Imperfetto: intervista ad Alessandro Zannoni

Imperfetto di Alessandro Zannoni“Imperfetto” è il nuovo libro di Alessandro Zannoni. Storia tesa con protagonista un disilluso detective privato alla ricerca della soluzione di un caso apparentemente impossibile e allo stesso tempo immerso nel tentativo di risolvere la sua vita sentimentale. Ambientato perlopiù in Lunigiana, il romanzo ha già avuto una storia editoriale nel circuito alternativo, riscuotendo un grandissimo successo. Torna ora nella collana WalkieTalkie dell’editore Perdisa, che di Zannoni ha già pubblicato “Biondo 901”.

Ciao Alessandro, benvenuto su Sick girl. Per prima cosa vorrei che ci parlassi del personaggio del tuo romanzo, Merisi.
È soprattutto un uomo qualunque, con i problemi e le menate di tutti, in primis il rapporto con le donne, poi con se stesso riguardo alla vita e ai suoi traguardi. Nel raffigurarlo proprio nel compimento dei suoi 40 anni ho voluto estremizzare la situazione, mettendolo davanti al primo consuntivo che di solito si fa, come se i quaranta fossero un giro di boa. Che Merisi sia anche un investigatore è un fatto accessorio, poteva essere o fare un qualunque altro mestiere, ma ho deciso così perchè è quello che volevo fare da piccolo. Insomma, Merisi sono proprio io, in carta e ossa.

E ora vorrei chiedere al protagonista del tuo romanzo, Merisi, di presentare il suo autore: chi è Alessandro Zannoni oggi?
Alessandro, anni quarantasei, pluriseparato, padre di due figli, attualmente è l’uomo di Gabriella e svolge un lavoro molto fisico in un rimessaggio nautico in una darsena sul fiume Magra; proprio a quarant’anni ha stravolto la sua vita e sembra abbia trovato un piccolo spazio nel limbo della tranquillità, cosa che anch’io agognavo nel romanzo, e gli auguro di godersela appieno per tanto tempo. È un uomo forse troppo deciso nei giudizi e poco diplomatico, non ama per niente le mezze misure e i compromessi, e prende troppo sul serio quello che dice. Invece non si prende sul serio come scrittore, quando fa una presentazione sembra un cazzone capitato sul palco per caso, non si sa vendere né farsi pubblicità; è ancora uno di quelli che crede nel destino, poveretto, che pensa che se uno è bravo prima o poi sfonda… seee, se non era per Bernardi era ancora a stamparsi i libri da solo. Ma forse ha ragione lui, Bernardi è il suo destino.

Merisi nella sfera personale è combattuto tra l’amore di due donne. Nella sfera lavorativa, è incastrato tra la ricerca della verità e la necessità quasi politica di limitarsi a “fare carta” per un’indagine apparentemente impossibile. C’è una ragione in questo dualismo?
Se esiste una ragione credo che sia solo tecnica, di stesura della storia – anche se poi certi lettori trovano argomenti – e me li spiegano, anche – che inconsciamente ho messo nel testo; vorrei darti una risposta più filosoficamente e impegnatamene articolata ma proprio non posso. Oh, magari poi tra qualche giorno mi viene ma sarò in ritardo per fare bella figura… perdonatemi.

La storia d’amore di Merisi con Giulia ha un ruolo di primo piano nel romanzo, puoi parlarcene?
Uhm… cristo, ora devo sbottonarmi. La storia d’amore tra Merisi e Giulia è la ragione primaria della nascita di Imperfetto. È la storia vera tra me e la mia attuale compagna, nuda e cruda, così come è nata, e l’ho scritta – l’ho dovuta scrivere, tipo urgenza dello scrittore, così cara al mio amico Mauro Marcialis, eheheh ciao Maurone!- perchè sapevo che la mia ex avrebbe il romanzo e questa era l’unica maniera per spiegarle come sono andati i fatti. Come quasi tutti gli uomini soffro di codardia sentimentale e non sono riuscito a dirglielo di persona, quindi glielo ho scritto. È stato un po’ come andare dallo psicologo, mi sono svuotato e ora sono in pace con me stesso.

Ti chiedo di commentare questa frase tratta da Imperfetto, che mi pare emblematica del testo: “Rimarrò per sempre in un’aura di mistero”.
Significa che non tutto, nella vita, ci può essere svelato. Ed è così che si crea il mistero, poi il mito e la leggenda. Il caso di Jack the Ripper è emblematico. Nel caso di Imperfetto è solo una questione di schiaffi al lettore: chissà cosa si aspetta, alla fine della storia. Ed io lo lascio esattamente lì, nel mistero più profondo, ad interrogarsi su quello che ha letto.

Quanto della tua appartenenza ai luoghi descritti nel romanzo ha influenzato la trama? E quanto la tua precedente attività di antiquario?
Sono molto legato ai miei luoghi ma quando ne parlo non mi rifugio nella pura descrizione idilliaca, cerco di tirare fuori i lati negativi e meno noti di un posto incantevole. E la mia vita da antiquario è sempre presente nei romanzi, specialmente in questo, dove ho dato sfogo alla mia passione per Caravaggio.

Quali sono le tue fonti di ispirazione letterarie e cinematografiche?
Credo fermamente di essere influenzato da tutto quello che ho letto e visto, salvo poi rigettarlo su carta in maniera – spero – molto personale: film , telefilm, cartoni animati, fumetti, libri di qualsiasi genere… un film per tutti è La casa dalla finestre che ridono, un libro è Un amore di Buzzati – colpevolmente scoperto in ritardo – che è un grande insegnamento nell’uso della lingua italiana e della forza terrificante che assume la punteggiatura se saputa usare con maestria.

Parlaci della scelta di raccontare il killer attraverso il suo io narrante, mentre per Merisi la narrazione avviene in terza persona.
Ho dovuto giocoforza parlare in terza di Merisi per avere la possibilità di osservarmi da fuori e in qualche modo giudicarmi; se avessi scritto in prima sarei stato troppo di parte, cosa che adoro fare, quella di scrivere in prima persona, per una serie infinita di motivi che non voglio elencare perché fanno parte dei segreti dello scrittore! Ma che figata immedesimarsi per scrivere di un assassino e delle sue perversioni, delle elucubrazioni malate… divertente, molto, e anche impegnativo, perché si rischia di scrivere cagate da supermercato.

Puoi parlarci dei tuoi progetti letterari più a breve termine?
Passo questa domanda, mio malgrado, e non per mantenere un mistero: in questo periodo sono troppo impegnato a vivere la mia vita e la mia famiglia. Il nuovo romanzo che ho iniziato mesi e mesi fa aspetterà, tanto non ho angosce da mercato editoriale da soddisfare.

E per terminare come sempre l’intervista, puoi dirci qualcosa di “sick”?
Io sono dispari e non sono mai in pace col mondo. E voi?

Per saperne di più: Alessandro Zannoni su Facebook
Gruppo Perdisa editore

L’intervista originale è stata pubblicata sul Magazine di Sickgirl.

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