Dylan Dog «La mano sbagliata»: La recensione in anteprima di Badcomics!

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Sul portale Badcomics.it è uscita la recensione in anteprima del mio primo albo della serie regolare di Dylan Dog, «La mano sbagliata». Eccone uno stralcio!

[…] Anticipiamolo senza fronzoli: questo numero che abbiamo avuto il piacere di gustarci in anteprima ci è parso subito di notevole qualità, la miglior presentazione agli esigentissimi fan dell’Old Boy, attestando un grande acquisto per il team creativo dell’Indagatore dell’Incubo.

La trama intessuta sul mondo della pittura e incentrata sul fascino della coprotagonista, l’artista di successo Anita Novak, così come quello della conturbante rivale Rita Leigh, crea un trasporto immediato. Il soggetto è un noir ben congegnato in cui ognuno dei personaggi coinvolti è il potenziale assassino, anche se la principale sospettata è la stessa Anita, il cui estro si è votato alla rappresentazione maniacale della morte dopo un grave incidente subito.

La Baraldi dimostra di conoscere bene il mondo che ruota attorno a Craven Road n. 7, offrendoci una delle più convincenti interpretazioni dell’ispettore Carpenter e una personale e alternativa di Groucho, la cui comicità non è espressa tramite le consuete battute, ma riservandogli una vera e propria gag.

Il racconto è avvincente, intrigante e trasmette l’eleganza tipica di una penna femminile, ma grazie al supporto grafico di un superbo Nicola Mari, riversa tutta la sensualità, il raccapriccio e la morbosità della vicenda narrata…

Leggi l’articolo completo su Badcomics.it

Dylan Dog «La mano sbagliata»: La recensione in anteprima di c4comic!

11252158_809654725798087_7447243151376883901_nSul portale c4comic.it è uscita la prima recensione dell’albo n.348 di Dylan Dog «La mano sbagliata» che vede il mio esordio come sceneggiatrice sulla serie regolare dell’Indagatore dell’Incubo. Eccone uno stralcio!

TRA LA VITA E LA MORTE

Le mie aspettative e la curiosità intorno a questo albo di Dylan Dog erano a livelli inimmaginabili… tutta quest’ansia era giustificata? Risponderò nella maniera più sincera e personale possibile: Barbara Baraldi e Nicola Mari consegnano ai lettori dylaniati uno degli albi più riusciti del rilancio dell’old boy curato da Roberto Recchioni.
Barbara Baraldi è al suo esordio nella serie regolare mensile di una delle testate più monolitiche del fumetto italiano e ciò traspare chiaramente, non tanto per carenze dovute all’inesperienza (di cui non v’è traccia), ma per l’immenso amore e la cura riposta nel confezionare un albo destinato a rimanere nei cuori dei fan.
Dylan Dog sarà portato a ballare un valzer (metaforico e non) con due bellissime artiste: Anita Novak e Rita Leigh, rappresentanti rispettivamente morte e rinascita. Il tormentato eroe avrà il compito di investigare su alcuni omicidi che riprendono le stesse scene strazianti ed inquietanti dipinte da Anita.
Quest’albo si tinge di mille sfumature, vita e morte coesistono nella medesima arte elevandosi vicendevolmente. Questo fumetto tirerà fuori uno dei lati più amati di Dylan: il romanticismo irrazionale ed il suo continuo corteggiare ed essere corteggiato dalla trista mietitrice. I quadri di Anita mettono letteralmente i brividi, tuttavia non si può far a meno di ammirarli e rimanerne affascinati.

[…] Quest’albo si presenta come uno splendido connubio tra quanto ha fatto innamorare i lettori della prima ora ed il tentativo di rinnovo di una serie che merita non solo di sopravvivere ma di terrorizzare senza troppi riguardi migliaia di lettori. Barbara Baraldi conferma il talento e l’alchimia con il personaggiodimostrato nella storia breve scritta per il Color Fest, Nicola Mari impone la propria arte con una classe ed una cifra stilistica fuori misura.
La mano sbagliata non è semplicemente consigliato, è ciò per cui gli amanti di Dylan Dog ogni mese si recano in edicola sperando di trovare la storia che lascia il segno. Preparate i vostri tre euro e venti perché questa volta è andata proprio di lusso!

Articolo di Jacopo Cerretti. Leggi il testo completo su c4comic.it

Striges – La voce dell’ombra, la recensione di Sul Romanzo

L'illustrazione in copertina è di Nicoletta Ceccoli
L’illustrazione in copertina è di Nicoletta Ceccoli

Sul portale Sul Romanzo è uscita una bellissima recensione di Striges – La voce dell’ombra firmata da Stefano Verziaggi. Eccola!

