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	<title>Barbara Baraldi &#187; Lullaby</title>
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	<description>Sito ufficiale della scrittrice Barbara Baraldi</description>
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		<title>Lullaby, la farfalla di inchiostro e la proiezione onirica</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 16:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html" title="Lullaby, la farfalla di inchiostro e la proiezione onirica"></a>CondividiÈ uscita su Nero cafè una bellissima recensione di Lullaby &#8211; La ninna nanna della morte, firmata Luigi Bonaro. “Solo immagini fuggenti come una notte di mezza estate in cui credi che la giovinezza ti permetta di poter realizzare i <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html#more-1897'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html" title="Lullaby, la farfalla di inchiostro e la proiezione onirica"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-farfalla-di-inchiostro-e-la-proiezione-onirica.html"></g:plusone></div><p><em>È uscita su Nero cafè una bellissima recensione di Lullaby &#8211; La ninna nanna della morte, firmata Luigi Bonaro.</em></p>
<div id="attachment_336" class="wp-caption alignleft" style="width: 175px"><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2010/03/Lullaby-cover2.jpg" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1897" title="Lullaby-cover"><img class="size-full wp-image-336 " title="Lullaby-cover" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2010/03/Lullaby-cover2.jpg" alt="" width="165" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Lullaby - La ninna nanna della morte</p></div>
<p>“Solo immagini fuggenti come una notte di mezza estate in cui credi che la giovinezza ti permetta di poter realizzare i sogni. Una foto che sbiadisce man mano che ti avvicini per guardarla. Un tramonto che troppo in fretta si trasforma in una notte buia senza stelle e senza luna.”</p>
<p>Come in A Midsummer Night&#8217;s Dream, Barbara Baraldi ammanta il lettore di una nebbia fatata in virtù della quale ci si trova sognanti sul “limitare del bosco” già dalle prime pagine. Ma il bosco Shakespeariano da lei ricordato viene trasformato in incubo, un incubo quotidiano perché è così che succede sempre.</p>
<p>E, come sempre, è di scena l’inconscio, il bosco archetipico. Il lettore viene fatto accomodare, come davanti a un palcoscenico silenzioso, ed ecco che il sipario rosso si apre. In scena è presente la semplicità dei sentimenti contro la complessità degli istinti.</p>
<p>Il protagonista è l’oscurità, il ragno che arriva dolcemente attraverso le ombre del sole calante, cercando la paura nell’oscurità. Barbara ricorda il brano di Robert Smith e non a caso.</p>
<p>Lullaby mostra come nessuno sia buono o cattivo ma <span id="more-1897"></span>è evidente come tutti siano malati di umanità laddove l’istinto muove ciò che la ragione paralizza, il tutto con una sensibilità molto particolare e con una complessità che compare al lettore come rara semplicità. Come Bukowski, secondo cui “Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice”, così, nelle pagine del romanzo, è presente un narrare molto semplice che arriva dritto ai meandri dell’essere, mostrando ciò che in genere si tiene scrupolosamente nascosto, per consuetudine, per timore, pudore… o paura.</p>
<p>E, in risposta al solito maschilismo di Henry Chinaski, qui è una donna, una scrittrice geniale, a raccontare magistralmente la Paura, questa “farfalla nera d’inchiostro”, come Barbara ama immaginarla, che vola lontano man mano che la narrazione volge al termine.</p>
<p>Ė uno scrivere con gli occhi chiusi quello di Lullaby, una narrazione onirica e una traccia sfortunatamente troppo vicina alla realtà. Come in un sogno, i particolari dell’esperienza quotidiana vengono a essere rielaborati in una sorta di rappresentazione che è l’immagine di una realtà distorta e irreale, che è lo specchio della vita.</p>
<p>Giada, la ragazzina nera, è una giovane come tante. Ė ribelle e reagisce a un sistema sociale che perpetua e impone stereotipi sociali. Anche Marcello è un ragazzo come tanti. Marcello scrive e attende l’ispirazione davanti allo schermo nero di un computer, sullo sfondo di una vita che va sempre più in pezzi, non lavora, sua madre è malata, gli si secca il sangue. Questi sono gli eroi di Lullaby, i protagonisti, persone che la società attuale classificherebbe come ragazzina disadattata e disoccupato depresso. Ma Barbara sceglie loro, racconta le loro storie e dal loro punto di vista e poi gli dà nuovamente quella fiducia, quella voce che la società gli aveva tolto impunemente. Lullaby racconta l’orrore della disperazione nella vita di ogni giorno. Non ci sono personaggi straordinari né eventi soprannaturali in queste pagine, è semplicemente la vita, la storia degli umili, dei piccoli. Ė la verisimiglianza verghiana della Lupa, ma, al contempo, è l’orrore di quel luccichio della scure al sole, che si abbatte sul rifiuto sociale del diverso, quel rifiuto che tramuta gli uomini in mostri.</p>
