Lullaby – La recensione di Milanonera

10 mar

di Eva Massari

Fragili e inquiete, le fate di Barbara Baraldi danzano sulle note di una ninnananna  punk.

Giada, una creatura della notte stretta nel suo universo buio e claustrofobico, e Luana, vibrante di luce nel suo nido di cristallo.

Facce opposte della stessa luna.

Per il mondo sono solo due adolescenti, compagne di scuola che vivono la loro favola fatta di chiacchiere, complicità e sogni da condividere, che se ne fottono dei patti con gli adulti e tessono  incerte la tela delle loro (continua…)

Colpo in canna – Stefano di Marino intervista Barbara Baraldi

9 mar

LULLABY- INTERVISTA A BARBARA BARALDI

Barbara Baraldi e "Lullaby"

Barbara Baraldi e "Lullaby"

Barbara Baraldi è una delle poche vere professioniste che conosca nella nuova leva dei ‘giallisti’ italiani. È l’impressione che ho ricavato la prima volta che l’ho incontrata al Sud Dinner Bar ospite di Pinketts e Cappi in occasione della vittoria del premio Gran Giallo Città di Cattolica ed è la sensazione che ho consolidato lavorando in più occasioni con lei (nell’antologia ‘Bad Prisma’ curata da Danilo Arona e più recentemente in ‘ Il mio vizio è una stanza chiusa’ , entrambi editi da Mondadori). La professionalità sta nella solerzia della realizzazione dei progetti, la capacità di spaziare tra vari registri narrativi adattandosi con la giusta dose di umiltà ma anche con la consapevolezza del valore del proprio lavoro. Prova ne è “Tracce di sangue nella nebbia” , un ottimo thriller di stampo tradizionale pubblicato su Confidenze in tempi recenti. Vi propongo quindi questa intervista con grandissimo piacere.

Stefano di Marino

SDM: In questi mesi sono apparse diverse tue opere di varia lunghezza: racconti per antologie, un Giallo Mondadori, un lungo romanzo, novelle a puntate… una produzione che si va ad aggiungere al già nutrito numero di pubblicazioni (e premi) nel tuo curriculum. Qual è la differenza tra queste varie forme di narrazione secondo te?

B.B.: All’inizio del mio percorso di scrittrice scrivevo la storia che avevo voglia di raccontare, e non mi ponevo problematiche di tematica o lunghezza. Ora capita che mi vengano commissionati romanzi o racconti. Questo per me non è un limite, bensì un modo per mettermi in gioco e, magari, migliorarmi. La differenza tra le forme di narrazione, per quanto riguarda la mia scrittura, è più che altro organizzativa. Con il giallo a puntate, per esempio, dovevo dividere il romanzo in sei parti che si concludessero con una sorta di climax per spingere il lettore a desiderare di saperne di più, proprio come avveniva nel feuilletton. Dovevo quindi tenere ben presente la lunghezza di ogni puntata e giocarmi la scena di tensione al momento giusto. È stato molto divertente.

SDM. Quale formula trovi più congeniale al tuo modo di raccontare? (continua…)

Da Dylan Dog a Il filo rosso: intervista a Paola Barbato

8 mar

Il filo rosso (Rizzoli)

Il filo rosso (Rizzoli)

«Siete tutti uguali, Antonio. Tutti avete perso qualcuno, siete il terzo vertice del triangolo. Ogni volta che viene commesso un crimine o un delitto tutti ragionano in linea retta: vittima-carnefice. Ma c’è un terzo punto di vista, quello di chi rimane». Con queste premesse si apre “Il filo rosso”, il nuovo romanzo di Paola Barbato. Un romanzo duro, avvincente, crudele, ricco di colpi di scena. Il percorso di Paola nell’editoria inizia nel ‘99 con l’uscita de “Il sonno della ragione”, il primo albo di Dylan Dog basato su una sua sceneggiatura. In breve diventa autrice chiave per la collana, al punto di essere scelta per sceneggiare alcune storie fondamentali per il mondo dell’Indagatore dell’incubo, come “Il numero 200″ o “In nome del padre”. I suoi romanzi sono pubblicati da Rizzoli e con “Mani nude” ha vinto il prestigioso Premio Scerbanenco nel 2008 (scusate se è poco). Quale modo migliore per festeggiare la festa della donna che intervistare questa ragazza?