Questa volta la Baraldi ha fatto centro. Proprio così, persino con l’articolo davanti al cognome: ma un motivo c’è, e poi lo scoprirete continuando a leggere. È uscito infatti in libreria Striges – La voce dell’ombra, il secondo capitolo della saga sulla strega Zoe iniziata appunto da Striges – La promessa immortale del 2013, sempre per Mondadori.

Capita che i sequel deludano. Inizio sempre un po’ fiacco, ripetizione di elementi già conosciuti per far ambientare il lettore, sviluppo di filoni che tutto sommato avevamo già immaginato. La voce dell’ombra inizia in modo del tutto inaspettato: avevamo lasciato Zoe, la nostra protagonista, in sella alla moto di Sebastian e in fuga da un destino già segnato che sembrava schiacciarli, e da cui invece sembrava giunto il momento di liberarsi. E invece, sin dalle prime pagine, ritroviamo Zoe da sola, in un ambiente che non conosce e che si rivela ben presto ostile. Di Sebastian, nessuna traccia. Tutto ciò che avevamo immaginato potesse avvenire viene radicalmente sovvertito dalla penna di Barbara, che cambia le nostre prospettive e ci costringe a seguire le storie della nostra eroina secondo i suoi tempi e i suoi ritmi.

Si tratta, senza dubbio, dell’aspetto che più mi ha colpito del secondo episodio della saga: la rinnovata capacità dell’autrice di tenermi e tenerci sempre incollati alla pagina, di non riuscire a intendere cosa succederà in seguito. Tale aspetto era già presente nel primo volume, ma ora diventa vorticoso e ben congegnato: si arriva a tre quarti del libro e ancora ci si chiede dove la storia andrà a parare, come sia possibile che ancora non siamo riusciti a comprendere i fili portanti della vicenda.

Davvero significativa e convincente, quindi, la prova di un’autrice che conosce a fondo le tecniche narrative, che racconta con sincerità ed equilibrio, che vuole comunicarci emozioni e anche riuscire a metterci in contatto con i sentimenti più profondi, e talvolta difficili da accettare, della sua protagonista. Non so se Baraldi porterà avanti questo percorso di scrittura, certo è che mi ha convinto la rinnovata maturità che ho ritrovato nel testo.Continua, quindi, la volontà di creare una letteratura per ragazzi e ragazze di qualità, che non faccia semplice uso di una facile magia o di vampiri, ma provi a rinnovare il genere senza naturalmente destabilizzarne le fondamenta.

Il cambio, in positivo, di marcia, si avverte anche in un modo nuovo di riutilizzare il patrimonio mitologico e delle leggende, a cui evidentemente il genere fa capo. Se nel primo volume l’aspetto dominante era, per forze di cose, la stregoneria, anche nei suoi rapporti con l’Inquisizione, ne La voce dell’ombra incontriamo nuove creature (per esempio, le fate) ed entriamo in contatto conun ampio patrimonio, che l’autrice utilizza e reinventa in modo disinibito ma competente; niente pasticci mitologici, insomma, ma revisione della nostra storia dell’immaginazione, anche con incursioni in altre creature.

Permane, ed arriviamo all’uso dell’articolo davanti al cognome, la spiccata nota femminile della voce narrante, che non ha paura di farsi sentire come donna e di rassegnarsi a un genere neutro o maschile, ma invece affonda con decisione sia nello sguardo femminile, che coglie particolari più cari a questa sensibilità, sia nel mondo dell’interiorità, analizzata con determinazione ma anche con le insicurezze e i vicoli ciechi propri dell’età tardo adolescenziale.

Nel complesso Striges – La voce dell’ombra si presenta come una promessa di un terzo volume in cui forse la grande battaglia che sta alle spalle di Zoe verrà affrontata con decisione, mettendo la nostra protagonista di fronte al suo destino: un destino che è più grande di lei, che lei probabilmente non accetta, come del resto avviene per tutti i nostri ragazzi e le nostre ragazze.

Stefano Verziaggi

Articolo pubblicato sul portale Sul Romanzo

Striges: la recensione su Starlight world

Prima presentazione ufficiale StrigesOggi vi propongo la recensione di Striges uscita sul blog Starlight world e firmata Starlight, blogger, lettrice e persona speciale per me. Infatti, ha fatto centinaia di chilometri per incontrarmi alla prima presentazione ufficiale di Striges, piena di entusiasmo e con un sorriso contagioso. Penso che questa recensione sia stata scritta con il cuore e la condivido con voi.