<p>Per questo motivo Lullaby ha profondi riferimenti che hanno radici solide nella produzione letteraria del passato.</p>
<p>Non si può parlare di una vera e propria analogia con i Vinti verghiani, né con gli Umili manzoniani. Ai Vinti della Baraldi manca la lotta drammatica contro il destino e gli Umili di Lullaby non hanno la provvidenza divina che li guida nella storia. Tuttavia, si percepisce in tutto il testo una misteriosa aura sovrannaturale che non è esplicita, ma solo accennata, quasi come percepita dai personaggi attraverso coincidenze, piccoli indizi della presenza silenziosa di una realtà nascosta, il vero motore della storia, che scorre sotto le vite di questi due ragazzi semplici che chiedono solo di poter vivere.</p>
<p>La ragazzina nera, Giada, ricorda molto Rosso Malpelo, gli altri che “hanno paura di vederselo comparire dinanzi, coi capelli rossi e gli occhiacci grigi”. E anche di Giada molti hanno paura, ma lei, come Rosso Malpelo, ha poi un’umanità disarmante. Entrambi rappresentano una diversità sociale e i diversi colori, la ragazzina nera e il ragazzo rosso, sono simbolo di qualcosa. Entrambi, per la società, rappresentano il male, entrambi sono vittime di un disagio, entrambi vivono ai margini e pagano con l’ostracismo il loro desiderio di essere amati.</p>
<p>Se la caratterizzazione dei personaggi ricalca per certi versi una traccia verghiana, anche il prologo con la descrizione della natura presso l’acquedotto, ad esempio, ricorda molto le meravigliose rappresentazioni letterarie del primo novecento. Si pensi all’introduzione di Malaria:</p>
<p>“Vi nasce e vi muore il sole di brace, e la luna smorta, e la Puddara, che sembra navigare in un mare che svapori, e gli uccelli e le margherite bianche della primavera, e l&#8217;estate arsa, e vi passano in lunghe file nere le anitre nel nuvolo dell&#8217;autunno, e il fiume che luccica quasi fosse di metallo, fra le rive larghe e abbandonate, bianche, slabbrate, sparse di ciottoli”.</p>
<p>Dunque, sebbene vi sia un riferimento molto forte alla precedente tradizione letteraria, Barbara introduce il noir e lo fa senza fronzoli e, come fosse un pittore, aggiunge semplicemente al suo quadro dei nuovi elementi. Ma anche il Noir, in Lullaby, viene trattato in modo innovativo.</p>
<p>Non voglio dilungarmi oltre, ma un elemento molto interessante, oltre all’ironia che viene sapientemente gestita e alle altre innovazioni stilistiche portate nel genere dalla Baraldi, è il fatto che, diversamente dai romanzi Noir, dove le atmosfere sono molto cupe e oscure, qui sono descritti dei paesaggi molto caldi e luminosi.</p>
<p>Le atmosfere evocate dal romanzo non vengono assolutamente penalizzate per questo. Leggendo Lullaby, il Noir, il Nero si rivela, prorompe forte, dal fondo dalle passioni dei personaggi, e si insinua nel cuore di tutti noi.</p>
<p style="text-align: right;">Luigi Bonaro</p>
<p style="text-align: left;">Articolo pubblicato su <a href="http://nerocafe.blogspot.com/2011/08/lullaby-la-farfalla-dinchiostro-e-la.html" target="_blank">Nero cafè</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lullaby: la recensione del blog Il libro eterno</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 06:59:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-del-blog-il-libro-eterno.html" title="Lullaby: la recensione del blog Il libro eterno"></a>CondividiDue voci narranti, due generazioni diverse… Marcello è un aspirante scrittore quarantenne che vuole scrivere un bestseller ma la “dea ispirazione” non ha mai posato il suo sguardo benevolo su di lui… Giada è una ragazzina fragile e ribelle che <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-del-blog-il-libro-eterno.html#more-1090'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<p>Nella prima parte, le due voci narranti ci raccontano la loro storia, i problemi con la famiglia, i pregiudizi, le frustrazioni, le ambizioni e la voglia di cambiare la propria vita. Nella seconda parte iniziano gli omicidi e l&#8217;atmosfera cambia, diventa soffocante e si sente la paura e il senso d’angoscia dei protagonisti. Sullo sfondo un paesino di provincia che nasconde inquietanti segreti&#8230;</p>
<p>Lullaby mi è piaciuto, è il primo romanzo di Barbara Baraldi che leggo e non sarà certo l’ultimo.</p>
<p>A parte il suo stile, mi è piaciuto molto il tratteggio dei personaggi e l’ambientazione gotica (come la descrizione dell’ex acquedotto, scenario di inquietanti scoperte). Mi sono piaciute le citazioni di alcune canzoni famose ( come “lullaby” dei Cure e &#8220;heroes&#8221; di David Bowie) che descrivono gli stati d’animo dei protagonisti. E&#8217; stata una bella scoperta.</p>