Ciao Paola, benvenuta sul magazine di Sick girl. Dopo tanti anni di esperienza sul campo della narrazione, per prima cosa vorrei chiederti: chi è Paola Barbato, oggi?

Non è una persona molto diversa da quella che entrò nella Sergio Bonelli Editore nel 1997. Ho imparato un mondo e mezzo di cose e ho fatto esperienze in quasi tutti i campi della scrittura, ma come persona non sono granchè cambiata. Poco socievole, animalista convinta, stesse insicurezze, stesse fragilità, forse qualche consapevolezza in più. E, ovviamente, diventando madre, ho assunto un’ottica TOTALMENTE diversa sul mondo.

Puoi introdurci le atmosfere del tuo ultimo romanzo “Il filo rosso”?

(continua…)

L’ombra del falco: intervista a Pierluigi Porazzi

7 mar

L'ombra del falco (Marsilio)

L'ombra del falco (Marsilio)

Alla semplice vista dell’ombra del falco, i piccoli animali che ne sono prede si immobilizzano o scappano terrorizzati. Anche se sono appena nati, già sanno che è un predatore, è un’informazione scritta nel loro dna. L’ombra di un predatore umano sconvolge una tranquilla cittadina del Nordest. In una discarica viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Pochi giorni dopo, alla questura arriva una busta, che contiene una lettera e un dvd, con cui l’assassino sfida la polizia, e in particolare l’ex agente Alex Nero, che viene richiamato in servizio per tentare di catturare il serial killer. Questi gli avvenimenti raccontati all’inizio de “L’ombra del falco” (Marsilio), tesissimo thriller e atteso esordio in narrativa di Pierluigi Porazzi. Il fatto che questo esordio avvenga nella stessa collana del best seller “Uomini che odiano le donne” e gli altri libri della “Millenium trilogy” è indicativo: qualcosa si sta muovendo nel thriller italiano, e gli scrittori nostrani sono pronti per competere con i best seller stranieri. Gianluca Morozzi ha scritto de “L’ombra del falco”: «Questo, siete avvisati, non è il solito serial killer. Questo è un predatore. Questo fa paura. Avrete gli incubi per un bel po’, dopo aver letto questo romanzo.» A questo punto non ho potuto fare a meno che incontrare l’autore per una chiacchierata!

Ciao Pierluigi, benvenuto sul Magazine di Sick girl. Per prima cosa ti chiederei di presentarti ai nostri lettori. Chi è Pierluigi Porazzi?
Sono un giovane scrittore, da poco entrato nel mondo dei “professionisti”, appassionato da sempre di letteratura (divoratore di libri di tutti i generi) e di cinema.

Qual è stato il percorso che ti ha portato alla stesura de “L’ombra del falco”? Ti sei servito di una scaletta o ti sei affidato all’ispirazione?
Sono partito dall’idea di scrivere qualcosa di “nuovo” sulla figura del serial killer e da un abbozzo di trama. A questa traccia se ne è sovrapposta un’altra e poi, col tempo, si sono aggiunti personaggi, sottotrame e situazioni che compongono il risultato finale. Di solito, nella stesura di un racconto breve ho già la trama in testa, mentre per il romanzo ho visto che si sviluppa poco a poco.

Pensi sia difficile per un esordiente approdare al mondo dell’editoria? Vuoi parlarci del tuo caso?
Non è certamente facile. Basta aprire un qualsiasi sito internet dedicato alla scrittura per rendersi conto di quanti scrivano (e anche bene). Il mio percorso (e quello de “L’ombra del falco”) si può dire che sia iniziato con il Premio Tedeschi 2008: non ho vinto ma ho ricevuto una telefonata di Sergio Altieri che mi ha detto che il romanzo era stato apprezzato. Da questa enorme soddisfazione è iniziato tutto: la convinzione di aver scritto un romanzo valido e la proposta ad alcuni editori, tra cui Marsilio, che si è subito interessata al romanzo. (continua…)

