Gli anni selvaggi: Dylan Dog 364 dal 29 dicembre in edicola!

dylan-dog-gli-anni-selvaggi-coverSave the date! Il 29 dicembre l’appuntamento è in edicola con Dylan Dog n.364 Gli anni selvaggi da me sceneggiato per i disegni del “maestro dell’oscurità” Nicola Mari.

Confesso che avrei voluto scrivere una lunga presentazione dell’albo, sulle motivazioni che mi hanno spinto a raccontare una parte del passato dell’Indagatore dell’Incubo mai affrontata prima e sulla grande responsabilità (o forse incoscienza) che questa scelta comporta, su cosa abbia significato confrontarmi con Tiziano Sclavi su alcune scene (quel giorno mi tremavano letteralmente le ginocchia) e sull’emozione di poter contare nuovamente sui disegni di Nicola dopo il successo de La mano sbagliata. Le sue tavole sono intense, appassionate, potenti, proprio come una ballata rock.

Ma poi ho pensato di lasciare la parola alla straordinaria copertina di Gigi Cavenago, che da novembre ha raccolto il testimone dell’immenso Angelo Stano, e soprattutto alla storia che troverete all’interno dell’albo. Ultimo, ma non ultimo, un ringraziamento a Roberto Recchioni, che per primo ha creduto in questa idea.

Spero che Gli anni selvaggi vi parli al cuore, perché è con il cuore che è stata scritta. È una storia sul rock’n’roll, ma soprattutto sull’amicizia, quella che… solo a vent’anni. E poi c’è un grande amore. Dentro c’è un mondo intero di riamandi, più o meno sottili, alle biografie delle band che hanno reso un po’ meno solitaria la mia adolescenza (insieme ai fumetti di Dylan, naturalmente!).

Per chi ha voglia di condividere le sue impressioni sulla storia e sui disegni, trovate sia me che Nicola su Facebook. Sono davvero trepidante (e terrorizzata insieme) di sapere cosa ne pensate. Nel frattempo, ho pensato di condividere con voi alcune delle canzoni che mi hanno ispirato durante la stesura. Si tratta di una playlist Spotify che ho creato come ideale colonna sonora per l’albo: ruvido, sofferto rock’n’roll nelle sue infinite declinazioni. La trovate qui: goo.gl/qFWN5t

Qui la recensione in anteprima dell’albo su Rolling stone Italia. Enjoy!

Tutto quello che c’è da sapere su Torture Garden numero uno

mari«Per seppellire il passato, devi prima riuscire a ucciderlo. È quello che si ripete Travis, ex poliziotto allo sbando con l’ossessione di trovare un serial killer che sembra sapere tutto di lui. È quello che non vuole sentirsi dire Annie, che si nasconde dietro lo pseudonimo di Lady Cassandra, implacabile mistress, che quel passato ha cercato inutilmente di dimenticare. Annie e Travis non avrebbero mai più voluto incontrarsi, sono nemici come solo due amici possono diventare. E non hanno niente in comune. Tranne un segreto che per tutta la vita si sono sforzati di proteggere. Un segreto così sconvolgente da aver condizionato ogni aspetto della loro esistenza. Un segreto che affonda le sue radici in un luogo chiamato Torture garden, e che il serial killer appare determinato a scoperchiare. Per sopravvivere, Annie e Travis devono scendere a patti con la loro parte più oscura. Ma possono davvro fidarsi l’uno dell’altra?»

Il numero uno di TORTURE GARDEN (Edizioni Inkiostro) ha finalmente visto la luce. Potete trovarlo in tutte le fumetterie (nel caso non ci sia, basta ordinarlo) o sullo SHOP ONLINE di Edizioni Inkiostro.

Cosa vi dovete aspettare? Si tratta del primo di una miniserie da TRE ALBI. Ogni albo contiene due episodi di trenta tavole ciascuno (per un totale di 64 pagine). Il costo? 5 euro e 90.

Ai pennelli Rossano Piccioni, Simone Delladio e Sofia Terzo. La copertina che vedete (REGULAR) è firmata dal Maestro Nicola Mari. Su Lo Spazio bianco trovate un’anteprima di tre tavole, una per ogni disegnatore. Basta cliccare QUI.

Torture Garden variant RincioneLa storia è nata dall’urgenza di raccontare alcuni aspetti della realtà che mi circonda. Mi capita di osservare che i rapporti, che siano di coppia, di amicizia, di lavoro, siano spesso influenzati dalle regole di dominazione e sottomissione. «Let’s play master and servant» recita una vecchia canzone dei Depeche Mode. «It’s a lot like life». Torture Garden assomiglia alla vita, è desiderio di esplorare il lato nascosto di ognuno di noi, e che a volte è tanto più oscuro quanto più è luminosa l’anima a cui appartiene. Lady Cassandra, la protagonista femminile della serie, è così: una mistress all’apparenza spietata ma che non si piega di fronte alle ingiustizie. È un angelo travestito da demone.