<p>Consigliato<span id="more-1090"></span></p>
<p>Titolo: Lullaby. La ninna nanna della morte<br />
Autore: Barbara Baraldi<br />
Editore: Castelvecchi (collana Le torpedini)<br />
Data di Pubblicazione: 2010<br />
ISBN: 9788876153785</p>
<p>Articolo pubblicato su <a href="http://illibroeterno.blogspot.com/2010/11/lullaby-la-ninna-nanna-della-morte.html" target="_blank">Il libro eterno</a></p>
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		<title>Scarlett su Booksblog</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 06:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/scarlett-su-booksblog.html" title="Scarlett su Booksblog"></a>Condividi Su booksblog è apparso un articolo sul fantasy al femminile di Mondadori: Gens Arcana, di Cecilia Randall &#8211; Scarlett, di Barbara Baraldi &#8211; Reckless, di Cornelia Funke. Un estratto: Scarlett è una ragazza di 16 anni che, dalla natia <a href="http://www.barbarabaraldi.it/scarlett-su-booksblog.html#more-1011'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/scarlett-su-booksblog.html" title="Scarlett su Booksblog"></a><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.barbarabaraldi.it/scarlett-su-booksblog.html">Condividi</a></div><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-right: -40px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.barbarabaraldi.it/scarlett-su-booksblog.html"></g:plusone></div><p><a href="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2010/10/booksblog_logo.gif" class="fancyboxgroup" rel="gallery-1011" title="booksblog_logo"><img class="size-full wp-image-1012 alignnone" title="booksblog_logo" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2010/10/booksblog_logo.gif" alt="" width="246" height="54" /></a><em></em></p>
<p><em>Su <a href="http://www.booksblog.it/post/6746/gens-arcana-di-cecilia-randall-scarlett-di-barbara-baraldi-reckless-di-cornelia-funke-esempi-di-fantasy-femminile-per-mondadori" target="_blank">booksblog</a> è apparso un articolo sul fantasy al femminile di Mondadori: Gens Arcana, di Cecilia Randall &#8211; Scarlett, di Barbara Baraldi &#8211; Reckless, di Cornelia Funke.</em></p>
<p><em>Un estratto:</em></p>
<p>Scarlett è una ragazza di 16 anni che, dalla natia Cremona, si è dovuta trasferire a Siena con la famiglia. Dopo una prima parte di “vita adolescenziale”, in cui veniamo a conoscenza del suo carattere, dei suoi problemi, delle sue difficoltà, delle dinamiche familiari, delle sue nuove amicizie, dei nuovi ragazzi, e via dicendo (parte che serve al processo di identificazione lettore adolescente/protagonista e che è tipico della letteratura per ragazzi e YA), il romanzo entra nel vivo della storia.</p>
<p>Conosciamo, infatti, Mikeal, questo ragazzo dagli occhi chiarissimi, carismatico e bellissimo, che suona il basso nel gruppo dei Dead Stones. Scarlett rimane ipnotizzata e tra i due scatta qualcosa. Lentamente, mentre accadono fatti terribili, questa romantica e cupa storia d’amore nasce e si evolve, rivelandoci, a un certo punto, la vera, oscura, duplice natura di Mikeal e il suo triste destino di solitudine.</p>
<p>Il libro, che è scritto molto bene, ma anche in modo semplice, adatto a un pubblico giovane (forse un pochino “rapido”, in alcuni momenti), s’inquadra nel “filone” di cui fanno parte romanzi come Fallen, di Lauren Kate e Il bacio dell’angelo caduto, di Becca Fitzpatrick e, per alcuni aspetti (non vampirici), anche Twilight, di Stephenie Meyer. Scarlett, miscelando sentimenti, suspense, mistero e un tocco di horror, è assolutamente adatto a lettrici giovani e romantiche. Restiamo in attesa del seguito…</p>
<p><a href="http://www.booksblog.it/post/6746/gens-arcana-di-cecilia-randall-scarlett-di-barbara-baraldi-reckless-di-cornelia-funke-esempi-di-fantasy-femminile-per-mondadori" target="_blank">Continua qui</a></p>
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		<title>Lullaby: La recensione di Barbara Bracci dal forum «Scrittori d&#8217;Italia»</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 06:59:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-di-barbara-bracci-dal-forum-%c2%abscrittori-ditalia%c2%bb.html" title="Lullaby: La recensione di Barbara Bracci dal forum «Scrittori d&#039;Italia»"></a>Condividi“Lullaby-La ninna nanna della morte” è la storia di una principessa dell’Est e di un angelo spezzato. La bionda, luminosa, diligente Luana e Giada, Bambina Nera ribelle, due ali di un bruco diventato brutalmente farfalla, due tipi tratteggiati con mano decisa <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-di-barbara-bracci-dal-forum-%c2%abscrittori-ditalia%c2%bb.html#more-965'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<p>Ma tutti i personaggi di Barbara Baraldi sono <em>uno nessuno e centomila</em>, prismi da svelare senza lasciarsi ingannare dalle apparenze, uno su tutti Marcello, scrittore senza Musa e con una mamma opprimente, alienato a tal punto da confondere desideri, sogni, incubi e realtà (“<em><em>Sogni che diventano incubi, incubi che assomigliano alla realtà</em></em>”).<span id="more-965"></span></p>