È da tanto che desidero parlare di questo libro, perché credo che incarni tutto quello che dovrebbe esserci in un dark fantasy che si rispetti.
Magia, introspezione, sentimenti e un amore impossibile.
Questo libro è scritto da un’autrice che rispetto con tutto il cuore e che ho l’onore di conoscere di persona: Barbara Baraldi.
Una donna che, quando la incontri, emana un’aura di assoluta dolcezza ma allo stesso tempo così misteriosa e dark che non puoi restarne rapito. E così sono i suoi libri: così magnetici e pieni di tante emozioni così contrastanti che non riesci a smettere di leggere.
Striges è, a mio parere, la prova di questo talento.
Una ragazza, Zoe, con una ferita nel cuore talmente profonda che difficilmente si può guarire, al compimento dei diciassette anni scopre di essere una strega.
Proprio così: una strega.
Ma non quelle con il capello, la verruca sul viso e la scopa magica, nono.
Una ragazza normalissima, molto bella ma dall’aspetto comune che scopre di possedere un potere immenso. Scopre inoltre che deve imparare presto a gestirlo perché una forza oscura incombe su di lei e tra questi vi è anche un giovane di nome Sebastian.
Immagine di Ilenia Persefone RestaniMa come può qualcuno che a malapena conosce suscitarle un battito irrefrenabile nel cuore?
E com’è possibile che l’unica persona che le abbia fatto battere il cuore possa ucciderla?
Bhe, non voglio fare troppe anticipazioni altrimenti nessuno lo leggerebbe. Ora voglio dare la mia personale opinione.

Ho comprato questo libro e l’ho finito in cinque sere precise. 465 pagine letteralmente divorate.
Non solo grazie allo stile scorrevole e mai pesante di Barbara, ma perché ogni capitolo era un’esperienza da cui non riuscivi a staccarti.
Ne finivo uno e subito volevo iniziare l’altro, anche se ciò magari mi teneva sveglia fino alle due di notte. Ma andavo a dormire ogni notte col cuore colmo di emozioni ed era un esperienza meravigliosa.
L’ambientazione milanese che l’autrice ha saputo dare mi ha fatto amare ancora di più il libro.
Milano, che viene sempre rappresentata come una città fin troppo inquinata e caotica per viverci (ed io lo so perché ci ho abitato per ben 10 anni.) in questo libro affascina, come un’antica città gotica e misteriosa e trovo che tutto questo si immedesimi perfettamente con il libro.
Insomma, per chi non conosce Milano o la conosce, questo libro gliela farà amare.

Libreria Mondadori Victoria Modena

Ora parliamo dei personaggi: ognuno stupendo e perfettamente curati nei dettagli.
Zoe: anima introversa e sola, graffiante come un gatto e lacerata dal dolore di una grave perdita e che trova nel pianoforte la sua pace, se così si può

dire. Scopre di possedere una qualità che all’inizio rifiuta, come l’amore. Ma è proprio attraverso queste cose che lei ha sempre rifiutato che finalmente trova uno scopo. Sebastian: misterioso, affascinante, seducente e fiero. Un personaggio tutto da amare, darebbe la vita per amore e per esso è disposto a ribellarsi alla sua stessa natura di Inquisitore. Ebbene sì, è un Inquisitore e non potrebbe amare una Strega. Ma tutto ciò in cui ha sempre creduto crolla davanti a Zoe e la sua anima è legata indissolubilmente a quella della giovane. Questi due personaggi li ho amati moltissimo, mi hanno suscitato tantissime emozioni: dal sorriso alle lacrime, dalla felicità all’angoscia, dal coraggio alla forza. Sono due Romeo e Giulietta molto moderni, ma se gli amanti antichi hanno trovato la loro unione, Zoe e Sebastian trovano nella Vita la forza di vivere il loro amore.
Ma questo libro raccoglie tanti altri personaggi.
Come Sam: mentore, amica, confidente.
Chloe: sorella, migliore amica, unico spiraglio di luce in una vita di solitudine.
Angelica: rivale, manipolatrice ma allo stesso tempo fragile ed insicura.
Mischa: custode e più di un amico, un componente essenziale nella vita di Zoe e un personaggio tutto da scoprire. Ogni personaggio ha la sua personale storia e questo è molto bello. Dare spazio a tutti i personaggi è estremamente complesso ma Barbara ci riesce in maniera divina, non cadendo mai nella noia e regalandoci continue emozioni.

Foto di Roberta RafanelliQuesto libro parla anche di famiglia…
La situazione di Zoe è molto complicata: la madre è morta a causa di uno strano incidente ed il padre, guardia notturna, reagisce al dolore cercando di cancellare dalla casa tutte le prove della sua esistenza e questo Zoe non lo accetta. Sua madre era il suo mondo e quando è morta nel suo cuore si è creata una crepa difficilmente guaribile, ma non vuole dimenticare sua madre. Lei era tutto e farà sempre parte di lei. Ed è proprio la madre ad aver lasciato a Zoe il dono più prezioso che non solo le cambierà la vita ma cambierà anche se stessa.

