Visioni dall’Inferno. Paolo Barbieri interpreta Dante

In genere non ospito più interviste ad altri autori nel mio sito personale, per quello c’è il mio blog Scritture barbariche. Ma, come capirete alla fine dell’articolo, in questo caso era inevitabile fare un’eccezione. L’anno scorso, in occasione del Lucca Comics and Games, ho incontrato Paolo Barbieri per parlare del suo Favole degli dei, presentato in anteprima proprio in quell’occasione. È per me un grandissimo piacere ritrovare Paolo a distanza di un anno per una chiacchierata che anticipa l’uscita del suo nuovo illustrato, atteso a partire dal 23 ottobre. Qualcosa di forte, anzi fortissimo, oscuro e viscerale: L’Inferno di Dante. Barbieri reinterpreta i personaggi di un’opera senza tempo, dona loro vita nell’eterno tormento, li fa parlare attraverso il suo stile vibrante e passionale, accompagnando le immagini con le terzine del testo dantesco che le ispirano.

Ciao Paolo e benvenuto su Scritture barbariche. Ci vuole coraggio a reinterpretare un capolavoro senza tempo. Per prima cosa ti vorrei chiedere perché tra le cantiche della Divina Commedia hai scelto proprio L’Inferno? E com’è stato confrontarsi con le illustrazioni di Gustave Doré?
Ciao Barbara, e un saluto a tutti i lettori di questo Blog! L’Inferno è un luogo letterario diventato reale grazie alla potenza visionaria di Dante, il Sommo Poeta che ricordiamolo ha creato questo capolavoro più di settecento anni fa. Questo è  luogo di sofferenza e di disperazione, dove le anime dannate sono condannate a supplizi eterni, ma è anche una moltitudine di visioni incredibili: demoni crudeli e burloni, creature mitologiche e disperate, città dalle torri infuocate, creature terribili a guardia dei gironi infernali, anime imprigionate nella tempesta o perdute in abbracci eterni, e altre anime sottoposte a terribili sofferenze ma fiere di fronte all’eternità del loro dolore. Rappresentare tutto questo è stata l’occasione di “tradurre”, attraverso la mia arte, un intero mondo narrato attraverso gli “occhi” di Dante e Virgilio. Per quanto riguarda Doré, non ho inteso questo lavoro come un confronto verso le sue straordinarie incisioni, che dal mio punto di vista, forse hanno eccessivamente “rinchiuso” l’opera di Dante in un periodo storico ben delineato. La divina Commedia, e soprattutto l’Inferno, è un viaggio senza tempo, impossibile da circoscrivere in confini precisi. Con questo, intendo dire che la creatività di Dante ha dato vita a scenari e creature che reputo vere e proprie radici di tutto il fantastico (fantasy-fantascienza) tradotto oggi in film, libri e videogiochi. Io, con la mia reinterpretazione, ho cercato di creare un trait d’union tra passato e presente, per far comprendere come registi, scrittori, creativi e tanti altri, abbiamo attinto anche inconsciamente da questo universo terribile e unico.

Ho notato un’incredibile evoluzione del tuo stile. Vuoi parlarci del percorso artistico che hai compiuto in quest’ultimo anno? Pensi che l’evoluzione artistica corrisponda in qualche modo con quella personale?
Indubbiamente la mia evoluzione artistica è legata indissolubilmente alla mia evoluzione personale. Disegno dopo disegno, ho sempre cercato di migliorarmi, sia nella tecnica, che nell’interpretazione dei personaggi e soggetti inanimati. Potermi continuamente confrontare con nuove copertine e libri illustrati, mi conferisce una voglia di esplorare e sperimentare continua. Personalmente reputo proprio questa varietà dei soggetti con cui mi cimento, una delle chiavi principali del mio mutamento continuo. Nel 2011, con Favole degli Dei, ho spinto in avanti questa evoluzione, partendo da sperimentazioni nate poco prima dal caso. Nell’anno successivo, che mi ha portato a illustrare l’Inferno di Dante, ho proseguito sulla strada del cambiamento, cercando una maggiore classicità nei miei disegni, attraverso un uso del colore più istintivo e più vicino alle tecniche“classiche”. Per intenderci, pur lavorando in digitale e solitamente con file a più livelli, con l’Inferno di Dante ho cercato di creare le mie visoni su un livello unico, proprio come se dipingessi sulla tela.

Gli dei del tuo lavoro precedente erano a mio avviso accarezzati da un’umanità commuovente. Ora, guardando le anime dannate del tuo Inferno non ho potuto evitare di provare un trasporto viscerale. La loro essenza grida attraverso i tuoi segni. Non c’è distacco, ma sembra esserci da parte tua una sorta di pietà nei loro confronti. Si tratta di un tuo sforzo di toccare la realtà della “carne e del sangue”?
In un certo senso si. Con L’Inferno ho cercato di addentrarmi oltre gli animi dei dannati, cercando di far emergere non solo la tortura “fine a se stessa”, ma anche la personalità, la passione, il coraggio, la paura o la rabbia. Dante, nel viaggio che ci ha meravigliosamente creato, parla anche di tutto questo: all’inferno c’è sangue, c’è violenza, ci sono visioni uniche e paesaggi frutto di una grande inventiva, ma sono le anime che con la loro presenza rendono “vivo” tutto questo.