<p>Creature della notte più o meno consapevoli e comunque incomprese da una piccola e mediocre realtà paesana fatta di chiacchiere al bar, pregiudizi, convenzioni e rigide appartenenze sociali. Ma la Baraldi è capace di rovesciare gli stereotipi, ed è così che la notte diventa luce, e la luce del sole proietta invece inquietanti ombre, dietro le quali si muove un insospettabile Burattinaio.</p>
<p>Una trama in cui ogni capitolo è nota dolente e necessaria di una trascinante e martellante melodia, di un cammino verso la Redenzione che passa per l’Espiazione e il sacrificio, nel quale ogni incontro, per quanto inaspettato, orienta la narrazione e nel quale l’equivoco diventa filo comune del destino, in una comunione indissolubile tra anime perse, in cerca di una salvezza e di un’identità.</p>
<p>Una crescita e una maturazione sentimentale vissute sulla pelle dagli stessi personaggi, beffati dalla Musa, dall’amore, dalla morte, dalla vita, desiderosi di volare via ( “<em>Vorrei volare via e non sentire più questo dolore”</em>) ma comunque decisi, nel macabro ballo in cui sono stati proiettati, a investigare e fare luce sul nero, misterioso groviglio. Ed è proprio dalla voce dei protagonisti e dalle loro emozioni che apprendiamo lo svolgersi della vicenda, dalle loro parole di sangue, dalle urla taciute, dal dolore e dalle pulsioni sotterranee che scorrono sotto una società di facciata capace di portare il rispetto dei propri valori fino alle conseguenze più estreme. Uno stile sottile, tagliente, immediato e visivo, quasi “grafico”, riscaldato dalla musica e dalla poesia.</p>
<p>Un romanzo che scava in verticale, nei sogni, negli incubi e nelle anime, e indaga in orizzontale, nelle pieghe oscure del quotidiano e ci insegna che “<em>non si conosce mai nessuno abbastanza</em>”.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Barbara Bracci</em></p>
<p><img src="http://angolonero.blogosfere.it/images/Lullaby-cover.jpg" alt="image" /></p>
<p>AUTORE Barbara Baraldi<br />
TITOLO Lullaby &#8211; La ninna nanna della morte<br />
EDITORE Castelvecchi<br />
COLLANA Le Torpedini<br />
Pagine 240<br />
Prezzo 15,00 euro</p>
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		<title>Lullaby: la recensione di Giovanni Pacchiano su Il sole 24 ore</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 15:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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<p>NarrItalia</p>
<h4>Ninnananna della morte</h4>
<p>«Lullaby», un riuscito noir di Barbara Baraldi, tra scrittori in panne, donne attratte da veri mascalzoni e bar di paese</p>
<p><em>di Giovanni Pacchiano<br />
</em>Lui, Marcello, lo scrittore, ha quarant&#8217;anni e non ha mai lavorato in vita sua. Vive con la pensione della mamma, che assiste, come se fosse il suo infermiere, molto di malavoglia. D&#8217;altra parte, lei è una vecchia lagnosa, assillata dalla paura costante che la scatola della sua medicina sia vuota. È stata sempre addosso al figlio, ed eccolo ridotto così, dipendente ancora da mammà e scrittore per finta: perché lui davanti al computer si blocca. No, l&#8217;ispirazione non è il suo <a href="http://www.banchedati.ilsole24ore.com/doc.get?uid=domenica-DO20100808026GAA" target="_blank">[leggi il resto]</a></p>
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		<title>Lullaby: la recensione de La libreria immaginaria</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 14:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-de-la-libreria-immaginaria.html" title="Lullaby: la recensione de La libreria immaginaria"></a>CondividiIl genere gotico ha una nuova, irresistibile, interprete. In un romanzo che racchiude tutto il suo potenziale evocativo, Barbara Baraldi ci regala uno squarcio quotidiano tra i più torbidi e realistici che si possano descrivere. I personaggi ti entrano dentro <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-de-la-libreria-immaginaria.html#more-782'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<p>Il genere gotico ha una nuova, irresistibile, interprete. In un romanzo che racchiude tutto il suo potenziale evocativo, Barbara Baraldi ci regala uno squarcio quotidiano tra i più torbidi e realistici che si possano descrivere. I personaggi ti entrano dentro come un ago sotto pelle per iniettare la dose quotidiana di macabra violenza. Quella di cui ci nutriamo la sera, a cena, davanti al telegiornale. Quella che ci fa rabbrividire al sol pensiero e ci fa riscoprire l’umanità che la vita quasi ci impone di cancellare.</p>