In questo libro vi è una forte crescita morale dei due personaggi, specialmente Zoe. All’inizio del libro è una sedicenne introversa e schiva a causa dei suoi occhi gialli che ricordano quelli di una civetta. Ma a differenza di volare via lei graffia come una gatta seducente. Ma col passare del libro, la scoperta della sua vera identità e l’amore per Sebastian hanno il potere di cambiare profondamente l’animo tormentato della giovane, rendendola capace di lottare per ciò a cui tiene e per il suo amore rinnegato da tutti. Insomma, questo libro è qualcosa che si deve leggere almeno una volta nella vita.
Ti rapisce, di catapulta in un mondo così maledettamente dark-fantasy ma anche così reale allo stesso tempo. Il mio consiglio è di leggerlo se amate Streghe, Inquisitori, intrigo e amori impossibili.
State certi che il romanzo di questa meravigliosa autrice non vi deluderà.

Le foto dalla prima presentazione ufficiale di Striges al Cinema Victoria di Modena sono di Giuseppe Reggiani. L’illustrazione con Zoe, Sebastian e Nosferatu è di Ilenia Persefone Restani, mentre l’ultima foto è della mia splendida lettrice Roberta Rafanelli.

Rassegna stampa: la recensione di Un sogno lungo un’estate su L’Arena

L’estate di Matilde nella campagna carica di mistero

LIBRO. Avvincente romanzo di Barbara Baraldi Un giallo per ragazzi sulle tappe che portano alla vita adulta

Il titolo di questo libro avvincente, Un sogno lungo un’estate di Barbara Baraldi (Einaudi Ragazzi, pagine 210, euro 10) è l’unica nota che stride in un contesto di armonia, sia di scrittura che di contenuti. Perché l’estate di Matilde, 14 anni, cellulare alla mano e scarpe All stars, è tutto fuorché un sogno, è un mese reale, che la apre ad una vita molto più adulta, al disvelamento di un segreto essenziale, che ne dischiude altri, alla costruzione delle basi di un rapporto diverso e più vero con la sua famiglia, zia compresa. Il romanzo, consigliato ai ragazzi dai 12 anni, si apre con una piccola tragedia: niente vacanze vere e proprie, la famiglia di Matilde non può permettersele perché il papà è in cassa integrazione.

Si parte, quindi, alla volta della campagna e alla casa di zia Isabella, parente semisconosciuta. Matilde è furiosa, vorrebbe partire per la Sardegna con la sua amica Veronica, alla quale lancia sms sdegnati, ma i suoi sono irremovibili.

Subito la campagna le appare ostile, zia Isabella algida e scontrosa, i suoi genitori chiusi nel loro mondo: papà felice perché ha trovato un vecchio amico d’infanzia che gli ha offerto un lavoro, la mamma chiusa nello studio con il suo computer portabile. È specialmente per mamma che Matilde soffre: mamma è una scrittrice di favole e finora le ha sempre permesso di condividerle, facendogliele leggere. Ma ora ha cambiato la parola d’accesso al suo computer, gli occhi azzurri le sono diventati grigi dalla malinconia e al suo collo è comparsa una chiave misteriosa.

Inoltre la casa stessa, antica e opprimente, intimorisce Matilde coi suoi giochi di specchi, un biondo bimbo misterioso si inserisce a tradimento nei suoi sogni e, sullo sfondo si profila un vecchio mulino, Ca’ Stella, che nasconde un mistero. La scrittura della giovane autrice è molto sapiente nel costruire un’atmosfera cupa, che fa pensare al noir, non per niente è anche autrice di romanzi gialli ed è protagonista di Italian Noir, documentario prodotto dalla BBC. Molto apprezzabile il fatto che sappia inserire una bella fiaba nella storia, quella scritta dalla madre di Matilde. Abbiamo, quindi, un libro nel libro.

Ma ciò che è più felice è il suo immedesimarsi pienamente in una quattordicenne, alle prese, tra l’altro, con la magia del primo amore. Azzecatissima la descrizione del primo bacio sotto un cielo reso incandescente dai fuochi d’artificio di fine estate, che si riflettono sul laghetto dei salici, frequentato dai due ragazzi. E poi, sempre grazie all’abilità della trama tutto trova un senso. Il caleidoscopio pauroso si ricompone. Sono le cose più antiche, quelle campestri, che Matilde trova ricche di prodigi e sortilegi, più affascinanti di cellulari e i pod. Non manca un balzo nella grande Storia, affascinante come un giallo, ma ricca di insegnamenti. Matilde tornerà a Milano molto più ricca dentro di quando è partita. Un libro da consigliare, questo Un sogno lungo un’estate e un’autrice da tener d’occhio, anche per l’affetto che mette e, si sente, in ciò che fa, per la grazia verso il tutto e il particolare.

