L’ombra del falco: intervista a Pierluigi Porazzi

L'ombra del falco (Marsilio)
L'ombra del falco (Marsilio)

Alla semplice vista dell’ombra del falco, i piccoli animali che ne sono prede si immobilizzano o scappano terrorizzati. Anche se sono appena nati, già sanno che è un predatore, è un’informazione scritta nel loro dna. L’ombra di un predatore umano sconvolge una tranquilla cittadina del Nordest. In una discarica viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Pochi giorni dopo, alla questura arriva una busta, che contiene una lettera e un dvd, con cui l’assassino sfida la polizia, e in particolare l’ex agente Alex Nero, che viene richiamato in servizio per tentare di catturare il serial killer. Questi gli avvenimenti raccontati all’inizio de “L’ombra del falco” (Marsilio), tesissimo thriller e atteso esordio in narrativa di Pierluigi Porazzi. Il fatto che questo esordio avvenga nella stessa collana del best seller “Uomini che odiano le donne” e gli altri libri della “Millenium trilogy” è indicativo: qualcosa si sta muovendo nel thriller italiano, e gli scrittori nostrani sono pronti per competere con i best seller stranieri. Gianluca Morozzi ha scritto de “L’ombra del falco”: «Questo, siete avvisati, non è il solito serial killer. Questo è un predatore. Questo fa paura. Avrete gli incubi per un bel po’, dopo aver letto questo romanzo.» A questo punto non ho potuto fare a meno che incontrare l’autore per una chiacchierata!

Ciao Pierluigi, benvenuto sul Magazine di Sick girl. Per prima cosa ti chiederei di presentarti ai nostri lettori. Chi è Pierluigi Porazzi?
Sono un giovane scrittore, da poco entrato nel mondo dei “professionisti”, appassionato da sempre di letteratura (divoratore di libri di tutti i generi) e di cinema.

Qual è stato il percorso che ti ha portato alla stesura de “L’ombra del falco”? Ti sei servito di una scaletta o ti sei affidato all’ispirazione?
Sono partito dall’idea di scrivere qualcosa di “nuovo” sulla figura del serial killer e da un abbozzo di trama. A questa traccia se ne è sovrapposta un’altra e poi, col tempo, si sono aggiunti personaggi, sottotrame e situazioni che compongono il risultato finale. Di solito, nella stesura di un racconto breve ho già la trama in testa, mentre per il romanzo ho visto che si sviluppa poco a poco.

Pensi sia difficile per un esordiente approdare al mondo dell’editoria? Vuoi parlarci del tuo caso?
Non è certamente facile. Basta aprire un qualsiasi sito internet dedicato alla scrittura per rendersi conto di quanti scrivano (e anche bene). Il mio percorso (e quello de “L’ombra del falco”) si può dire che sia iniziato con il Premio Tedeschi 2008: non ho vinto ma ho ricevuto una telefonata di Sergio Altieri che mi ha detto che il romanzo era stato apprezzato. Da questa enorme soddisfazione è iniziato tutto: la convinzione di aver scritto un romanzo valido e la proposta ad alcuni editori, tra cui Marsilio, che si è subito interessata al romanzo.

Pierluigi PorazziCosa si deve aspettare chi si appresta a leggere “L’ombra del falco”?
Un thriller a tinte forti, ma un romanzo che può essere apprezzato anche da chi non ama il genere.

Il serial killer è visto come un rapace che distende la sua ombra sulle vittime. Perché hai scelto questa metafora?
Perché secondo me si attaglia molto alla figura del serial killer. Gli assassini seriali sono sempre predatori in agguato, e tra le prede scelgono con cura quella che (per vari motivi) è la più vulnerabile, sviluppano un’abilità particolare, in questo, come i predatori animali.

Come ti sei documentato sul modus operandi dei serial killer? Ti sei ispirato a uno in particolare per costruire il tuo “falco”?
La criminologia mi ha sempre interessato, e negli anni ho letto parecchi testi e le storie dei più noti casi di serial killer. Nel romanzo ci sono riferimenti sia a casi reali che narrati da letteratura e cinema.

“L’ombra del falco” è narrato in terza persona al presente. Perché questa scelta? Pensi che il tempo presente possa dare una maggiore immedesimazione nel lettore?
Credo che il presente possa dare maggiore “velocità” al racconto, ma non ho nulla contro altri tempi verbali, anzi, ho scritto spesso racconti al passato remoto.

Puoi parlarci di Alex Nero, il protagonista? Come lo hai costruito? Ti sei ispirato a qualcuno di reale?
Direi uno dei protagonisti… “L’ombra del falco” è un romanzo corale, e questo credo sia anche uno dei suoi punti di forza. Per Alex Nero non ho tratto ispirazione dalla realtà, ho pensato a un personaggio un po’ ambiguo e realistico.

Con gli altri personaggi dipingi un mondo politico e istituzionale in mano a persone senza scrupoli e animati da sentimenti tutt’altro che benevoli. Cosa c’è di tuo tra le righe de “L’ombra del falco?” Forse condividi la visione del mondo che traspare?
Credo sia una visione realistica, forse anche un po’ cinica, ma non pessimista. La speranza comunque c’è, e si trova nei personaggi che, pur con una visione personale della morale e del “bene” (cosa che a mio parere è caratteristica del paese e dell’epoca in cui viviamo) ha comunque un fondo di valori irrinunciabili e un’etica che non ammette compromessi.

Puoi parlarci dei tuoi progetti futuri?
Be’, sicuramente un “sequel” de “L’ombra del falco”, ma stavolta lasciando “riposare” i serial killer…

E per salutarci ti chiedo di dirci qualcosa di “sick”, come al termine di ogni sick intervista che si rispetti 🙂
Be’, innanzi tutto ho un debole per le “sick girls”, le trovo molto stimolanti, amo il look “dark”, trovo molto sexy rossetto e smalto delle unghie neri…
Devo dire, poi, che uno dei più forti e riusciti personaggi della letteratura contemporanea, Lisbeth Salander, di Stieg Larsson, penso possa essere considerata una “sick girl”.
Termino con una citazione, da Edgar Allan Poe:
Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.
Grazie per l’intervista, mi fa particolarmente piacere apparire su Sick Magazine!

Per saperne di più:

Pierluigi Porazzi su Facebook

Marsilio editore

Intervista apparsa su Sick girl

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