<p>Come per noi, anche loro si salvano per un soffio; un refolo di altruismo che spazza via il veleno dalle vene e lascia solo le scorie di brutti pensieri. C’é chi le espelle scrivendo, chi andando contro all’ingiustizia del mondo intero in maniera utopica e chi invece ne viene sopraffatto e trasforma la sua vita in quella di un mostro vendicativo. L’aspetto più angosciante é che il mostro é accanto a noi per tutto il tempo, palpabile. Proprio perché in bella mostra ci sorprende; sempre!</p>
<p>E’ quel genere di lettura che ci lascia il fiatone. Un libro che si fa sfogliare pagina per pagina chiedendoci: “e poi?”. La voglia di sapere quello che succederà é minata solo dalla paura di saperlo davvero. Lo sguardo che filtra tra le dita nelle scene di un film ad alta tensione. Inquietudine; la sottotraccia che destabilizza e rende insicure le indicazioni su chi é il colpevole. Dire che mi sono sentito toccato nel profondo é poca cosa. Dire che sono alla caccia di altri suoi libri é riduttivo. Dire che ho trovato pane per i miei denti da lettore é sacrosanta verità.</p>
<p>E dire che l’ho preso dallo scaffale con un filo di non curanza.</p>
<p>Grazie a dio l’ho preso.</p>
<p><em>Articolo pubblicato da ~ Ingelo su <a href="http://lalibreriaimmaginaria.splinder.com/post/22862419" target="_blank">La libreria immaginaria</a></em></p>
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		<title>Lullaby: La recensione di Giulia Guida per Liberidiscrivere</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-di-giulia-guida-per-liberidiscrivere.html" title="Lullaby: La recensione di Giulia Guida per Liberidiscrivere"></a>Condividi:: Recensione di Lullaby di Barbara Baraldi a cura di Giulia Guida &#8220;Come pagine strappate da un libro di favole.&#8221; [Rileggendo "Lullaby", B. Baraldi.] Giada si abbraccia stretta nella sua felpa scura, mette il muso a una primavera che le <a href="http://www.barbarabaraldi.it/lullaby-la-recensione-di-giulia-guida-per-liberidiscrivere.html#more-762'" class="more-link">more &#187;</a>]]></description>
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<div id="attachment_336" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><img class="size-medium wp-image-336" title="Lullaby-cover" src="http://www.barbarabaraldi.it/wp-content/uploads/2010/03/Lullaby-cover2-205x300.jpg" alt="Lullaby - La ninna nanna della morte" width="205" height="300" /><p class="wp-caption-text">Lullaby - La ninna nanna della morte</p></div>
<p>&#8220;Come pagine strappate da un libro di favole.&#8221; [Rileggendo "Lullaby", B. Baraldi.]</p>
<p>Giada si abbraccia stretta nella sua felpa scura, mette il muso a una primavera che le cade di traverso, a lei che non sa parlare altro che l&#8217;inverno. Che si sente figlia delle piogge acide. Nuvola di un temporale di novembre. Ci sono giorni in cui crede di stare per svanire, tutto la attraversa in trasparenza, non riesce più a ricalcare i suoi confini, a volte sente di non averli affatto, a volte vorrebbe gridare così forte da riuscire a disintegrarli. Giada non è quello che gli altri si aspetterebbero da lei. Non ha il decoro della famiglia borghese in cui è cresciuta, si veste come un maschio, esce di nascosto con Mirko, il figlio del panettiere- dicono che sia un cattivo ragazzo, uno che si droga, le piace perdere il contatto con la realtà, mentre i nodi si sciolgono dentro la polvere bianca.<span id="more-762"></span></p>
<p>Giada sta tutta in dieci unghie nere, tagliate con i denti, morse ai lati, pelle sbucciata. Giada sta  nelle sue mani di cartapesta, con quella voglia di rompere e spezzare che brucia solo dentro a chi ha quindici anni e in un modo o nell&#8217;altro finirà per averli per sempre.  Giada sta in una pelle da bambina, di un bianco rovente. Gocciola dentro un paio di occhi ametista spalancati su un vicolo cieco. Ed è un buio che non si racconta, perchè è un&#8217;oscurità clandestina, fatta di sotterfugi e desideri neri. E&#8217; la notte di chi ha quindici anni e non ha paura di dire la parola morte. E&#8217; il letargo ribelle dell&#8217;adolescenza, di chi non c&#8217;ha ancora fatto l&#8217;abitudine e vuole provare disprezzo per ciò che non condivide, di chi vuole conoscere l&#8217;amore e finisce per incontrarlo nella violenza.</p>
