquina del pubblico al Premio Scerbanenco. Oggi, Lullaby inaugura la nuova collana Le Torpedini di Castelvecchi, e si propone come thriller gotico, ambientato in un paese di provincia, tra vizi privati e pubbliche virtù. Una ragazzina (Giada) di famiglia piccolo borghese, la sua compagna (Luana) di famiglia molto in vista, un uomo che sogna di fare lo scrittore (Marcello) e che accudisce la madre anziana, malata, arpia, e che ha un amico (Fede) con il quale i rapporti sono un po’ sui generis, tra battute cattive e scarsa intimità reale. È lo stesso Marcello, tra il serio e il faceto, che dà una definizione del libro, di cui è protagonista, di cui vorrebbe essere autore, di cuiè testimone: “un gotico rurale, con qualche velato ammiccamento al soprannaturale, e sfumature noir che non guastano mai”. Per gli amanti del genere, ci sono tutti gli ingredienti attesi: personaggi complementari, situazioni soffocanti, momenti di tensione, di paura, di orrore, follia e sangue, il picco di tensione nelle penultime pagine, prima del finale “consolatorio”, se così si può dire. Una colonna sonora tra il dark dei Bauhaus e il Vasco Rossi degli anni Ottanta, e relativi testi, entrano a far parte del romanzo, caratterizzando situazioni e personaggi, mentre telegiornali e telefilm riempiono ogni spazio possibile e immaginabile con la loro irrealtà allucinatoria. Il paese coi suoi silenzi e i suoi personaggi tradizionalie moderni (dal barista al piccolo spacciatore),è lo sfondo di apparente normalità in cui tutto può accadere. E accade. – ALBERTO SEBASTIANI

Link all’articolo nell’archivio de La repubblica

Lullaby: la recensione di Thriller cafe

23 mar

La copertina di Lullaby

Oggi su ThrillerCafé la regina del nuovo gotico italiano: Barbara Baraldi, e la sua mortale Lullaby.

Titolo: Lullaby
Autore: Barbara Baraldi
Editore: Castelvecchi
Anno di pubblicazione: 2010
Pagine: 232

Un cadavere già a pagina due avvisa il lettore su che tipo di libro abbia per le mani (se ancora non l’avesse capito), e qui al ThrillerCafé non smetteremo mai di sottolinearlo: questo tipo di libro ci piace!
Prolessi sanguinosa e ansiogena, per aprire Lullaly, poi una storia che rimbomba di dolori e frustrazioni, continuamente tesa, sempre sull’orlo di deflagrare in un’emorragia di rosso pronta a inondare il nero pece che la domina. Giada, Luana, Marcello: personaggi complicati, né buoni né cattivi, in balia di eventi che li travolgono, diversissimi tra loro ma accomunati da aneliti di riscatto, che si dibattono costretti da catene di solitudini e disprezzi.
Una trama ottimamente decostruita tra i rimbalzi di prospettive e scorci di vedute che si ricompone poco alla volta verso un finale di allucinante follia provinciale; una prosa curata, perfetta nell’adattare il registro ai protagonisti, cucita addosso ai narratori con precisione sartoriale.
Un romanzo, Lullaby, che semmai ce ne fosse stato bisogno conferma Barbara Baraldi come una delle voci più interessanti della narrativa di genere italiana.
Un romanzo di quelli che piacciono al ThrillerCafé.

Recensione pubblicata su ThrillerCafé

Lullaby – La recensione di Fabio Lotti (Thrillermagazine)

17 mar

Dentro di noi…

Lullaby di Barbara Baraldi, Castelvecchi 2010.

Quattro parti: Rivelazione, Illusione, Espiazione, Redenzione. Inizio con una vittima trovata uccisa da una ragazza o donna che sia. Personaggi principali: Marcello, scrittore mancato che non riesce a portare avanti il suo romanzo, nato podalico con un braccino corto, la mamma malata e assillante (la medicina, la medicina…), innamorato di una casalinga dal volto pallido, suo amico Fede e scambi di opinioni al bar di Gianni; Giada in lotta con i genitori, fidanzata con Mirko che si droga, bisognosa di affetto, di assicurazioni; Luana, la più bella della classe, la bionda celestiale, la Principessa, la regina delle fiabe.

Insieme ai problemi individuali, ai sogni, alle speranze, agli incubi, all’amore, all’odio, alla droga, al sesso, alle canzoni, ai turbamenti e alle contraddizioni adolescenziali (presentati con grande perizia psicologica), alla voglia matta di vivere e di morire, si insinuano alcuni temi della società di oggi: i diritti degli immigrati, il razzismo, la crisi del matrimonio e il grigiore dei rapporti quotidiani, la violenza sessuale e il bla bla degli esperti, anziani picchiati e derubati, la stupida violenza di ogni giorno.

E poi gli episodi e i personaggi che si intrecciano fra loro e l’uomo ucciso, presenza inquietante durante tutto il racconto (Già, chi l’ha ucciso?). E con lui altre vittime di un odio feroce, il fuoristrada scuro, Lullaby, la ninna nanna della morte, il coltello, il burattinaio,  la spiegazione finale come nel più classico dei mystery.

Psicologia penetrante, pensieri, riflessioni, ricordi, movimento, ombre e guizzi di luce, lo strazio della vita che alla fine continua imperterrita quasi con involontario umorismo (la medicina).

Prosa ora in prima persona, ora in terza attraverso un presente fermo e cocciuto. E Barbara Baraldi che entra ed esce da quegli animi, accenna, disegna, sfuma, spariglia le carte, colpisce, lascia il segno. Con grazia leggera, con tocco da artista. Un thriller del profondo e un giallo della mente.

OTTIMO

Fabio Lotti

Articolo apparso su Thrillermagazine (in coda a quello di Marilù Oliva)

Lullaby – La recensione di Marilu Oliva

16 mar

Lullaby, di Barbara Baraldi, Lullaby. La ninna nanna della morteNOIR – Castelvecchi – Le Torpedini – 2010 – pagine 232 – prezzo 15,00 euro – giudizio: eccellente

É mortale la ninna nanna che rintocca dark nell’ultimo romanzo di Barbara Baraldi, intitolato Lullaby, la ninna nanna della morte ed edito da Castelvecchi nella collana Le Torpedini.
Dopo la prolessi di un prologo insanguinato e proiettato nel futuro prossimo, la storia si divide in quattro capitoli che serbano già nel loro nome il paradigma di un percorso corvino: Rivelazione, Illusione, Espiazione, Redenzione.

Subito la scrittrice cala il lettore in una realtà paesana universale e verosimile. Gli elementi ci sono tutti: il bar, gli amici che poi così amici non sono ma si ritrovano legati per consuetudine, i pregiudizi, le diffidenze, i pettegolezzi, il microcosmo come specchio concentrato –e per questo più terrifico— di un male che dall’eternità attanaglia l’uomo. Ma lo specchio si rompe e allora arrivano i guai… (continua…)

Lullaby – La recensione di Milanonera

10 mar

di Eva Massari

Fragili e inquiete, le fate di Barbara Baraldi danzano sulle note di una ninnananna  punk.

Giada, una creatura della notte stretta nel suo universo buio e claustrofobico, e Luana, vibrante di luce nel suo nido di cristallo.

Facce opposte della stessa luna.

Per il mondo sono solo due adolescenti, compagne di scuola che vivono la loro favola fatta di chiacchiere, complicità e sogni da condividere, che se ne fottono dei patti con gli adulti e tessono  incerte la tela delle loro (continua…)