E poi c’è la mia ossessione per il passato. Il passato che torna sempre per chiudere i conti lasciati in sospeso. Per Travis, il protagonista maschile, il passato è come una bestia affamata che lo insegue con il suo carico di ricordi, di sensi di colpa, di paure. Per entrambi, c’è una linea rossa che fa da filo conduttore: la vendetta, che a volte diventa un’ossessione. Ma che a volte è anche l’unica certezza. Quella che avete appena letto è un breve stralcio dall’intervista che ho rilasciato a Lo Spazio bianco, in cui parlo più approfonditamente della serie. Per leggere il resto, cliccate QUI.

Per i collezionisti, segnalo la splendida copertina VARIANT firmata Giulio Rincione e prodotta in soli 300 esemplari numerati. La potete acquistare QUI, ma affrettatevi perché sta esaurendo!

Che dire ancora? Sarò felice di ricevere i vostri pareri, se avrete voglia di leggerlo. E, come sempre, raccoglierò le vostre foto con l’albo un uno speciale album fotografico dedicato a voi.

«Ispirato da una storia vera, Torture garden è la discesa negli inferi di una mente criminale, un incubo a mente lucida. Uno scontro con se stessi e con i propri fantasmi. Perché per seppellire il passato, devi riuscire a ucciderlo. Prima che lui uccida te».

Benvenuti nel Torture Garden: ci vediamo sabato 16 luglio al Riminicomix!

Torture Garden cover Mari
La cover dell’albo regular realizzata da Nicola Mari
Save the date! Sabato prossimo, il 16 luglio, mi troverete al Riminicomix per il lancio ufficiale della mia prima miniserie targata edizioni Inkiostro: finalmente, le porte del Torture Garden verranno spalancate e i suoi demoni sguinzagliati.

Potete vedere qui a lato la copertina realizzata dal Maestro Nicola Mari per il numero 1, dal titolo ANNIE.

La serie consterà in tutto di tre albi. Ogni albo conterrà 2 episodi di 30 tavole ciascuno (per un totale di 64 pagine), al costo di 5 euro e 90. I disegni sono opera di Rossano Piccioni, Simone Delladio e Sofia Terzo.

Al Riminicomix sarà anche possibile procurarsi una copia dell’albo con l’esclusiva cover variant disegnata da Giulio Rincione uno dei disegnatori della “new wave fumettistica” italiana che più apprezzo, al costo di 10 euro. Ne sono stati stampati solo trecento esemplari, e ogni copia è NUMERATA.

Dopo il termine della fiera, sarà possibile acquistare la versione regular dell’albo in fumetteria o tramite il sito ufficiale di Edizioni inkiostro.

Torture Garden variant Rincione
La versione variant del n.1 con copertina di Giulio Rincione

Su Lo Spazio bianco potete vedere alcune tavole in anteprima, o leggere un’intervista alla sottoscritta.

ATTENZIONE nel sito del Riminicomix è riportata la data di giovedì 14 luglio come presentazione ufficiale del numero 1 di Torture Garden, ma purtroppo è inesatta! Giovedì non ci sarò! In compenso, mi troverete allo stand Inkiostro per tutta la giornata di sabato 16 insieme ai disegnatori della serie per dediche e schizzi.

«Ispirato da una storia vera, Torture garden è la discesa negli inferi di una mente criminale, un incubo a mente lucida. Uno scontro con se stessi e con i propri fantasmi. Perché per seppellire il passato, devi riuscire a ucciderlo. Prima che lui uccida te».

Tutto quello che c’è da sapere su Torture Garden n. Zero

Torture-Garden-0«Per seppellire il passato, devi prima riuscire a ucciderlo. È quello che si ripete Travis, ex poliziotto allo sbando con l’ossessione di trovare un serial killer che sembra sapere tutto di lui. È quello che non vuole sentirsi dire Annie, che si nasconde dietro lo pseudonimo di Lady Cassandra, implacabile mistress, che quel passato ha cercato inutilmente di dimenticare. Annie e Travis non avrebbero mai più voluto incontrarsi, sono nemici come solo due amici possono diventare. E non hanno niente in comune. Tranne un segreto che per tutta la vita si sono sforzati di proteggere. Un segreto così sconvolgente da aver condizionato ogni aspetto della loro esistenza. Un segreto che affonda le sue radici in un luogo chiamato Torture garden, e che il serial killer appare determinato a scoperchiare. Per sopravvivere, Annie e Travis devono scendere a patti con la loro parte più oscura. Ma possono davvro fidarsi l’uno dell’altra?»

variantLa scorsa settimana vi ho introdotto alle atmosfere di Torture Garden – Il dolore è solo l’inizio, la mia prima miniserie edita Edizioni Inkiostro. Vi ho detto che la versione REGULAR del numero Zero sarà distribuita GRATUITAMENTE al Cartoomics 2016 (11-12-13 marzo, Milano). La copertina è del maestro Nicola Mari, i disegni di Rossano Piccioni (The Cannibal family, La Iena) e Simone Delladio (Paranoid Boyd).

Ma non vi ho ancora parlato delle DUE versioni VARIANT: B/W e a COLORI. La VARIANT in BIANCO e NERO del n. Zero, che presenta la versione alternativa della splendida copertina di Nicola Mari, è in ALLEGATO OMAGGIO per chi acquista il n.9 di The cannibal family. Potete acquistarla in FUMETTERIA (nel caso non ci sia, basta ordinarlo) o direttamente QUI, nel sito dell’editore.