Lullaby – La recensione di Horror magazine

6 mar

Lullaby - La ninna nanna della morte

Lullaby - La ninna nanna della morte

Barbara Baraldi, Lullaby. La ninna nanna della morteHORROR/THRILLER – Castelvecchi – Le Torpedini – 2010 – pagine 232 – prezzo 15,00 euro – giudizio: ottimo

“Alberi, sole accecante, campi di grano”.
E buon odore di carta intonsa, quando si apre un libro nuovo di zecca.
E’ qui che avviene il primo delitto del nuovo romanzo di Barbara Baraldi, in un “futuro prossimo” da cui bisogna inizialmente distanziarsi e, come si diceva nelle fiabe, fare un piccolo passo indietro, per capire cos’è appena successo. Ed è proprio un alone di fiaba quello che avvolge la trama, accompagnato dalla melodia dolce e ossessiva della ninna nanna dei Cure.

“Mi guardo alle spalle. Ormai sono troppo lontana dalla strada, completamente coperta dall’ombra della grande cisterna. Avverto il pericolo, mai tornare indietro in caso di pericolo. Troppo prevedibile. Allora corro avanti.
Inciampo.
D’istinto allungo le braccia. Lo abbraccio quasi, la mia bocca a pochi centimetri dalla sua. Spalancata, come gli occhi. Il cadavere, occhi vitrei che non vedono, mi fissa. Sgozzato, scomposto.
Grido.”

La fiaba diventa oscura, nera, rosso sangue, riportandoci alla memoria quel Barbablù che ha disturbato i nostri sonni infantili, o alimentato le nostre fantasie di scrittori e lettori. (continua…)

Il prologo di Lullaby – La ninna nanna della morte

5 mar

Alberi, sole accecante, campi di grano.

Insetti fluttuanti, ancora alberi e qualche fiore viola a colorare un fosso.

Vedo la mole massiccia dell’ex acquedotto. Aumento il passo per vincere il desiderio di scappare lontano e mettere a tacere l’ansia che mi attanaglia. Scavalco la recinzione bassa. Poco più avanti è sfondata, ma preferisco avere la sensazione di trasgredire.

«C’è nessuno?». Se anche ci fosse anima viva non potrebbe certo sentirmi se sussurro in questo modo.

Un rumore basso.

Procedo seguendo il perimetro, il grigio soffocante rilascia il calore che ha fagocitato durante il giorno. Sembra di essere all’inferno. (continua…)

Viral Lullaby

3 mar

Lullaby – La ninna nanna della morte (Castelvecchi), ora in libreria, è stato oggetto di una campagna di viral marketing ideata dalle ragazze dell’ufficio stampa Castelvecchi e Elliot. La campagna si è conclusa il 1 marzo con la pubblicazione su Youtube del book trailer e l’annuncio ufficiale dell’uscita del romanzo. I principali portali che in Italia si occupano di letteratura noir e thriller hanno ricevuto, nel corso delle settimane precedenti al lancio, alcuni “indizi” che permettessero di sciogliere il mistero dietro alcune istantanee, che ritraggono luoghi e persone che compaiono nel romanzo.

Ecco alcuni degli indizi che sono comparsi in rete:

http://www.latelanera.com/editoria/news/notizia.asp?id=1958

http://corpifreddi.blogspot.com/search?q=lullaby

http://www.thrillercafe.it/lullaby-4/

http://angolonero.blogosfere.it/2010/02/lullaby-1.html

http://www.thrillermagazine.it/notizie/9397/

http://cityvoxbs.wordpress.com/2010/02/19/lullaby-sta-arrivando/

http://www.racconta.it/modules.php?name=News&file=article&sid=117

http://www.gialloweb.net/main/default.asp

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Lullaby2

Lullaby3

Lullaby4

Lullaby5

Alcuni degli indizi sono stati raccolti nel book trailer, realizzato dall’illustratore Claudio Lanzoni:

Lullaby: Gothic Vertigo – di Maura Chiulli

2 mar

Lullaby-coverAll’uscita del nuovo romanzo di Barbara Baraldi: Lullaby, la ninna nanna della morte, edito da Castelvecchi nella nuova collana Le Torpedini (p.232, euro 15,00). Ho avuto l’onore di leggerlo in anteprima e fatico a raccoglierne pagine e sensazioni, che mi sono implose nello stomaco. Una bomba.