Alessandra Milanese

Articolo pubblicato il 26 agosto 2012 su L’Arena

Lullaby, la farfalla di inchiostro e la proiezione onirica

È uscita su Nero cafè una bellissima recensione di Lullaby – La ninna nanna della morte, firmata Luigi Bonaro.

Lullaby - La ninna nanna della morte

“Solo immagini fuggenti come una notte di mezza estate in cui credi che la giovinezza ti permetta di poter realizzare i sogni. Una foto che sbiadisce man mano che ti avvicini per guardarla. Un tramonto che troppo in fretta si trasforma in una notte buia senza stelle e senza luna.”

Come in A Midsummer Night’s Dream, Barbara Baraldi ammanta il lettore di una nebbia fatata in virtù della quale ci si trova sognanti sul “limitare del bosco” già dalle prime pagine. Ma il bosco Shakespeariano da lei ricordato viene trasformato in incubo, un incubo quotidiano perché è così che succede sempre.

E, come sempre, è di scena l’inconscio, il bosco archetipico. Il lettore viene fatto accomodare, come davanti a un palcoscenico silenzioso, ed ecco che il sipario rosso si apre. In scena è presente la semplicità dei sentimenti contro la complessità degli istinti.

Il protagonista è l’oscurità, il ragno che arriva dolcemente attraverso le ombre del sole calante, cercando la paura nell’oscurità. Barbara ricorda il brano di Robert Smith e non a caso.

Lullaby mostra come nessuno sia buono o cattivo ma Continue reading

La bambola dagli occhi di cristallo: la recensione di Sergio Rotino su L’informazione

È datata 29 giugno la recensione di Sergio Rotino del mio romanzo «La bambola dagli occhi di cristallo», e pubblicata sul quotidiano L’informazione.

La bambola dagli occhi di cristallo

La bambola che odia gli uomini. L’ultimo di Barbara Baraldi

Il titolo dell’ultimo thriller licenziato da Barbara Baraldi, La bambola dagli occhi di cristallo (Castelvecchi, pp. 248, 16 euro), ricorda un Dario Argento d’antàn. Di certo, come nelle opere del grande maestro, nel lavoro dell’autrice emiliana non mancano sangue e violenza, narrati però con una scrittura femminile, attenta alla messa in scena e alla focalizzazione dei dettagli. A tratti La bambola, presentato alle 18 alla Feltrinelli-Galvani dall’autrice con Mirella Malaguti, sembra avere i natali nell’oscura opera prima di un altro cineasta, l’americano Abel Ferrara, che nel 1980 debutta con L’angelo della vendetta. La trama del film per come la recita il Morandini è: «ragazza muta, vittima di un duplice stupro, si arma di pistola e fa piazza pulita di ogni maschio che sembra meritarselo, ma il suo giudizio non è particolarmente selettivo». Storia cupa, immersa in una New York notturna il cui eco ritroviamo nel romanzo di Baraldi, anch’esso cupo, violento, che offre una Bologna altrettanto notturna, spogliata di qualsivoglia bonomia. Al centro di entrambe le opere, una figura femminile che si fa giustizia da sola. Ma Baraldi gioca a innalzare la posta e a depistare mettendo in pagina almeno quattro protagoniste: la bionda e solitaria Eva; la medium Viola (ecco Argento che ritorna), bella rossa che subisce i soprusi del delinquentello Nunzio; Giulia, collega di Eva, Samantha, tipica iperbellona. Le loro vicende creano il romanzo, al cui interno uomini che molestano o stuprano donne muoiono per mano di una assassina seriale, bionda e con gli occhi azzurri. Indubbiamente il colpevole è fra loro quattro, ma spetta al lettore scoprirlo.

Sergio Rotino

Articolo pubblicato sul quotidiano L’informazione

«Scarlett – Il bacio del demone» e «La bambola dagli occhi di cristallo»: La recensione del quotidiano La repubblica

È uscita il 28 giugno sul quotidiano La repubblica una bella recensione dei miei più recenti romanzi: «La bambola dagli occhi di cristallo» (Castelvecchi) e «Scarlett – Il bacio del demone» (Mondadori)

Scarlett e La bambola su La repubblica

Il gotico italiano della Baraldi nelle città di bambole e demoni

BARBARA Baraldi ha ormai tanti estimatori fra critici, scrittori e lettori. Per molti è la regina del cosiddetto “gotico italiano”, in cui si mescola thriller, horror, romanticismo e altro. Ora è in libreria con due nuove uscite. La bambola dagli occhi di cristallo (Castelvecchi, presentazione domani alle 18 alla Feltrinelli di piazza Galvani) e Scarlett – Il bacio del demone (Mondadori).