INK TG0 VARIANT DIK coverMa non è tutto! Esiste una SECONDA VARIANT, pensata appositamente per i COLLEZIONISTI. Si tratta di un’EDIZIONE LIMITATISSIMA dell’albo, con pagine tutte a COLORI, su CARTA PREGIATA. Sono duecento copie, non una di più. La copertina è realizzata da Hugo Van Dik, colorista d’eccezione Andrea Tentori Montalto (Dragonero).

Come avere la variant a colori? Ci sono due strade, ma attenzione perché non ci saranno altri modi per aggiudicarvela:

Questa sera, sul sito Edizioni Inkiostro a partire dalle ore 20:00 si aprirà la vendita lampo per aggiudicarsi i PACK TORTURE GARDEN contenenti:
Torture VARIANT A COLORI (solo 200 pezzi numerati)
– Torture Regular Cartoomics 
– LITOGRAFIA NUMERATA by Nicola Mari (solo 200 pezzi numerati).  In VERSIONE PACK sono disponibili cento dei duecento albi. Per il link diretto al sito, cliccate QUI. I restanti cento albi a colori saranno venduti in fiera al CARTOOMICS.

Per chi vuole farsi firmare gli albi da me e dagli illustratori, sarò presente in fiera al Cartoomics il giorno sabato 12 e domenica 13 marzo, presso lo stand EDIZIONI INKIOSTRO.

La presentazione ufficiale della serie sarà l’ultimo giorno del Cartoomics, domenica 13 marzo alle ore 12:30, sala incontri AGORÀ UNO. Sarò presente insieme ai disegnatori e mi fermerò anche il pomeriggio per i firmacopie e le chiacchiere con i lettori.

Cliccando QUI, potete seguire anche la pagina ufficiale facebook di Torture garden, per non perdervi gli aggiornamenti e vedere in anteprima illustrazioni e novità.

Ispirato da una storia vera, Torture garden è la discesa negli inferi di una mente criminale, un incubo a mente lucida. Uno scontro con se stessi e con i propri fantasmi. Perché per seppellire il passato, devi riuscire a ucciderlo. Prima che lui uccida te.

Dylan Dog «La mano sbagliata»: i commenti della rete

Studio di Nicola Mari per una scena de «La mano sbagliata»
Studio di Nicola Mari per una scena de «La mano sbagliata»

La rete ha espresso il suo verdetto sull’albo di Dylan Dog La mano sbagliata da me sceneggiato e illustrato da Nicola Mari. Ecco alcuni stralci dai blog che ne hanno parlato. Vi ricordo che l’albo sarà in edicola fino alla fine di settembre, quindi non è tardi per aggiudicarvene una copia e… esprimere la vostra opinione!

Secondo Simone Stefanini di Dailybest «Dylan torna ad essere dark, i Joy Division fanno da colonna sonora e l’atmosfera che si respira non è troppo lontana da quella che si respirava sugli scalini di Campo di Marte a Firenze leggendo “Il lungo addio” mentre aspettavamo che aprisse il Palasport per vedere i Cure del Wish Tour».

Roberto Meattini su L’angolo Dylan-Dogghiano del blog La voce di Thalìa sostiene che «i lettori de La Mano Sbagliata si trovano davanti ad un albo che non esito a definire D.O.C. (Davvero di quelli Originali Cacchio!) La storia messa in piedi da Barbara Baraldi è un notevole giallo noir, avvolto da arte, psicologia e dall’oscurità che la dimensione mortale proietta sull’uomo. In parallelo, giocano un ruolo di primo piano le tavole del maestro Nicola Mari, che mette “nero su nero” il perfetto stile tetro e, per essere banali, Tim-Burtoniano, che completa questo albo e gli dà piena forma».

Per Gianluca Zanzottera di Le conseguenze del troppo tempo libero «Il numero 348 è un’opera così piena e completa dal lato visivo che non necessiterebbe quasi di alcun dialogo, segno dell’ottima coesione che si è instaurata tra disegnatore e scrittrice».

Scrive Emanuele Chisari di Avison magazine: «la storia di amore tra Dylan e Anita non segue le linee classiche degli amori dylaniati, ricca di scene dal sapore dolce ma anche morboso e disturbante, una su tutte il tenero bacio che Dylan stampa sull’arto mutilato di Anita. Una scena con una carica emotiva forte e magnificamente scritta che rimane in testa per ore».

Per Mattia Spadini di Comcsviews La mano sbagliata è «Un albo da amare con ossessione, senza provare alcuna vergogna».

Voce fuori dal coro quella di Michele Garofoli di Lo spazio bianco, secondo il quale «La sceneggiatrice, pur riuscendo a trasmettere bene l’atmosfera malata della vicenda, fallisce nel dare continuità alla storia».

Daniele Ramella su Caffè Saturno sostiene che «è evidente che l’ispirazione e l’atmosfera sono mutuate dai primi film di Dario Argento, ma l’autrice infonde nella trama e nelle situazioni una vena dark che da tempo non si vedeva nel secondo fumetto italiano più venduto. La matita e la china di Nicola Mari sono intinte nelle tenebre dell’incubo e riescono a creare qualcosa che, a sua volta, è arte, più che fumetto».