Visionaria, assassina, indiscutibilmente nera, la penna di Barbara Baraldi sceglie con perizia le posizioni migliori dalle quali colpirci, con la precisione infallibile del cecchino. A quest’ora dovrei essere al lavoro, ma nascondo le ore pagate tra queste pagine che non posso fare a meno di scorrere, con avidità e segreto.

<<Rumore sordo>>, ossimoro caro all’autrice, immagine che scandisce il battito irregolare che mi  affanna, dal Prologo. Punk, non il romanzo, solo il nome di un pupazzo che Barbara Baraldi posiziona sul mio letto: sì, è inevitabile l’identificazione imperfetta e malsana nella protagonista femminile: Giada. Sento di non avere abbastanza fiato per resistere a queste 232 pagine di apnea, ma il coraggio è la necessità di un lessico asciutto, tagliente, immaginifico. Esploro i personaggi con stolida arrendevolezza: questa volta Barbara Baraldi ci regala stati di ansia e di terrore, con quella mossa lieve che solo alla sua mano riesce.

Senza sforzi, sembra che la scrittrice abbia chiaro fin dalla prima pagina dove inserirsi: in quel incavo stretto tra la gola e l’esofago. La morsa ci spinge a scorrere le pagine per tentare una salvezza, una via di fuga dall’orrore di un uomo, che vegeta sognando un matricidio in cambio di Ispirazione e una Ragazza Nera. In un corpo a corpo lacerante, Barbara Baraldi combatte il germe della banalità, regalandoci immagini tutt’altro che prevedibili. Ci obbliga all’Espiazione: peccatori, lettori nuovi e inesperti, anime nere e collaudate, donne bianche e impunite troveranno tortura e redenzione in questa vertigine gotica. La tensione è alta: resto sospesa tra sogno e realtà.

Inganno e verità: la Morte domina questo testo tridimensionale, che mi accoglie, mi ingoia. Nessuna anticipazione, solo un’impressione su Lullaby, una ninna nanna infernale che saprà restarvi dentro lungamente, come un proiettile sotto il cuore, impossibile da estrarre.

di Maura Chiulli, scrittrice.


Lullaby – Intervista per Milanonera

2 mar

A cura di Marilù Oliva

Lullaby - La ninna nanna della morteCastelvecchi ha appena pubblicato l’ultimo gotico di Barbara Baraldi, Lullaby, la ninna nanna della morte. Una ninna nanna che rintocca dark dopo un prologo insanguinato, una storia divisa in quattro capitoli che serbano già nel loro nome il paradigma di un percorso corvino: Rivelazione, Illusione, Espiazione, Redenzione.
Dietro i protagonisti disegnati con verosimiglianza si staglia un universo paesano coi suoi elementi ricorrenti: il bar, gli amici, i pregiudizi, le diffidenze, i pettegolezzi, il microcosmo come specchio concentrato – e per questo più terrifico – di un male che dall’eternità attanaglia l’uomo. Ma lo specchio si rompe e allora arrivano i guai…

Il titolo del tuo romanzo, Lullaby, (sottotitolo: La ninna nanna della morte), è un sonoro evocativo anche solo alla lettura e appena si entra nel senso della storia si capisce come la musica sia un filo nero che lega i personaggi. Parliamo delle scelte musicali che scandiscono il romanzo.
“Stai fermo, stai calmo, stai tranquillo ora, mio prezioso ragazzo, non lottare o ti amerò ancora di più” recita Lullaby, la canzone dei Cure. Una ninna nanna fatta di paure che si materializzano e cercano di afferrarti come le zampe di un ragno. Se sfuggi ecco Bela Lugosi is dead con le sue spose vergini che ti circondano di fiori appassiti dal tempo. E poi il ritmo del romanzo cambia e così la musica di sottofondo. Martellante, come Ho ucciso paranoia dei Marlene Kuntz. Ora mi fermo; anche la colonna sonora fa parte del romanzo e non vorrei svelare altro. (continua…)

Lullaby – La ninna nanna della morte

1 mar

Dal 1 marzo in tutte le librerie