Il primo, già apparso per le stesse edizioni Mondadori, è un thriller che cattura il lettore, il secondo una storia senese tra demoni, amori e delitti. Due vicende apparentemente lontane. La Bambola è ambientato in una Bologna cupa e criminale, con l’ennesimo serial killer sotto le Torri. Quando Massimo Moscati scrisse l’introduzione a I delitti del gruppo 13, nel 1992, forse non immaginava che l’ aumento della criminalità e l’insicurezza generalizzata avrebbero generato tante morti di carta all’ ombra di San Petronio.

Eppure i casi si moltiplicano. Gli scrittori che raccontano omicidi seriali bolognesi sono sempre più. La Baraldi ne mette in scena uno femminile, capace, come altri personaggi femminili, di incuriosire, interessare alla sua storia, alla sua psicologia, in una costellazione di frammenti narrativi che si snodano tra le indagini dell’ispettore Marconi e la sanguinosa situazione felsinea, ricca di indizi sapientemente diffusi nel racconto della scrittrice modenese, che risolve il plot in una chiave cupa senza redenzione né consolazione. Sotto la luce della luna e i suoi cicli.

Come in Scarlett – Il bacio del demone, seguito del romanzo Scarlett, uscito sempre per Mondadori tempo fa, che racconta dell’ arrivo della protagonista a Siena dopo un avventuroso viaggio da Cremona, dove si innamora del bassista della band “Dead Stones”, Mikael, il ragazzo con gli occhi che rapiscono. Unico problema: è un demone. Siamo quindi nel territorio del fantastico, a tinte cupe. Questo secondo romanzo si apre sulla mancanza del Demone, in esilio. L’ amore di Scarlett però è contrastato: diventa evidente nel corso del romanzo, dopo il ritrovamento del cadavere di una ragazza alla festa di fine estate, forse imputabile a un altro demone, e Mikael torna.

Due romanzi in cui dominano le ambientazioni notturne e soprattutto lo sguardo della luna, i suoi cicli, il suo legame con le figure femminili, la sua violenta naturalità. È questa la cifra narrativa della Baraldi che si è imposta al pubblico che ama la letteratura definita “gotica” tuttavia declinata con buona riuscita in un contesto paesaggistico e sociale tipicamente italiano. Ne nasce una miscela che ha convinto i lettori e che ha avuto successo anche all’ estero in contesti nei quali questo tipo di letteratura è molto più frequentata sia dagli scrittori che dai lettori. Con questi due libri, la scrittrice si conferma sulla linea che finora le è valsa numerosi consensi.

ALBERTO SEBASTIANI

Articolo pubblicato su La repubblica

La Bologna «sporca»: La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera

Oggi, sul Corriere di Bologna, un articolo di Massimo Marino: intervista e recensione del romanzo «La bambola dagli occhi di cristallo».

La bambola dagli occhi di cristallo sul Corriere della sera

Un estratto dell’articolo: «Il romanzo di Barbara Baraldi ha la felicità avvincente degli altri lavori della dark lady della provincia modenese. Il thriller scoppia nella vita quotidiana di ragazze comunissime, fragili, dolci, determinate. Il crimine seriale nasce come reazione, come frutto malato di una pianta che coltiviamo tutti i giorni, quella della violenza sulle donne. Tra aspiranti pubblicitarie, fidanzate strapazzate, spacciatori, machos, poliziotti sensibili, ragazzini frustrati, ricchi più o meno annoiati, sbocciano delitti firmati da impronte di tacchi a spillo marchiate nel sangue. Intorno sta lei, Bologna»

Scarlett – Il bacio del demone: la recensione di Roberta de Tomi

La giornalista Roberta De Tomi ha scritto una bellissima recensione di «Scarlett – Il bacio del demone» per il suo blog: Roberta post modern.

Scarlett - Il bacio del demone

E’ la seconda nuova uscita editoriale nell’arco di poche settimane che reca la firma di Barbara Baraldi, stella lucente nel firmamento del gotico italiano. Dopo “La Bambola dagli occhi di cristallo” (Castelvecchi), dal cassetto delle novità estraiamo anche “Scarlett – Il bacio del demone”, seguito del primo capitolo, uscito lo scorso anno. Protagonista, appunto, Scarlett, la giovanissima che ha ereditato il nome dalla bisnonna inglese, alla prese con una nuova, terribile avventura e con un amore travagliato, per la particolare natura del soggetto coinvolto. La ragazzina, un’adolescente apparentemente come le altre, ama, ricambiata, Mikael, un mezzo Demone, creatura a metà tra l’umano e il sovrannaturale. Un amore definito dalla stessa autrice in stile “Romeo e Giulietta”. Un sentimento quindi impossibile, almeno in apparenza, ma la cui intensità infrange distanze e barriere, proprio per la sua peculiarità.