Copia di MARI_033 copia
Tavola di Nicola Mari per «La mano sbagliata»

Secondo Tonino Monti del Diabolik forum, «I personaggi sono ben allineati nei loro ruoli di sospetti e possibili vittime, nell’apparenza stilizzati in personalità ambigue, ma mai volgari, nella condizione di creare un rapporto che determini la propria supremazia».

Tim Tirelli nel suo blog ricorda che «DYLAN DOG, il fumetto intendo, sta cercando la sua strada, recentemente si è imposto cambiamenti, ha bruciato certezze che davamo per eterne, è chiaro che sia in una fase un po’ brumosa, le storie di BARBARA BARALDI potrebbero incidere non poco nel tracciare i sentieri giusti; il personaggio di ANITA NOVAK dà l’idea di essere qualcosa di più che la protagonista femminile di uno numero solo».

Glauco Silvestri, sul blog Stretto in un angolo, scrive: «Mi piace la femminilità dominante di quest’opera, e l’ambientazione cupa, noir. Il Dylan Dog 348 è un albo maturo, adulto, molto potente. E’ cambiato parecchio dal Dylan Dog che leggevo anni e anni fa. Si tratta di una evoluzione che in parte mi piace, che mi spinge a pensare che il rinnovamento sia orientato a far piacere la testata ad adulti, che poi erano i ragazzini di ieri, quelli che leggevano il Dylan dei primi anni…»

Per concludere questa rassegna, l’opinione di Sara Silvera di Mondo nerd: «Roberto Recchioni alla fine del suo brillante editoriale consiglia di ascoltare “Bela Lugosi’s Dead” dei Bauhaus durante la lettura de “La mano sbagliata” e di esprimere un commento a riguardo. Ho deciso di provare, spinta dalla curiosità. È assolutamente perfetta. Il brano ha la stessa funzione delle litanie durante i riti sciamanici: la linea di basso e il ritmo cadenzato della voce permettono una completa immersione nell’atmosfera della trama. Assolutamente inquietante. Che dire di più? Mille di questi albi».

Dylan Dog «La mano sbagliata» sul Corriere della Sera

La mano sbagliata continua a far parlare di sé sulla carta stampata. Sull’edizione bolognese del Corriere della Sera il 1 settembre è uscita un’intervista in cui parlo del mio rapporto con il personaggio creato da Tiziano Sclavi e delle suggestioni che mi hanno portato a scrivere la storia. Secondo Massimo Marino, l’autore dell’articolo: «Baraldi e Dylan Dog è un’unione felice».

Corriere-mano sbagliata

Dylan Dog «La mano sbagliata»: Le recensioni di Hermetical e Mangavorever!

11252158_809654725798087_7447243151376883901_nA un giorno dall’uscita ufficiale in edicola, la rete continua a proporre recensioni dell’albo di Dylan Dog «La mano sbagliata», scritto da me e disegnato da Nicola Mari. Oggi vi propongo uno stralcio dagli articoli apparsi sul blog Hermetical e sul portale Mangaforever.

Secondo Hermetical «Colpisce subito (e per tutta la storia) l’abilità della Baraldi, al suo esordio dylaniato, di offrire perfettamente il destro al talento artistico di Mari, mettendo in scena situazioni narrative che permettono di esaltare il tratto decadente di quello che è forse il più grande autore della “età argentea” di Dylan Dog.» Inoltre «l’albo si conferma un esordio eccezionalmente felice. Le nozze alchemiche tra Baraldi e Mari sono decisamente riuscite, e ci auguriamo di rivedere presto la regina dell’orrore in qualche nuova storia (perché non un duetto con Roi?) dove, nelle pozze di neri dylaniate, possa riversare la sua passione scarlatta.» Leggi il post completo qui.

Secondo Mangaforever «La carenza di personaggi di contorno caratterizzati con tale efficacia da restare impressi nella mente del lettore è stato uno dei motivi che ha portato le storie di Dylan Dog ad un evidente calo qualitativo. Anita Novak non avrà le peculiarità di una Bree Daniels o di una Lillie Connolly, amori storici e indimenticabili di Dylan, ma è una dark lady molto ben congegnata e di sicura presa grazie al raffinato lavoro di scrittura di Barbara Baraldi, al suo esordio sulla serie regolare.» Inoltre «la lettura trascina con buon ritmo ed è nella parte conclusiva che la storia fornisce gli apici emotivi di maggiore impatto, il thriller diventa psicologico, la scrittura si fa più affilata e s’intensifica la componente erotica con sequenze a tinte forti. Un Dylan affusolato e dallo sguardo malinconico si muove tra atmosfere dark e disturbanti, si stringe a sensuali figure femminili tra suggestivi giochi di luci e ombra, circondato da scenografie ricchissime e dipinti spaventosi di corpi straziati. L’angolazione d’inquadratura è sempre quella più efficace sul piano espressivo e i primi piani dei personaggi denotano forte intensità.» Leggi l’articolo completo qui.

 

Dylan Dog «La mano sbagliata»: La recensione in anteprima di Badcomics!

