Cornelio e il fumetto di Carlo Lucarelli – intervista a Mauro Smocovich

Cornelio n.11Oggi ho incontrato Mauro Smocovich, scrittore, sceneggiatore, webmaster infaticabile nonché co-autore della serie a fumetti “Cornelio – delitti d’autore” per l’editore Star comics. Per chi ancora non lo conoscesse, Cornelio è l’alter ego fumettistico dello scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli, alle prese con una tremenda crisi di ispirazione che lo porta suo malgrado a rimanere coinvolto in casi di omicidio che solo la sua grande capacità deduttiva riesce a risolvere.

Ciao Mauro, è un vero piacere averti come ospite sul magazine di Sick girl. Le tue attività spaziano dalla scrittura, alla sceneggiatura di fumetti, il giornalismo, la cura di portali internet tra i più seguiti. Sei davvero infaticabile! Qual è il tuo segreto?

Il mio segreto è… che faccio anche tante altre cose nell’ombra, ma essendo un segreto non posso dire cosa. Comunque mi piace molto lavorare nell’ombra, si sta al fresco nelle giornate calde. Per quanto riguarda come riesca a fare quello che è visibile non ne ho idea nemmeno io, so solo che mi piacerebbe fare tanto altro ma non ci riesco.

Parliamo del fumetto di Cornelio, di cui non ho perso un episodio, e che hai creato insieme a Giuseppe di Bernardo e Carlo Lucarelli. Ma è vero o è una leggenda metropolitana che, quando ha saputo del progetto, Carlo Lucarelli vi voleva querelare?

Il fatto della querela è un aneddoto che abbiamo creato per rendere un po’ più pepate le interviste. Però che Carlo fosse titubante sull’utilizzazione del suo volto… questo è vero. C’è un aneddoto che molti non sanno e che racconto per la prima volta qui su Sick Girl. Il giorno che io e Giuseppe Di Bernardo siamo andati a parlare con l’editore vicino Perugia ci siamo fermati in un bar prima dell’incontro per prendere qualcosa da bere e fare il punto della situazione. Carlo Lucarelli aveva degli impegni e non è potuto essere presente. Allora, quando gli abbiamo telefonato per metterci d’accordo che di lì a poco sarebbe dovuto intervenire alla riunione con una telefonata in “viva voce”, Carlo ci ha chiesto se si poteva evitare che il volto di Cornelio fosse il suo! Io e Giuseppe siamo sbiancati in volto e la bibita che stavamo bevendo ci è andata di traverso. Abbiamo detto a Carlo che ci stavano aspettando per la riunione e che c’era il rischio di mandare all’aria tutto il progetto e così Carlo ci ha dato il via libera definitivo. Non abbiamo mai saputo se Carlo in quel momento stesse scherzando o stesse facendo sul serio. A me personalmente non è mai capitato (a meno che questo che ho raccontato non ne sia uno!) ma so che alle volte riesce a fare dei tremendi scherzi burloni.

Cornelio è uno scrittore affermato che ha perso l’ispirazione. Arrivati ormai alla conclusione della seconda miniserie, che consiglio darebbe a un aspirante scrittore, o a uno scrittore affetto da sindrome della pagina bianca?

Il trucco è semplice, macchiare la pagina scrivendo qualunque cosa gli venga in mente. In questo modo la pagina non sarà più bianca e l’ispirazione arriverà. Magari dopo una bella passeggiata che serve a prendere aria fresca e a sgranchire le idee.

Per quanto ti riguarda, hai trovato più difficoltà nell’affrontare la prima miniserie di sei puntate di Cornelio, che rivisita in chiave noir alcuni classici dell’horror, o la seconda miniserie, in cui avete rivisitato il mondo delle fiabe?

Non parlerei di difficoltà. Quelle non ci sono state in maniera particolare. Io le chiamerei sfide. E mi sono divertito molto ad affrontarle in tutt’e due le miniserie. Però mi sono sicuramente divertito di più nella parte dedicata alle favole. L’ho trovata più stuzzicante dal punto di vista creativo e spero di aver raggiunto dei buoni risultati.

Qual è l’episodio di Cornelio a cui sei legato di più, e perché?

Il numero 8, I bimbi perduti. Perché in quel momento ho trovato una mia dimensione nel raccontare le storie di Cornelio. Esisteva un soggetto di Giuseppe che a mano a mano che procedevo con la sceneggiatura ha preso tutt’altra strada diventando qualcosa di diverso, qualcosa di esclusivamente mio. E’ stato un bel momento perché credo che lì mi sia accorto veramente che potevo procedere ormai da solo. Ovviamente in seguito sono arrivate le conferme da parte degli altri, compreso l’editore che ha apprezzato il mio lavoro. Se ne potessi dire un altro direi il numero 11, mi sembra il più riuscito. E se ne potessi dire un altro ancora direi il prossimo, perché non è proprio detto che Cornelio finisca col numero 12, eh? Tenete gli occhi aperti!