Nella tua opera precedente avevo colto ispirazioni visive che spaziavano dai mondi di Giger ai capolavori della storia dell’arte. Quali sono state le tue fonti di ispirazione per L’Inferno?
Per l’inferno di Dante, così come per Favole degli Dei, non c’è stata un’ispirazione precisa. Nella mia evoluzione artistica, ho sempre cercato di migliorarmi anche attraverso l’osservazione del lavoro dei grandi illustratori internazionali: Michael Whelan, Frazetta, Luis Royo, Rodney Matthews, Chris Foss, Alan Lee, Brian Froud, John Howe, Keith Parkinson, Brom, e lo stesso Giger. L’inferno è frutto di tutto questo, oltre che delle mie esperienze personali, dei luoghi in cui vivo, e di tanto altro.

La tua autorialità sembra uscire sempre più prepotentemente dai tuoi lavori. Dalle copertine con cui “vesti” i più grandi scrittori a livello mondiale, sei già alla tua seconda opera autonoma. Un bisogno di espressione più forte da parte tua?
Inutile negare che la possibilità di creare un’opera interamente mia, mi lascia una maggiore libertà creativa e espressiva. Affrontare sfide “personali”, consente proprio di seguire più liberamente l’espressione e la voglia di sperimentare, che sia tecnica o relativa al modo di rappresentare situazioni e soggetti. Credo sia importante anche il soggetto che affronto, che ovviamente mi deve piacere e intrigare. Prima, con Favole gli Dei, ho trovato soluzioni a cavallo tra il classicismo e la sperimentazione più pura, regalando ai protagonisti della mitologia greca rappresentazioni che reputo estremamente personali, e perché no, anche innovative. Ora, con L’Inferno di Dante, ho cercato una maggiore “semplicità” tecnica, concentrandomi allo stesso tempo su una maggiore espressività dell’intero tema compositivo (soggetto+sfondo).

E ora mi piacerebbe che tu ci regalassi una sorta di colonna sonora per il tuo Inferno. Cinque canzoni da ascoltare durante la fruizione della tua opera.
Una colonna sonora? In effetti, quando disegno, lo faccio sempre con della musica in sottofondo. Spesso sono colonne sonore, a volte radio tematiche (rock, lounge, ambient), oppure cd di vario genere.

Ecco i 5 brani:

JUDAS PRIEST- A touch of Evil  http://www.youtube.com/watch?v=PW-6FKFnHx8

THE DARK KNIGHT SOUNDTRACK – Agent of chaos  http://www.youtube.com/watch?v=HZTsgfjOHnE

APOCALYPTICA – Farewell  http://www.youtube.com/watch?v=zaLoBdqcvVY

ALEXANDER SOUNDTRACK – Vangelis- The drums of Gaugamela  http://www.youtube.com/watch?v=LXnlzi0TpBY

ALIEN SOUNDTRACK- Jerry Goldsmith- Main theme http://www.youtube.com/watch?v=L6DXaD_xx0c

 

So che non ami parlare dei tuoi progetti futuri, quindi ti chiederei di ricordarci i prossimi appuntamenti in cui i tuoi lettori potranno incontrarti e magari una citazione a cui sei particolarmente legato per chiudere l’intervista.
Certo, ecco i prossimi importanti appuntamenti:

-Il 23 Ottobre 2012, L’Inferno di Dante illustrato da Paolo Barbieri uscirà in tutte le librerie.

-Lucca Comics & Games 2012: presentazione dell’Inferno di Dante Domenica 4 Novembre ore 11.30 (sala Ingellis, di fianco al padiglione Games).

-Sarò presente tutti e quattro i giorni della convention, allo stand ALL4 ONE (A708, padiglione Games).

La mia citazione: “La paura uccide la mente” – DUNE, by Frank Herbert.

Per finire, una sorpresa per tutti i lettori. E anche per la sottoscritta, che è rimasta letteralmente a bocca aperta. Tra le dark lady inserite in questo Inferno di carne e di sangue c’è anche Cleopatra. Guardatela con attenzione…

Lo sapevo, che prima o poi sarei finita… nell’Inferno!

Ne approfitto quindi per ringraziare pubblicamente Paolo per questo onore e per aver potuto regalare ai lettori questa illustrazione in anteprima assoluta per Scritture barbariche, il caso vuole proprio oggi che anche il meteo segnalava l’arrivo di una nuova perturbazione: Cleopatra.

Per maggiori informazioni il sito ufficiale di Paolo Barbieri è: www.paolobarbieriart.com

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