11252158_809654725798087_7447243151376883901_n

Sul portale Badcomics.it è uscita la recensione in anteprima del mio primo albo della serie regolare di Dylan Dog, «La mano sbagliata». Eccone uno stralcio!

[…] Anticipiamolo senza fronzoli: questo numero che abbiamo avuto il piacere di gustarci in anteprima ci è parso subito di notevole qualità, la miglior presentazione agli esigentissimi fan dell’Old Boy, attestando un grande acquisto per il team creativo dell’Indagatore dell’Incubo.

La trama intessuta sul mondo della pittura e incentrata sul fascino della coprotagonista, l’artista di successo Anita Novak, così come quello della conturbante rivale Rita Leigh, crea un trasporto immediato. Il soggetto è un noir ben congegnato in cui ognuno dei personaggi coinvolti è il potenziale assassino, anche se la principale sospettata è la stessa Anita, il cui estro si è votato alla rappresentazione maniacale della morte dopo un grave incidente subito.

La Baraldi dimostra di conoscere bene il mondo che ruota attorno a Craven Road n. 7, offrendoci una delle più convincenti interpretazioni dell’ispettore Carpenter e una personale e alternativa di Groucho, la cui comicità non è espressa tramite le consuete battute, ma riservandogli una vera e propria gag.

Il racconto è avvincente, intrigante e trasmette l’eleganza tipica di una penna femminile, ma grazie al supporto grafico di un superbo Nicola Mari, riversa tutta la sensualità, il raccapriccio e la morbosità della vicenda narrata…

Leggi l’articolo completo su Badcomics.it

Dylan Dog «La mano sbagliata»: La recensione in anteprima di c4comic!

11252158_809654725798087_7447243151376883901_nSul portale c4comic.it è uscita la prima recensione dell’albo n.348 di Dylan Dog «La mano sbagliata» che vede il mio esordio come sceneggiatrice sulla serie regolare dell’Indagatore dell’Incubo. Eccone uno stralcio!

TRA LA VITA E LA MORTE

Le mie aspettative e la curiosità intorno a questo albo di Dylan Dog erano a livelli inimmaginabili… tutta quest’ansia era giustificata? Risponderò nella maniera più sincera e personale possibile: Barbara Baraldi e Nicola Mari consegnano ai lettori dylaniati uno degli albi più riusciti del rilancio dell’old boy curato da Roberto Recchioni.
Barbara Baraldi è al suo esordio nella serie regolare mensile di una delle testate più monolitiche del fumetto italiano e ciò traspare chiaramente, non tanto per carenze dovute all’inesperienza (di cui non v’è traccia), ma per l’immenso amore e la cura riposta nel confezionare un albo destinato a rimanere nei cuori dei fan.
Dylan Dog sarà portato a ballare un valzer (metaforico e non) con due bellissime artiste: Anita Novak e Rita Leigh, rappresentanti rispettivamente morte e rinascita. Il tormentato eroe avrà il compito di investigare su alcuni omicidi che riprendono le stesse scene strazianti ed inquietanti dipinte da Anita.
Quest’albo si tinge di mille sfumature, vita e morte coesistono nella medesima arte elevandosi vicendevolmente. Questo fumetto tirerà fuori uno dei lati più amati di Dylan: il romanticismo irrazionale ed il suo continuo corteggiare ed essere corteggiato dalla trista mietitrice. I quadri di Anita mettono letteralmente i brividi, tuttavia non si può far a meno di ammirarli e rimanerne affascinati.

[…] Quest’albo si presenta come uno splendido connubio tra quanto ha fatto innamorare i lettori della prima ora ed il tentativo di rinnovo di una serie che merita non solo di sopravvivere ma di terrorizzare senza troppi riguardi migliaia di lettori. Barbara Baraldi conferma il talento e l’alchimia con il personaggiodimostrato nella storia breve scritta per il Color Fest, Nicola Mari impone la propria arte con una classe ed una cifra stilistica fuori misura.
La mano sbagliata non è semplicemente consigliato, è ciò per cui gli amanti di Dylan Dog ogni mese si recano in edicola sperando di trovare la storia che lascia il segno. Preparate i vostri tre euro e venti perché questa volta è andata proprio di lusso!

Articolo di Jacopo Cerretti. Leggi il testo completo su c4comic.it

Dylan Dog n.348 «La mano sbagliata» in edicola dal 28 agosto il mio esordio nella serie regolare!

dylan-dog«Anita Novak è una pittrice all’apice del successo. Ma un terribile incidente l’ha privata della mano destra. Da quel momento, la sua mano sinistra, come animata di vita propria, inizia a dipingere quasi autonomamente, rappresentando la morte. Spetta all’Indagatore dell’Incubo, ingaggiato dall’artista, scoprire il nesso tra gli omicidi tracciati sulla tela e quelli che avvengono nella realtà.»

Questa la trama del n.348 di Dylan Dog come anticipata dal sito di Sergio Bonelli Editore. Ma c’è qualcosa che non poteva essere scritto tra le righe di questa anteprima, e che ha a che fare con le emozioni che mi stanno avvolgendo a pochi giorni dall’uscita in edicola dell’albo, fissata per il 28 agosto. Così come è difficile definire ciò che significa per me esordire sulle pagine della serie regolare dell’Indagatore dell’Incubo e che ho cercato di spiegare in questo post. Dylan è il primo fumetto che ho acquistato quando ero ragazzina e che mi ha sempre accompagnato da allora. Insieme a Dylan mi sono spaventata, mi sono commossa, ho provato empatia per i «mostri». E oggi ho cercato di raccontare una storia “da incubo” con tutto il rispetto per il personaggio di Tiziano Sclavi.