In questo nuovo romanzo, la relazione tra Scarlett e Mikael viene messa alla prova dalla lontananza: il giovane, per imposizioni superiori, è costretto a una punizione per aver usato i propri poteri a scopi personali. La ragazzina quindi si trova a dover fare i conti con Continue reading

Scarlett – Il bacio del demone: la recensione di Sognando leggendo

È uscita sul blog Sognando leggendo la recensione di «Scarlett – Il bacio del demone» firmata Nasreen.

Nuovo romanzo della trilogia “Scarlett” che riprende qualche mese dopo la fine del precedente, mesi che grazie a qualche informazione qua e là, riusciamo facilmente – e con piacere! – a ricostruire. L’estate è finita e le cose sono un po’ cambiate a Siena dopo il lieto fine di Scarlett I.

Scarlett ha passato qualche mese assieme alla nonna, all’estero; Marcolino (il dolcissimo fratellino minore) è sempre più strano ma squisito; i Dead Stones hanno una nuova formazione e una nuova voce e… Mikael non c’è.

Come avevamo preventivato, le infrazioni commesse da Mikael non potevano certamente rimanere inpunite e, infatti, quando scopriamo (fra un flashback e l’altro) che il giovane mezzo demone è stato richiamato nell’altra dimensione per essere giudicato non rimaniamo troppo sorpresi, purtroppo. Scarlett vive la separazione molto male ma, grazie alla bravura dell’autrice, i passaggi di maggior tristezza e depressione non diventano mai troppo carichi e inutilmente estremi. Nessuna Bella Swan con le manie di suicidio in circolazione, insomma, e per fortuna aggiungeremmo!

Mentre la nostra Scarlett lotta per Continue reading

La bambola dagli occhi di cristallo: recensione e intervista sul magazine Fuori le mura

È stato pubblicato il 2 maggio sul magazine Fuori le mura l’articolo di Michele Ponte con la recensione del mio romanzo «La bambola dagli occhi di cristallo» e una breve intervista:

I portici  lungo le strade di Bologna, utilissimi in inverno per evitare di fare uno scivolone sulla neve, servono a poco se tra di essi vi si aggira una misteriosa killer senza scrupoli che, in tacchi a spillo, è sempre pronta a ferire a morte uomini eccitati. L’ispettore Marconi è il primo a intuire un collegamento tra gli omicidi, ma servono delle conferme, qualcuno che aiuti a capire chi sia la spietata assassina. A quanto pare l’unica persona pronta a venire in soccorso dell’ispettore è una medium, una testimone poco affidabile e con un fidanzato violento…

La bambola dagli occhi di cristallo, uscito nelle librerie inglesi lo scorso anno con il titolo The Girl with Crystal Eyes, era stato originariamente edito per il circuito delle edicole nella collana Giallo Mondadori. Ora, a tre anni di distanza, viene pubblicato nuovamente da Castelvecchi in una ristesura che aggiunge allo scritto originale una cinquantina di pagine andandolo a migliorare la narrazione e la completezza del testo, grazie anche alla maturata esperienza dell’autrice, Barbara Baraldi, che dal 2009 ha scritto ben cinque romanzi (di cui tre per Mondadori, uno per Castelvecchi e uno per Perdisa).

La componente più importante di un giallo? Sino all’ultimo non si deve scoprire chi è l’assassino. Quella di un film d’azione? I fatti si susseguono uno dopo l’altro a velocità elevata. Entrambi gli elementi pervadono le pagine del romanzo di Barbara Baraldi che, con una scrittura limpida volta a non appesantire il testo, ci immerge nelle storie di donne Continue reading

Scarlett – Il bacio del demone: la recensione di Diario di pensieri persi

È uscita il 4 maggio nel blog Diario di pensieri persi la recensione di Scarlett – Il bacio del demone:

Cari lettori,
oggi vi parlo del nuovo romanzo urban fantasy young adult della scrittrice italiana Barbara Baraldi. Una serie imperdibile per gli amanti del genere. Quindi, se ancora non l’avete fatto, correte a prendere i romanzi di Scarlett.

