Oggi, 5 novembre, esce al cinema The Nameless Ballad, il film che ho scritto con Federico Zampaglione e da lui diretto. È una ghost story, ma anche un viaggio nella mente in cui i fantasmi sono quelli interiori. C’è musica e dolore, paura e silenzi. Il lato oscuro del successo dialoga con la mancanza della possibilità di esprimersi. È un film indipendente, nato da un’ossessione quindi più che mai ha bisogno del vostro passaparola.
Secondo Nocturno, “Il regista ama l’horror e mostra di conoscere bene la materia trattata, plasmandola a suo piacimento, donandole corpo e un’anima non omologata; le immagini composte da Zampaglione sono una baudelairiana elegia di morte, dolore e vita, in un avvampante caos di fulgida bellezza.”
Dall’intervista di Nocturno a Federico Zampaglione: “The Nameless Ballad è un titolo trovato da Barbara Baraldi. Nelle fasi di lavorazione, c’era un titolo provvisorio, The Ballad. L’avevo lasciato sospeso, così, poi a un certo punto è venuta fuori da Barbara l’idea di The Nameless Ballad, e a me è piaciuto molto, “Ballata senza nome”, mi ha fatto pensare a quei mondi un po’ di Dylan Dog che Barbara è bravissima a creare e ad evocare. Secondo me, c’è un alone Dylandoghiano che aleggia su questo film.”
Continua Zampaglione: “Avevo già lavorato con Barbara su un’altro progetto: avevamo scritto una sceneggiatura tratta da un suo libro, La bambola dagli occhi di cristallo, però il film non si è riusciti a realizzarlo, è rimasto solo a livello di sceneggiatura, perché la produzione che aveva i diritti poi non l’ha portato avanti. Comunque, avevamo lavorato insieme e c’era stato subito un grandissimo feeling, tra le nostre due parti nere: siamo le due metà della stessa mela marcia, io la Baraldi. Le nostre parti nere si erano amate proprio perché ha anche lei un bel gusto, molto macabro. La penna della Baraldi è proprio macabra, dark e tetra. Lei ama un tipo di horror cupo. Ha anche una vena più thriller, però quando va sull’horror è veramente dark. Quindi ho fatto una prima versione della sceneggiatura di The Nameless Ballad e gliel’ho mandata. Le ho detto: “Leggitela, vedi se il film ti ispira, se è un mondo a cui ti va di mettere mano”. A lei è piaciuta molto l’idea, ci ha lavorato ed è tornata con una seconda versione. Da lì in poi siamo andati avanti insieme. [Il contributo di Barbara è stato] sicuramente un buon cinquanta percento della sceneggiatura. Mi ha dato una grande… come dire? una grande energia. Si è gasata, per cui quando parlavamo del film, lei mi motivava tantissimo, anche a inizio riprese. Sentiva molto questo film, lo sentiva suo. Quindi è stata un’alleata, fino all’ultimo, ancora adesso. Sono contento di aver lavorato con lei, perché è veramente una scrittrice molto interessante. Volevo dare alle cose che facevo una marcia in più e avere la Baraldi è un punto forte, è la sicurezza: è una persona che vive giorno per giorno dentro l’horror, dentro storie horror, e mi ha dato una grande mano ad avere un film più strutturato, in cui l’aspetto psicologico dei personaggi viene molto curato.”
Per Best Movie “È soprattutto nella sua componente tematica che The Nameless Ballad trova gli elementi più interessanti. Al centro del racconto c’è l’ossessione per la creazione artistica, intesa non soltanto come desiderio di esprimersi, ma anche come necessità di soddisfare aspettative sempre più difficili da sostenere.”
“Un horror decisamente più d’atmosfera rispetto a quello subito precedente, e in cui Zampaglione e Baraldi lavorano su una storia classica, sulla cupezza, sull’angoscia, e su due demoni: uno paranormale, Imma, che è un’anima che non può trovare pace, perché è stata costretta a rinunciare alla sua vita ancor prima di perderla; l’altro figurato, trascendente, la Musica, ma in generale l’Arte e l’ispirazione.” Qui continua su InGenereCinema.
Qui la videorecensione di FILMAMO.
Grazie a chi lo ha visto in anteprima e ne sta parlando.
A chi andrà a vederlo e sarà con noi in questo momento importante.