<p>Giada ha quindici anni e vuole morire con le cicatrici addosso. Ingoiare giù tutte le sue fragilità e avere qualcosa da raccontare che sia fuori dal comune. Che sia solo suo, che appartenga al suo mondo. Vuole scriversi nei suoi incubi, nelle sue ninnananne della morte, nelle sue labbra sbavate, nelle sue gambe nervose, nei suoi capelli distratti. Nei suoi occhi scarabocchiati, come appunti presi troppo in fretta. Giada si perde nella leggerezza blu di Luana, la sua principessa dell&#8217;Est, la porta con sè, mano nella mano, labbra contro labbra. Compagne di giochi, complici segrete, la protagonista e la sua aiutante magica unite contro l&#8217;incubo.</p>
<p>Marcello si guarda allo specchio, da lontano. Chiuso dentro una faccia giallo opaco, capelli scoloriti, una pelle ruvida, le prime rughe a tradire il ricordo che ha di sè. Non sorride, non ne ha mai avuto abbastanza coraggio. Quarant&#8217;anni quasi. Senza un lavoro, senza una donna. Scrittore in crisi creativa, da anni in cerca della musa giusta, pronto a sacrificare sangue, a mietere morte per la dea ispirazione. Quarant&#8217;anni vissuti attaccato al cordone ombelicale di una madre che non lo lascia respirare, una madre malata dietro cui continua a nascondersi. Quarant&#8217;anni passati ad accatastare scuse pur di non fuggire, per mascherare la sua inettitudine di fronte agli amici più cari, davanti a Federico, tutto preso dalle sue beghe familiari, da quella figlia uscita storta che non riesce proprio ad afferrare,  a mettere in riga, a capire. Marcello che passa le sue giornate di fronte a una pagina bianca del computer. Bianco sepolcro, bianco di ghiaccio, bianco senza battito cardiaco. Marcello che è  un uomo in attesa, si accarezza nella pancia la cattiveria di un bambino.</p>
<p>Giada e Marcello sembrano disegnati in una di quelle vecchie fiabe in cui il lieto fine può  essere solo un colpo di scena, ma non arriva mai davvero, non arriva mai alla fine. Uno di quei racconti in cui anche il male esiste e spesso finisce per avere la meglio. Qualsiasi lotta è vana, l&#8217;eroe deve morire o sentire la morte. Vederla accadere. Tutte le sue peripezie, altrimenti, non avrebbero alcun senso. Resta lui solo aggrappato ai bordi dell&#8217;ultima pagina. Vivo, certo, ma irriversibilmente solo. Il sangue e la morte sono gli oggetti magici necessari a ristabilire l&#8217;ordine iniziale, tornare a riappropriarsi della vita, ridare un valore alle parole,  ripulire gli anni dai silenzi meteoritici e dai detriti di bugie ammucchiati in ogni stanza.</p>
<p>Una serie di omicidi portano le loro strade ad incrociarsi. Il corpo di un ragazzo, in periferia, vicino a una baracca diroccata. Gli occhi sbarrati da una luce ferma, una mano di sangue contro il muro. E Giada che corre a perdifiato verso la strada, perchè non può far altro che tornare indietro e soffocare  in gola quell&#8217;urlo sfocato che le ha appannato gli occhi. E&#8217; con questa immagine che ha inizio &#8220;Lullaby&#8221;, romanzo corale di Barbara Baraldi, edito quest&#8217;anno da Castelvecchi.  Una scrittura stregata e vitale soprattutto nei capitoli dedicati a Giada. Più concreta, pensosa, riflessiva nelle parti in cui prende la parola Marcello.</p>
<p>La Baraldi aggiunge indubbiamente un&#8217;altra prova importante ai suoi lavori precedenti, avvicinandosi e discostandosi nei diversi passaggi dagli schemi convenzionali della letteratura gotica contemporanea, definizione da cui credo sia giusto prendere in parte le distanze in questo caso, per non correre il rischio di ricondurre l&#8217;intera struttura del romanzo alle dinamiche di base di un solo genere.Una Baraldi gotica, certo, ma senza troppe gabbie.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Giulia Guida</em></p>
<p>Articolo pubblicato su <a href="http://liberidiscrivere.splinder.com/post/22869738/recensione-di-lullaby-di-barbara-baraldi-a-cura-di-giulia-guida" target="_blank">Liberidiscrivere</a></p>
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		<title>Lullaby su Mondo Rosa Shokking</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:03:45 +0000</pubDate>
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<p><strong> Cos&#8217;è per te un romanzo?</strong><br />
Un mondo parallelo.</p>
<p><strong>Quando hai sentito di esser stata morsa dal talento per la prima  volta?</strong><br />
Quando da bambina tenevo incollati i miei fratelli più piccoli con le  mie storie di paura.</p>
<p><strong>Che percorso hai fatto per arrivare dove sei?</strong><br />
Accidentato. Un percorso fatto di duro lavoro e tanta umiltà, necessaria  per potersi migliorare.</p>
<p><strong>Fissa o precaria (come stato mentale, non solo come dato di fatto)</strong><em><br />
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<h3>Un anticipo della recensione di Carlotta Pistone di Lullaby:</h3>
<p><span>“Lullaby. La ninna nanna della morte”, un titolo che già  di per sé lascia poco spazio a fraintendimenti sul genere di lettura che  ci si appresta ad affrontare. Infatti<strong> il nuovo romanzo gotico  di Barbara Baraldi è un concentrato di orrore</strong>, paura e misteri,  corredato da elementi psicologici degni dei thriller più agghiaccianti.  Il tutto diluito in una narrazione tesa ma chiara, i cui macabri  tasselli si uniscono man mano per rivelare il colpo di scena finale.</span></p>