Con La mano sbagliata ho voluto mettere in scena una storia crepuscolare, nera, e al tempo stesso sensuale. È un omaggio ai film noir degli anni Quaranta, quelli dall’atmosfera torbida, avvolgente, e con l’immancabile dark lady in grado di fare a pezzi ogni certezza del protagonista. E come in un film in bianco e nero, Dylan si trova diviso tra la fascinazione per la “pittrice degli orrori” Anita Novak e la sensualità “salvifica” della sua antagonista, la pittrice Rita Leigh.

Come alcuni sapranno, il titolo di lavorazione dell’albo era Le mani di una morta, tributo alla più grande autrice del gotico letterario italiano, quella Carolina Invernizio definita dai detrattori «la casalinga di Voghera» e che a loro rispondeva: «Dei miei critici ho un’allegra vendetta, perché le mie lettrici sono le loro mogli, le loro figlie». E sì, come molti di voi hanno già notato, Anita deve il suo cognome all’attrice protagonista de La donna che visse due volte del maestro del brivido Alfred Hitchcock.

Dylan finisce intrappolato al centro del labirinto di ossessioni evocate dalla Novak e dai suoi quadri, ed è come se ad uccidere sia proprio la dea che domina l’artista: Ispirazione. La stessa dea che, lo vedrete, ha guidato la mano di Nicola Mari che ha illustrato questa storia. Avere avuto la possibilità di lavorare con Nicola è stato un privilegio, lui ha reso vive le mie visioni, impregnando la carta del tormento dei protagonisti, rendendo le loro paure reali. Più di una volta nell’osservare le tavole mi sono trovata con gli occhi lucidi, in una sorta di sindrome di Stendhal in cui sentivo l’abisso che imprigiona i personaggi guardare a sua volta dentro di me.

11745360_10153016601652916_8371385108329938484_nAnita è, a suo modo, un «mostro». La menomazione che ha subito ha segnato per sempre la sua anima. Ma per il suo volto ho chiesto a Nicola di ispirarsi a Veronica Lake, che secondo Bette Davis era “la persona più bella mai arrivata a Hollywood”. Volevo che ogni volta che Anita entrasse in una stanza fosse “una specie di magia”, il tempo si fermasse come quando Barbara Stanwyck scende le scale nella celebre scena de La fiamma del peccato indossando, per la prima volta nella storia del cinema, una cavigliera.

Questa storia rappresenta per me una riflessione sul mondo dell’arte, l’arte che può darti l’illusione di toccare le nuvole, ma che ti può anche distruggere… perché a volte l’arte può essere dolorosa come il risveglio da un incubo.

Già da ora ringrazio tutti quelli che avranno voglia di perdere cinque minuti del loro tempo per raccontarmi cosa ne pensano di questa storia, se hanno apprezzato qualcosa dell’immaginario che evoca. E tutti coloro che, in qualche modo, condivideranno con me questa grande (e spaventosa) avventura.

Mystfest 2015: ci vediamo a Cattolica venerdì 26 e sabato 27 giugno!

10462721_10206258192508930_2967712284914521057_nSave the date! Il prossimo fine settimana – venerdì 26 e sabato 27 giugno – sarò ospite del Mystfest di Cattolica, uno degli appuntamenti più importanti in Italia dedicati al genere «giallo» letterario e cinematografico. Insieme a me, tra gli altri, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi e Franco Forte, ma trovate il programma completo del festival in calce all’articolo.

Sabato 27 giugno si concluderà il tour del film Nessuno siamo perfetti, il documentario su Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog.

Durante la serata avrò l’onore e il piacere di essere ospite insieme al regista Giancarlo Soldi, ma non è tutto. Saranno mostrate in anteprima alcune tavole magistralmente illustrate da Nicola Mari, tratte dalla mia sceneggiatura per Dylan Dog Le mani di una morta.

L’albo, il n.348 in uscita ad agosto, vede l’Indagatore dell’Incubo intrappolato nel labirinto di ossessioni di due dark ladies, per una storia dalle forti connotazioni gotiche.

Vi aspetto!