RECENSIONE
 

Un urban fantasy dalle tinte dark raccontato con maestria ed eleganza, che sfiora delicatamente un lirismo ed una poesia unici, che conquisteranno il cuore dei lettori. Una storia ambientata in un universo sospeso tra realtà e fantasia dove il soprannaturale è parte integrante del nostro mondo

La quotidianità di Scarlett è scandita dalla mancanza e dai ricordi dolorosi dei momenti romantici passati con Mikael, che per amor suo ha scelto di salvare il piccolo Marco, consapevole delle conseguenze che ne sarebbero derivate. Credeva di poter condividere assieme a lui le vacanze estive con spensieratezza, ma i suoi sogni sono stati infranti prematuramente e, con ineluttabile rassegnazione, ha dovuto lasciarlo andare nel mondo parallelo per scontare la sua, forse eterna, condanna.

La sua anima è dilaniata dal dolore della separazione, dalla consapevolezza di un futuro rubato, ma anche animata da un moto di tenue speranza per l’avvenire. I ricordi si fanno accuminati e graffianti. Le parole di Closer la trafiggono come stilettate, cantate con rabbia da Vincent, in occasione del primo concerto dei nuovi Dead Stone all’inizio del nuovo anno scolastico, che sembra volersi vendicare di lei per averlo privato della presenza del suo inseparabile compagno. Un pozzo oscuro di sconforto si chiude intorno al cuore di Scarlett. Non può far nulla per salvare Mikael mentre lui ha rischiato Continue reading

«La bambola dagli occhi di cristallo»: La recensione di Giovanni Pacchiano su Il sole 24 ore

È apparsa domenica 1 maggio la recensione sul quotidiano «Il sole 24 ore» del romanzo «La bambola dagli occhi di cristallo» (Castelvecchi, 2011):

La recensione del Sole 24 ore de «La bambola dagli occhi di cristallo»

Ai romanzi gialli non chiediamo solo una trama che ci soddisfi. Domandiamo anche la presenza di una scrittura originale, che ci faccia riconoscere l’autore da libro a libro. È per questo, ad esempio, che prediligiamo il giallista bolognese Patrick Fogli (L’ultima estate d’innocenza, Piemme 2007), tanto lirico e barocco quanto magistrale nell’aggrovigliare le trame. È per questo che oggi ci colpisce una voce relativamente nuova, quella di Barbara Baraldi. Nata a Mirandola (Modena), fotografa e modella. Ma anche, con La bambola dagli occhi di cristallo, il suo ultimo libro, giallista di classe. Anche lei scrittrice di fondo lirico, spesso arricchito dal gusto delle metafore (cifra, comunque, di una solida tradizione letteraria emiliana, realistica e insieme onirica), e capace di creare nel lettore un clima hitchcockiano di attesa angosciosa.

Tutto questo raggiunge una vetta narrativa alta appunto in La bambola dagli occhi di cristallo. Ambientato in una Bologna degradata, triste e oscura, soprattutto notturna. Dove si agitano le vite dei suoi personaggi. Ragazze, specialmente ragazze. Tutte belle e infelici. Ma, tra di loro, una crudele, misteriosa assassina seriale…

Ragazze. C’è Viola, «occhi blu che sembrano quasi neri», «soffici capelli rossi» (ma ogni tanto porta Continue reading

Il bacio del demone – La recensione di Horror magazine

È stata pubblicata il 2 maggio scorso la recensione di «Scarlett – Il bacio del demone» firmata per Horror magazine da Irene Vanni:

Il 26 aprile scorso è finalmente uscito Il bacio del demone di Barbara Baraldi, sequel del riuscitissimo Scarlett (leggi qui la nostra recensione). Mentre sul piano reale è trascorso quasi un anno, nella finzione l’intervallo ha coinciso con le vacanze estive; ma per Scarlett il tempo si è dilatato e ha assunto qualità che lo accomunano a un personaggio qualunque, dotato di una propria autonomia e rilevanza, che parla al presente insieme a lei. Il tempo, che scorre nell’assenza e nella mancanza di Mikael, che si fa trovare sotto forma di aforismi rivelatori fra le pagine di un libro afferrato a caso, che scandisce le gocce di pioggia, mentre “l’oscurità avanza attraverso il mantello del cielo”.

Tutto è più cupo e angoscioso rispetto al primo volume, dall’atmosfera in cui affonda il paesaggio senese alle emozioni che turbano i sogni dei protagonisti, in un clima che si fa volutamente lento e incerto, nell’intreccio fra la dimensione spaziale e quella temporale: “Il cielo di settembre ha qualcosa di magico; un’eterna promessa di ritorno. La natura si prepara a addormentarsi sotto la coperta dell’inverno, ma ancora profuma dell’estate appena trascorsa.” Nel primo quarto della narrazione non succede difatti quasi nulla di rilevante; ma, quello che avrebbe potuto configurarsi come un difetto — una mancanza d’azione — in un’altra storia, qui si fa sospensione e minaccia, nell’attesa di un qualcosa che, ne siamo certi, travolgerà tutto e tutti.

Nonostante Continue reading