<p>Uno scrittore mancato, tormentato dall’incapacità di trovare ispirazione  per il suo romanzo giallo d’esordio. La Bambina Nera, una ragazzina  strana e problematica, adolescente incompresa e ribelle che contrappone  all’aspetto esteriore duro e cupo, una profonda fragilità interna. La  sua bellissima amica, la Principessa dell’Est, esempio di giovane  purezza e perfezione, che mira solo ad infrangere le pareti,  apparentemente dorate, della campana di vetro in cui è relegata.<br />
<strong>Marcello, Giada e Luana, questo l’eterogeneo trio di  protagonisti del romanzo</strong>, le cui strade si incrociano  all’improvviso lungo una scia di raccapriccianti omicidi, dove cadaveri  martoriati di personaggi più o meno insospettabili e slegati tra loro,  fanno una breve – e più che sufficiente… &#8211; apparizione sulla scena, per  poi scomparire senza lasciare tracce.</p>
<p><a href="http://www.mondorosashocking.com/Dalla-libreria-Rosa-Shokking/%E2%80%9CLullaby--La-ninna-nanna-della-morte%E2%80%9D" target="_blank"><em>Continua qui</em></a><em><br />
</em></p>
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		<title>Lullaby: la recensione di Claudio Vergnani su Stradanove</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 14:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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<div>Claudio Vergnani</div>
<h3>LULLABY. LA NINNA NANNA DELLA MORTE, BARBARA BARALDI</h3>
<h4>Gotico padano</h4>
<div><a href="javascript:popup('popimage.php?image=layout/upload/glullaby.jpg',%20200,%20307)"><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" title="La copertina" src="http://www.stradanove.net/v3/layout/upload/lullaby.jpg" alt="La  copertina" width="58" height="90" /></a></div>
<p><strong>Sempre più difficile scrivere storie senza ricorrere a cloni o  vuote iperboli, monaci investigatori, anatomopatologhe</strong> intelligenti circondate da ebeti, commissari nostrani un po’ cialtroni  sulle orme ormai sbiadite di un Camilleri quando non addirittura di un  Simenon. Ancora più difficile narrare una storia onesta, robusta,  inquietante la sua parte e – il che non guasta – verosimile.</p>
<p>Verosimile, quindi, originale e – rarissimo – anche efficace. L’autrice  non scrive feticci, né perde tempo per strada a limare e/o cesellare ciò  che altri hanno sgrezzato. Segue il suo cammino senza complessi.  Chapeau.</p>
<p>Chi scrive ha letto Lullaby – La Ninna nanna della  morte (Editore Castelvecchi – Le Torpedini) la notte successiva alla  presentazione dello stesso al Cinema Victoria. Un’unica tirata  (rarissimo). Qualche pausa per doccia,  colazione e allenamento e poi  alè, a testa bassa su questo noir (non gotico!, come a volte è stato  detto) , su questo noir, dicevamo,  sanguigno e frizzante della brava  (anche bella, ma in questa sede limitiamoci al brava) Barbara Baraldi,  statuaria scrittrice d’origine Mirandolese (in provincia di Modena).<br />
Una notte e un giorno, si diceva, per “bere” le 232 pagine che  ripercorrono i destini incrociati di Giada, Marcello, Luana, e di altri  comprimari, che poi comprimari a ben vedere non sono.</p>
<p>La materia è  difficile e irta di ostacoli – l’adolescente ribelle e incompresa può  far franare scrittori temprati nelle più robuste fucine -, ma Baraldi  governa il vascello della narrazione con piglio consumato, mano ferma e –  sopra ogni cosa – istinto di razza. E l’istinto, alla fin fine –  l’occhio – è tutto. Niente cadute di stile, niente ovvietà, la giusta  dose di introspezione e di  azione. Il sangue rimane sangue  e non si  trasforma mai in una stucchevole (e inefficace) colata scarlatta. Non vi  sono insistenze (o, quando ci sono, non appaiono tali). Capiamoci bene,  mica è da tutti.</p>
<p>Così come non è da tutti governare senza  sbarellare un cross di eventi/personaggi senza confondere il lettore o  costringerlo a ritornare indietro nella lettura per capire a che punto  si era.</p>
<p>Ci vuole talento.</p>
<p>Il libro è un susseguirsi di  circostanze allarmanti e delicate, di turpitudine e bellezza. C’è una  nobiltà d’animo perseguitata sul punto di essere annichilita (ma non  sempre, e comunque non del tutto) dallo strapotere di una quotidianità  greve e bovina, descritta senza forzature, senza bizantinismi, con  disarmante onestà e buon senso.</p>