1463947_10206258193468954_8235017357439164729_n

 

Dylan Dog a Castiglione dei Pepoli: l’articolo su Repubblica

dylan castiglione

È uscito oggi sul quotidiano La Repubblica un articolo firmato Alberto Sebastiani sull’edizione 2014 di Crime City Comics dedicata a Dylan Dog a cui parteciperò domani e domenica. La bonus track dell’articolo? Un’anticipazione in assoluta anteprima della mia prima storia per la serie regolare dell’indagatore dell’incubo 😉

Se all’ombra del Big Ben vedete girare mostri e un tipo simile a Rupert Everett in giacca nera e camicia rossa al fianco di belle signore, mentre un buffo soggetto spara freddure di continuo e delle canzoni rock aleggiano nell’aria, allora i casi sono due: o siete in un albo di Dylan Dog, o siete a Castiglione dei Pepoli. Da oggi alle 18 a domenica, infatti, nella cittadina dell’appennino toscoemiliano va in scena “Crime City Comics: Dylan Dog”, tre giorni dedicati all’indagatore dell’incubo creato da Tiziano Sclavi per Sergio Bonelli Editore. Vi si prevedono incontri, un concorso musicale, uno di fumetti e cinque mostre su Dylan Dog, dedicate alle sue donne, ai mostri cattivi, ai freak buoni, alle tavole originali dei disegnatori ospiti della tre giorni e soprattutto al suo “nuovo inizio”, ossia la trasformazione che sta vivendo la testata, e che i lettori scopriranno l’autunno prossimo.

Questa è la mostra principale: “Dylan Dog: Downgrade”, nelle sale del Palazzo Comunale, ed è di fatto un’anteprima della cosiddetta “fase 2”, con tavole e personaggi delle origini accanto ai nuovi lavori: quindi, l’ispettore Bloch ma anche l’ispettore Carpenter, e Groucho si arma di smartphone. “Sarà un nuovo inizio ma fedele alle origini, un Dylan Dog innovatore, inquietante, che scatena domande in una Londra attuale, come quella dove vanno i giovani oggi coi voli low cost”, dice Barbara Baraldi, scrittrice gotica e già sceneggiatrice di storie brevi di Dylan Dog, coinvolta nella “fase 2” nella serie ufficiale con un albo in uscita nel 2015. “S’intitola Le mani di una morta, in onore di Carolina Invernizio, la disegna Nicola Mari ed è una storia con dark ladies, di orrore romantico, inquieta ma col brivido della commozione”.

Anche lei e Mari sono tra gli ospiti a Castiglione, con Roberto Recchioni (curatore della testata) e sceneggiatori, disegnatori e copertinisti: Gigi Cavenago, Angelo Stano, Paola Barbato, Luigi Piccatto, Alessandro Bilotta, Paolo Martinello. Oggi ci sarà una preview, domani aprono le mostre, gli stand della Bonelli e delle autoproduzioni, e comincia “There Will be Ink 24h Comics Contest”, un concorso per fumettisti: alle 11 in punto ai partecipanti viene data una busta con le indicazioni, e in sole 24 ore devono creare una storia a fumetti horror della lunghezza minima di 3 tavole. Una sfida notevole, come quella che comincia stasera per le band emergenti, il rock contest “Il trillo del diavolo”. Ma la sfida maggiore sarà conquistare una copia del catalogo della mostra “Downgrade”, in tiratura limitata, per cultori. Quante copie? Ovviamente 666.

Alberto Sebastiani

Leggi l’articolo su La Repubblica

Dylan Dog Crime City Comics: eventi e catalogo in 666 copie

crime_dylan_dog2014Il  25 – 26 – 27 LUGLIO 2014 sarò ospite di CRIME CITY COMICS: DYLAN DOG, a CASTIGLIONE DEI PEPOLI.

Di cosa si tratta?
La Londra dell’Indagatore dell’incubo sbarca sull’Appennino bolognese con otto quartieri tematici per festeggiare la svolta editoriale della testata.
Un’occasione per passeggiare da Piccadilly a Golconda in pochi passi. Ci saranno mostre tematiche, conferenze e contest, tutto incentrato su un unico tema: l’Indagatore dell’incubo.

Durante CRIME CITY COMICS: DYLAN DOG sarà possibile acquistare presso il bookshop della manifestazione il catalogo DOWNGRADE a tiratura limitata di 666 copie numerate, di cui le prime 100 conterranno il quartino addizionale con un disegno inedito di Nicola Mari. Il Catalogo ha 116 pagine e il percorso discorsivo che presenterà al lettore sarà legato a un confronto tra gli esordi della testata e i “nuovi esordi”, in una sorta di messa in identità dei due inizi che viene ulteriormente sottolineata dalle chiacchierate con gli autori, che si intervallano alle pagine dedicate alle tavole (del nuovo e vecchio corso). Gli interventi all’interno del volume sono di: ROBERTO RECCHIONI, NICOLA MARI, PAOLA BARBATO, ANGELO STANO, BARBARA BARALDI, LUIGI PICCATTO, GIGI CAVENAGO, ALESSANDRO BILOTTA e MAURO UZZEO.  Si tratterà di un volume di grande formato (33×24 cm.) reperibili soltanto alla manifestazione.

Per comodità vi sottolineo qui firmacopie e conferenza a cui parteciperò:

SABATO 26/07 

16:00 – Firme presso lo stand della SERGIO BONELLI EDITORE e il BOOKSHOP in compagnia di Roberto Recchioni, Nicola Mari, Angelo Stano, Paola Barbato, Barbara Baraldi, Luigi Piccatto, Alessandro Bilotta, Gigi Cavenago e Paolo Martinello.

18:00 – DOWNGRADE: Conferenza con gli Autori di Dylan Dog sulla FASE 2.

19:30 – Aperitivo e cena a cura dell’organizzazione con ospiti e addetti ai lavori, in un casolare nella frazione di Lagora.