Smocovich e LucarelliSu Cornelio vi hanno chiesto di tutto. Quindi vorrei chiederti, se vuoi, di raccontarci un episodio divertente, un aneddoto su un incontro o un avvenimento particolare legato all’esistenza del personaggio.

Ci sono tante cose che non sono state dette. Che so, che Cornelio non è nato all’improvviso e dal nulla ma che esisteva un soggetto che ho proposto ad un’altra casa editrice, scritto da me e approvato da Carlo. Il progetto è stato respinto ma uno dei responsabili mi ha telefonato per dirmi che se ci fossero state altre idee le avrebbero ascoltate volentieri. Invece di pensare a qualcos’altro ho cominciato a divertirmi con la vecchia storia e al posto del precedente protagonista ho messo un personaggio simile a Carlo e ne ho creato un altro che mi somigliasse e che facesse da aiutante, per divertirmi un po’ a vedere cosa ne veniva fuori. Da lì è nato Cornelio. Quando ne ho parlato con Giuseppe che ho conosciuto in Toscana durante una fiera, lui si è proposto subito per presentarmi alla Star Comics. Così ho voluto che Giuseppe rimanesse a far parte del progetto e lui ha creato Vanessa. Cornelio aveva già preso vita per conto suo e si apprestava a compiere i primi passi.

Dal fumetto al cinema: Cornelio ha già ispirato un cortometraggio. Pensi potrebbe aspirare a una vera e propria riduzione cinematografica? Nel caso, mi offro già da ora come comparsa 🙂

Be’ sì. Io credo che Cornelio abbia tutte le caratteristiche congeniali per finire sul grande schermo, compresa l’interazione con i fantasmi letterari che mi sembra una buona idea da sviluppare su pellicola. D’altronde è stato già fatto più volte. C’è azione, introspezione, fantasia, horror e divertimento e oltre che a un bel film, mi piacerebbe pensare a una serie televisiva. Però al momento non ci sono proposte del genere.

Puoi parlarci dei progetti su cui stai lavorando attualmente? Vedremo ancora insieme il trio Smocovich-Lucarelli-Di Bernardo, o per ora si parla solo di progetti individuali?

La miniserie di Cornelio terminerà col numero 12. Ma c’è qualcosa che bolle in pentola e… speriamo sia una buona minestra. Il prossimo progetto che sicuramente ci vedrà insieme come trio, io, Carlo e Giuseppe, è invece una antologia di storie a fumetti che sarà pubblicata dalla BD Edizioni. Il volume è a cura mia e le storie sono tratte da alcuni racconti di Carlo. Tra gli sceneggiatori, oltre me e Giuseppe, ci sono anche Luca Crovi, Diego Cajelli e Stefano Ascari. Il volume avrà la prefazione di Tito Faraci. Anche in questo caso ci sono alcune cosette che stanno cucinando lentamente… I disegnatori li mantengo segreti, il personaggio che lega tutte le storie, anche.

Come tradizione, l’ultima domanda è: puoi dirci qualcosa di “sick”?

Va bene un racconto? È di qualche anno fa:

SOTTO LE COPERTE
L’unghia che gratta sul piede è meno incisiva. Tutte le notti sotto le coperte mi graffiava le gambe. L’unghia, la mia, che gratta sul piede… è meno incisiva.
L’ho limata ieri.
Il polpaccio sul quale scivola il piede è più liscio. Tutte le notti raspava sotto le coperte e sulla pelle vibrava il suo ruvido nella mia testa. Il polpaccio, il mio, sul quale scivola il piede… è più liscio.
Mi sono rasata ieri.
Il pube sul quale strofino il mio polso è morbido adesso. Tutte le notti sfrigolava sotto le coperte e mi dava ai nervi. Il pube, il mio, sul quale strofino il mio polso… è morbido adesso.
L’ho depilato ieri.
Oggi. Mi sento, mi ascolto. Sono più morbida, più dolce.
Sotto le coperte, la mano che accarezza la mia natica non è mai la stessa e non è mai più liscia, meno incisiva.
Mai
Non è mai diversa anche se non è la stessa.
Non sente, che se io sono più liscia e meno incisiva… Non sente, che se io… che io, io… che è perché ho passato la lametta anche sul mio cuore, nel tentativo di rasarlo.

L’intervista è apparsa originariamente sul Magazine di Sickgirl

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