<p>E’ con essa, con questa  quotidianità annientante – più  ancora che tra loro e con un fantomatico  assassino – che lottano i protagonisti. E’ la realtà che viene loro  concessa. La si può accettare e finire per farne parte, o la si può  rifiutare e rischiare di esserne spezzati. Ma non può essere una lotta  individuale. E come nella favola de I tre ciechi e l’elefante, solo  imparando a confrontarsi direttamente tra loro e non solo attraverso il  velo imposto dalla paura e dall’odio, i protagonisti riusciranno a  riappropriarsi della bellezza delle loro vite che credevano inesistente o  scomparsa.</p>
<p>Perché è per questo che i personaggi principali  lottano, più o meno consciamente;  non per le loro vite – che è pur  sempre istinto animale e come tale privo di merito – ma perché  intravedono – pur nel più profondo dell’orrore in cui vengono affondati –  la scintilla della bellezza . Senza la quale dell’orrore non ti liberi  veramente mai.</p>
<p>Da leggere, per toccare con mano come non  occorra ambientare una storia a New York o inseguire improbabili  vestigia Templari o stracciarsi (e stracciare) le palle tra enigmi  incomprensibili e insensati per essere godibili e originali.</p>
<p>Barbara  Baraldi, <strong>Lullaby. La ninna nanna della morte</strong>,  Castelvecchi (collana Le torpedini), pagg. 232, euro 15</p>
<p>L&#8217;autore  di questa recensione per Stradanove è il modenese <strong>Claudio  Vergnani</strong>, autore dell&#8217;ottimo <a href="http://www.stradanove.net/v3/sezioni.php?sezione=21&amp;id=1645">Il  XVIII Vampiro</a>, piccolo cult horror ambientato a Modena, di cui, nei  prossimi mesi, uscirà l&#8217;atteso seguito. Questa la sua curiosa  biografia:<em> &#8220;Svogliato studente di Liceo Classico e ancor più  svogliato studente di Giurisprudenza, preferisce passare il tempo  leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi  militare, sbarca il lunario alla meno peggio, passando da un mestiere  all’altro. Dalle palestre di body building alle ditte di trasporti, alle  agenzie di pubblicità, alle cooperative sociali, è sempre perennemente  fuori parte e costantemente in fuga. Il 18° vampiro è il suo primo  romanzo&#8221;.</em></p>
<p><em><a href="http://www.stradanove.net/v3/sezioni.php?sezione=21&amp;id=2680" target="_blank">Articolo pubblicato su Stradanove</a><br />
</em></p>
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		<title>Lullaby: La recensione di Angolonero</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 07:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luna</dc:creator>
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<strong>Lullaby &#8211; La ninna nanna della morte<br />
<span style="font-weight: normal;">Castelvecchi<br />
Pagine 240<br />
Prezzo 15,00 euro</span></strong></p>
<p>Ha il suono e la struttura di una favola il primo romanzo &#8220;maturo&#8221; di Barbara Baraldi, Lullaby(come la celebre e richiamata canzone dei Cure). Una favola nera, nello stile che la Baraldi ha &#8220;sposato&#8221; e che le è congeniale. Storie di vite ordinarie (quella di Giada e di Marcello, quella di Mirko e di Luana, quella di Fede) che si intrecciano in un&#8217;assurda spirale di follia casuale. Con un click, l&#8217;ovvio scivola nell&#8217;orrore e inizia la lotta contro il tempo per la sopravvivenza.</p>
<p>Diviso in quattro parti (Rivelazione, Illusione, Espiazione, Redenzione), Lullaby contiene gli elementi tipici della produzione della scrittrice emiliana. L&#8217;adolescenza vissuta come momento di transizione, grandi scoperte ed enormi dolori. La vita della provincia (una provincia non ben identificata, in un posto qualunque tra la via Emilia e il West). I rapporti familiari disgregati e peculiari. L&#8217;amore (anzi l&#8217;Amore, in varie forme). L&#8217;omicidio brutale e rituale. La catarsi finale, tipica delle fiabe (che non vuol dire per forza lieto fine).</p>
<p>Supportata da una scrittura efficace e melodiosa, la Baraldi intesse una ninna-nanna per i suoi lettori, che si immergono nel flusso della storia e si lasciano trasportare verso l&#8217;inatteso finale.</p>
<p>Uno dei meriti di Barbara Baraldi (un nome che suona bene, provate a pronunciarlo ad alta voce, scivola via a meraviglia) è quello di aver conquistato anche una fetta di pubblico giovane che la segue affascinato. Barbara non segue la moda del momento (quella dei vampiri e del soprannaturale), perché lei È la moda. La sua produzione è connotata da stile inconfondibile, personalità marcata, coerenza tra ciò che racconta e ciò che è. Non a caso, per la sua originalità, sta per essere pubblicata anche in inglese, privilegio riservato a non molti degli autori nostrani.</p>
<p>E scusate se è poco.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Alessandra Buccheri</em></p>
<p><a href="http://angolonero.blogosfere.it/2010/04/lullaby-di-barbara-baraldi.html" target="_blank"><em>Articolo pubblicato su Angolo nero</em></a></p>
<p><span style="line-height: 20px;"><br />
</span></p>
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