Sarò inoltre presente per dare consigli a chi partecipa al contest 24H COMICS CONTEST che sfida i partecipanti a creare un fumetto in 24 ore.

DOMENICA 27/07

11:00 – Firme presso lo stand della SERGIO BONELLI EDITORE e il BOOKSHOP in compagnia di Roberto Recchioni, Nicola Mari, Angelo Stano, Paola Barbato, Barbara Baraldi, Luigi Piccatto, Alessandro Bilotta e Gigi Cavenago.

14:30 – Tavola rotonda degli autori per il giudizio del 24h Comics Contes.

17:30 – Firme presso lo stand della SERGIO BONELLI EDITORE e il BOOKSHOP in compagnia di Roberto Recchioni, Nicola Mari, Angelo Stano, Paola Barbato, Barbara Baraldi, Luigi Piccatto, Alessandro Bilotta e Gigi Cavenago.

19:45 – Aperitivo con gli Autori.

21:00 – CRIME CITY ROCK CONTEST: IL TRILLO DEL DIAVOLO
Finale con 2 band in gara.

22:00 – Premiazioni e saluti di chiusura del Festival

Il programma completo, potete trovarlo qui.

 

Dylan Dog, la soffitta e gli incubi che diventano realtà

Dylan Dog. Illustrazione di Nicola MariChe tipo di bambini eravate, voi? Io ero una bambina silenziosa, di quelle vagamente inquietanti che non ti accorgi quando ti arrivano alle spalle. E che magari ti sorprendono con una domanda difficile, di quelle a cui non sai se rispondere con un sorriso di circostanza o con un aforisma tratto da un libro. C’è una notizia di cui voglio parlarvi, oggi, ma devo partire da lì, quando ero alta “due mele o poco più” e avevo ereditato da un lontano cugino uno splendido action figure di… Skeletor! Gli mancava un braccio, ma a me la cosa piaceva un sacco. Non pensavo affatto che fosse soltanto un giocattolo di seconda mano e forse un po’ inconsueto per una bambina della mia età. Il braccio che gli mancava, per me, era un chiaro segno del suo coraggio.

Chissà quanti mostri aveva sconfitto durante le sue avventure, Skeletor. Nella mia immaginazione doveva trattarsi di un guerriero affidabile, uno che non mi avrebbe mai piantata in asso. Con lui avrei potuto fronteggiare i fantasmi che vivevano nella soffitta. A quei tempi abitavo con la mia famiglia nella casa di campagna dei miei nonni, un’autentica casa da film horror, dove gli specchi nascondono mondi paralleli e di notte i mobili scricchiolano. Ma era dalla soffitta che provenivano i rumori più sospetti, minacciosi. Per accedervi era necessario far scendere una scala cigolante da una botola. Che, naturalmente, mi era vietato anche solo nominare. Mio padre diceva che era troppo pericoloso, ma io ero certa che il vero motivo per cui non potevo salire in soffitta fosse un altro: il patto segreto che aveva siglato con i fantasmi. Perché, altrimenti, gli avrebbe consegnato tutti quegli scatoloni sigillati nei quali non mi era permesso sbirciare?

mariCosì, un pomeriggio, insieme al mio coraggioso alleato Skeletor, ho rubato una torcia elettrica e ho aperto la botola proibita. Riuscite a immaginare una prova di coraggio più grande per una bambina di sei anni con le ginocchia sbucciate? Be’, ora immaginate la mia sorpresa quando aprii il primo degli scatoloni e scoprii che… era pieno di fumetti! Erano i fumetti di mio padre, quelli da cui non era mai riuscito a separarsi perché, si diceva, i fumetti sono cose da ragazzini, mentre lui, ormai, era un uomo. Io penso che non si è mai abbastanza grandi per leggere un fumetto, ma questo, all’epoca, non ero ancora in grado di argomentarlo.

E così ho scoperto che la soffitta di casa era infestata, sì, ma di storie. Li ho letti tutti, i fumetti di mio padre, a partire dalla sua collezione di Alan Ford. Ma è stato da adolescente che ho cominciato a comprare una serie in cui mi riconoscevo più che in qualunque altra, il mio primo amore “di china”: Dylan Dog. Fantasmi, incubi, ossessioni. Li ho ritrovati tra le pagine prima ancora di sapere che, un giorno, l’indagatore dell’incubo l’avrei incontrato per davvero.

ba-sorrisoCosì, dopo la mia storia Il bottone di madreperla, uscita nel Color Fest, eccomi ad annunciare che sto lavorando alla mia prima sceneggiatura per la serie regolare. Una storia fatta di ossessioni che nasce dai fantasmi di quella soffitta. Una storia gotica che vorrei esprimesse la sensualità del lato oscuro. E sono grata a Roberto Recchioni, il curatore della serie, che ha creduto fortemente nel progetto al punto di assegnarmi come disegnatore il principe delle tenebre del fumetto italiano: Nicola Mari.

Io e Nicola uniremo le rispettive visioni crepuscolari. Averlo al mio fianco in questa avventura è come avere al mio fianco Skeletor, quando ero bambina. Salire i gradini cigolanti che portano a una soffitta buia e attraversare quella… zona del crepuscolo che confina tra l’immaginazione e la narrazione.